auto azionate dal cervello

Auto azionate dal cervello, questo è il futuro su strada

16 Nov , 2016  

16Salone di Parigi: un uomo sale su un’auto richiude la portiera e senza muovere un dito, con la sola forza del pensiero, mette in moto una Opel Astra. Raccontato così potrebbe ricordare uno di quegli spettacoli di magia e di illusionismo di fine Ottocento, invece è il punto di arrivo di uno dei più recenti campi d’indagine dell’industria automobilistica, impegnata nella ricerca e sviluppo di una ricetta per comandare le auto attraverso i sistemi neuronali.

Su cosa sta lavorando la ricerca

La ricerca dei produttori di automobili ha preso il via molti anni fa, ma per tradurla in realtà serviva un vero e proprio punto di svolta che di solito è dato da una concreta domanda del mercato. E ora il mercato sembra maturo per accogliere positivamente gli ultimi sviluppi tecnologici.
Controllare un’auto attraverso le onde cerebrali potrebbe sembrare il frutto di una fantasia, o l’ennesima trovata di un sedicente comitato di ricerca, tuttavia lo scorso Salone di Parigi ha sfatato i pregiudizi dimostrando gli enormi passi da gigante fatti in questo campo. La casa automobilistica Opel ha svolto un test aperto a tutti, invitando i visitatori a provare questa possibilità: attraverso una fascia di collegamento sulla testa si poteva mettere in moto un’auto, un esperimento basato sulla possibilità di captare le onde beta del cervello attraverso alcuni sensori e tradurle in comandi elettronici per il veicolo. Nulla di diverso da ciò che viene normalmente registrato attraverso un elettroencefalogramma, solo applicato ai comandi di un’automobile. L’esperimento è riuscito e ora ci si chiede cosa dovremmo aspettarci in futuro.

Quali sono gli sviluppi per la sicurezza su strada

Al di là delle applicazioni tecnologiche più audaci, destinate a far discutere a lungo, alcuni ambiti di applicazione molto interessanti riguardano il tema della sicurezza. Poter leggere alcuni segnali dati dal corpo, per esempio, le attività oculari, la frequenza e il battito cardiaco o anche la velocità di risposta a determinati stimoli, consentirebbe di rilevare il livello di stanchezza del conducente e dunque prevenire (attraverso la tecnologia) gli incidenti dovuti a stati di sonnolenza di chi guida.
Ma oltre alla sicurezza, un’intelligenza artificiale sofisticata può garantire novità su tutti i fronti. Su alcuni di questi progetti stanno già lavorando Toyota e Tesla, produttori concentrati sullo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale che possano garantire un elevato livello di interazione tra auto e conducente. Lettura facciale, rilevazione del tono della voce o di più semplici comandi vocali, insomma l’auto del futuro potrebbe tradursi in un modello di automobile progettata davvero intorno al proprio guidatore e dunque capace di adattarsi.

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