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Dematerializzazione del certificato di proprietà dell’auto

Dopo la dematerializzazione dell’attestato di rischio e del contrassegno assicurativo, entrata in vigore il 18 ottobre 2015, è iniziata anche la dematerializzazione del certificato di proprietà del veicolo (CDP). Ecco cosa cambia e quali sono i vantaggi per gli automobilisti.

Dematerializzazione del certificato di proprietà

Già dallo scorso 5 ottobre, quando si acquista un’auto, il venditore deve apporre la firma su supporto digitale e non vi è più l’emissione del certificato di proprietà cartaceo. L’acquirente, a sua volta, riceve dal PRA un codice alfanumerico e una password che permettono di accedere a un’area riservata sul sito dell’ACI, proprio in quest’area è già possibile visualizzare i dati della propria auto oltre a eventuali fermi amministrativi, ipoteche, perdite di possesso, regolarità di pagamento del bollo auto. Insieme a tali dati viene rilasciata dal PRA una ricevuta di avvenuta registrazione. La riforma si applica anche alle altre tipologie di veicolo, ad esempio motocicli.
Nel caso in cui l’utente dovesse perdere i dati di accesso non c’è alcun problema perché è sufficiente il numero di targa del veicolo e i dati anagrafici del proprietario per recuperare le chiavi di accesso. È importante sottolineare che per il recupero di password e codice personale non sono previsti costi aggiuntivi.

Quali vantaggi

La dematerializzazione del certificato cartaceo costituisce comunque soltanto il primo passo di un iter che ha nella semplificazione il suo obiettivo principale. Per gli automobilisti i vantaggi pratici sono piuttosto evidenti. In passato, se il proprietario smarriva il documento era necessario attivare una procedura abbastanza lunga, con denuncia di smarrimento o furto presso il comando di polizia e nuova richiesta da inoltrare presso gli uffici territoriali del PRA (Pubblico Registro Automobilistico). Inoltre, tale procedura obbligava il richiedente a sostenere anche i costi del duplicato.

Attraverso un meccanismo di digitalizzazione e archivio in banche dati accessibili, la nuova procedura prevede che si possa sempre risalire al certificato di proprietà che viene custodito sul server del PRA. Si calcola che questa nuova misura porterà al risparmio di ben 4,5 milioni di euro all’anno e al risparmio di circa 30 milioni di fogli: la stima è stata calcolata su una perdita media di ben 300.000 certificati di proprietà smarriti o rubati ogni anno. Un altro vantaggio consiste nella riduzione dei costi di rilascio del certificato al momento dell’acquisto del veicolo, nuovo o usato. Infatti il precedente costo di circa 100 euro ora si aggira intorno ai 60, con un risparmio intorno ai 39 euro di cui 32 solo di bolli.

Obiettivi della riforma

L’obiettivo della dematerializzazione del certificato di proprietà del veicolo non è solo snellire le procedure ed evitare il ricorso al duplicato in caso di smarrimento o furto; lo scopo principale di tutte le semplificazioni risiede anche nella riduzione dei rischi di manomissioni e contraffazioni del certificato, assai frequenti con il cartaceo.

La riforma Madia si pone l’obiettivo di dematerializzazione di tutti gli atti cartacei, approdando infine a un unico documento per i dati relativi alla proprietà e i dati relativi alla circolazione (carta di circolazione), digitalizzando in futuro anche gli atti di vendita e dei passaggi di proprietà, secondo un processo che dovrebbe essere completato nel 2016. La legge di delega 124 del 2015 che ha dato il via a tale radicale cambiamento ha come punto di approdo l’eliminazione del PRA con la creazione di un unico ente che dovrebbe unire le funzioni della Motorizzazione civile e del Pubblico Registro Automobilistico.

Va sottolineato che fino al mese di febbraio 2016 vigerà un regime transitorio con la stampa di un documento cartaceo sul quale apporre una marca da bollo e la firma autenticata. Tale periodo servirà all’Agenzia delle Entrate per perfezionare il bollo virtuale. Fino a tale momento il documento cartaceo con bollo sarà conservato presso l’ente che procede all’autentica della firma (notai o comuni).

Per saperne di più, leggi i post dedicati a:

Dematerializzazione dell’attestato di rischio
Dematerializzazione del contrassegno cartaceo

 

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