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	<title>Siamo tutti pedoni Archivi | Blog Linear</title>
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	<description>L’assicurazione online del Gruppo Unipol</description>
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		<title>Città da vivere insieme, anche a piedi</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 06:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare in sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/viaggiare-in-sicurezza/citta-da-vivere-insieme-anche-a-piedi/" title="Città da vivere insieme, anche a piedi" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2026/04/CA-Design-Banner-Fb-1-1-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" fetchpriority="high" /></a><p>Parte la quattordicesima edizione di “Siamo tutti pedoni”, che allarga lo sguardo oltre la sicurezza stradale e mette al centro l’accessibilità urbana, tra barriere invisibili e spazi ancora pensati per le auto, dove non tutti riescono a vivere la città Sono 108 i pedoni morti dall&#8217;inizio del 2026. Più della metà aveva oltre 65 anni. Dietro ogni numero c&#8217;è una persona che stava semplicemente camminando per strada, ma non è più rientrata a casa. Sono questi dati, ancora una volta impietosi, a dare il via alla quattordicesima edizione di Siamo tutti pedoni, la campagna nazionale promossa da SPI Cgil, FNP [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/viaggiare-in-sicurezza/citta-da-vivere-insieme-anche-a-piedi/" title="Città da vivere insieme, anche a piedi" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2026/04/CA-Design-Banner-Fb-1-1-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" /></a><p><strong>Parte la quattordicesima edizione di “Siamo tutti pedoni”, che allarga lo sguardo oltre la sicurezza stradale e mette al centro l’accessibilità urbana, tra barriere invisibili e spazi ancora pensati per le auto, dove non tutti riescono a vivere la città</strong></p>
<p><span id="more-6386"></span></p>
<p>Sono 108 i pedoni morti dall&#8217;inizio del 2026. Più della metà aveva oltre 65 anni. Dietro ogni numero c&#8217;è una persona che stava semplicemente camminando per strada, ma non è più rientrata a casa. Sono questi dati, ancora una volta impietosi, a dare il via alla quattordicesima edizione di <strong>Siamo tutti pedoni</strong>, la campagna nazionale promossa da SPI Cgil, FNP Cisl, UILP Uil e dal Centro Antartide di Bologna. Ma quest&#8217;anno la riflessione va oltre la sicurezza stradale: la domanda che ci pone non è solo come evitare gli incidenti, bensì chi può davvero vivere la città e chi, invece, ne resta tagliato fuori.</p>
<p>L&#8217;accessibilità urbana, infatti, non si riduce a rampe e attraversamenti pedonali. È qualcosa di più complesso e articolato: un sistema che intreccia mobilità, relazioni e qualità della vita, con uno sguardo particolare a chi è più fragile. Barriere sensoriali, cognitive, digitali, culturali, sono ostacoli spesso invisibili che restringono lo spazio di chi vorrebbe semplicemente uscire di casa, incontrare qualcuno, essere parte della propria città.</p>
<ul>
<li><strong>Città per tutti? Tutto è progettato attorno all&#8217;automobile<br />
</strong>Città piene di ostacoli che trasformano l&#8217;ambiente urbano in un luogo ostile</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Il traffico scorre, le persone no: ripensare la città a misura di tutti<br />
</strong>Eventi e iniziative di sensibilizzazione, con una giornata nazionale a fine maggio 2026.</li>
</ul>
<h3><strong>Città per tutti? Tutto è progettato attorno all&#8217;automobile</strong></h3>
<p>Se osservate da questa prospettiva, le città contemporanee rivelano crepe meno visibili ma ancora troppo profonde. Non sono solo gli ostacoli fisici a creare distanza ed esclusione: accanto a gradini, marciapiedi dissestati e attraversamenti mal segnalati, esistono barriere di altro tipo &#8211; sensoriali, digitali, culturali, sociali &#8211; che spesso passano inosservate ma pesano sulla vita quotidiana delle persone più fragili. Una segnaletica incomprensibile, un&#8217;app comunale che presuppone competenze digitali che non tutti possiedono, uno spazio pubblico privo di panchine o di ombra che scoraggia la sosta e l&#8217;incontro. Sono tutti ostacoli che, sommati, trasformano l&#8217;ambiente urbano in un luogo ostile, non per tutti allo stesso modo, ma in modo sistematico per chi è anziano, disabile o semplicemente meno attrezzato ad affrontare una città pensata per chi va di fretta.</p>
<p>Le conseguenze più gravi si misurano anche in termini di sicurezza stradale. In Italia muoiono circa 600 pedoni ogni anno: quasi due vittime al giorno, a cui si aggiungono decine di feriti. Numeri che negli ultimi anni non accennano a diminuire; anzi, nei primi mesi del 2026 sono già in aumento rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. È una tendenza che racconta qualcosa di preciso e attualissimo: le nostre città sono ancora largamente progettate intorno all&#8217;automobile, e in questo schema il pedone resta un soggetto residuale, tollerato ma non davvero tutelato.</p>
<p>È proprio su questo squilibrio che la campagna prova a intervenire, allargando il perimetro del discorso. Non solo sensibilizzazione, ma anche educazione, sperimentazione e interventi concreti sul territorio, a partire da pratiche di urbanismo tattico e da una rete di comuni che si impegnano a ripensare gli spazi urbani in chiave più inclusiva.</p>
<h3><strong>Il traffico scorre, le persone no: ripensare la città a misura di tutti</strong></h3>
<p>La sfida è passare da città semplicemente sicure a città davvero vivibili, dove camminare sia una possibilità e non un rischio. È un cambio di prospettiva prima ancora che urbanistico, con ricadute concrete sulla salute delle persone, sulla qualità dell&#8217;ambiente e sull&#8217;economia dei quartieri. Ma richiede soprattutto una scelta di campo: rimettere al centro le persone, tutte, non solo chi si muove più velocemente. Perché la misura di una città non è quanto scorre il traffico, ma quante persone riesce a non lasciare indietro.</p>
<p>La campagna ha già raccolto l&#8217;adesione di centinaia di amministrazioni locali, aziende sanitarie e associazioni in tutta Italia, e si svolge con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dell&#8217;ANCI. Sul territorio si articola in eventi e iniziative di sensibilizzazione, realizzati anche grazie alle delegazioni locali dei sindacati, e si concluderà con una giornata nazionale a fine maggio 2026.</p>
<p>Da aprile, il sito e i canali social di Siamo tutti pedoni si arricchiranno di contenuti dedicati al tema dell&#8217;accessibilità globale: definizioni, approfondimenti, consigli pratici, vignette e citazioni tratte dalle Città invisibili di Italo Calvino. Un percorso pensato per aprire un confronto reale tra cittadini, associazioni, enti locali e progettisti, su come rendere le nostre città più accoglienti per tutte e tutti.</p>
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