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	<title>Tutte le novità del Codice della Strada | Linear</title>
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	<description>L’assicurazione online del Gruppo Unipol</description>
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		<title>Monopattini elettrici, nuove regole per circolare in sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:35:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[linear]]></category>
		<category><![CDATA[Monopattini]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/monopattini-elettrici-nuove-regole-per-circolare-in-sicurezza/" title="Monopattini elettrici, nuove regole per circolare in sicurezza" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2026/06/shutterstock_1987131179-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" fetchpriority="high" /></a><p>Dal contrassegno identificativo al casco, ecco cosa cambia per chi usa il monopattino in città e quali comportamenti seguire per muoversi in modo responsabile I monopattini elettrici sono entrati nella mobilità urbana promettendo spostamenti agili e leggeri, occupando poco spazio e permettendo di muoversi rapidamente nei centri cittadini. Possono integrare gli spostamenti con mezzi pubblici, bici e percorsi pedonali e in pochi anni sono diventati una presenza abituale nelle città italiane. Accanto ai vantaggi, però, sono emerse presto anche alcune criticità, come la guida sui marciapiedi, la sosta disordinata, i comportamenti pericolosi di chi li utilizza in modo improprio e, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/monopattini-elettrici-nuove-regole-per-circolare-in-sicurezza/">Monopattini elettrici, nuove regole per circolare in sicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.linear.it">Blog Linear</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/monopattini-elettrici-nuove-regole-per-circolare-in-sicurezza/" title="Monopattini elettrici, nuove regole per circolare in sicurezza" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2026/06/shutterstock_1987131179-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" /></a><p><strong>Dal contrassegno identificativo al casco, ecco cosa cambia per chi usa il monopattino in città e quali comportamenti seguire per muoversi in modo responsabile</strong></p>
<p><span id="more-6407"></span></p>
<p>I monopattini elettrici sono entrati nella mobilità urbana promettendo spostamenti agili e leggeri, occupando poco spazio e permettendo di muoversi rapidamente nei centri cittadini. Possono integrare gli spostamenti con mezzi pubblici, bici e percorsi pedonali e in pochi anni sono diventati una presenza abituale nelle città italiane.</p>
<p>Accanto ai vantaggi, però, sono emerse presto anche alcune criticità, come la guida sui marciapiedi, la sosta disordinata, i comportamenti pericolosi di chi li utilizza in modo improprio e, soprattutto, la difficoltà di identificare il conducente o il proprietario in caso di infrazione o incidente. Per questo si è reso necessario un nuovo quadro di regole, pensato per rendere la micromobilità più ordinata, sicura e responsabile.</p>
<ul>
<li><strong>Dal “targhino” alla responsabilità, nuove regole per i monopattini</strong><br />
Scatta l’obbligo del contrassegno identificativo per una micromobilità più ordinata</li>
<li><strong>Come si richiede il contrassegno e quali documenti servono</strong><br />
La richiesta deve essere effettuata attraverso il Portale dell’Automobilista</li>
<li><strong>Casco, limiti e buone abitudini per usare il monopattino in sicurezza</strong><br />
Età minima, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità e prudenza alla guida</li>
</ul>
<h3><strong>Dal “targhino” alla responsabilità, nuove regole per i monopattini</strong></h3>
<p>Dal mese di maggio 2026 i monopattini elettrici privati possono circolare su strada solo se dotati di contrassegno identificativo, spesso chiamato “targhino”. Non si tratta di una targa identica a quella delle auto, perché <strong>il contrassegno non è legato al veicolo</strong>, ma al proprietario, attraverso l’associazione ai suoi dati. La finalità, però, è simile, ossia rendere il mezzo riconoscibile e collegarlo a un <strong>soggetto responsabile</strong>.</p>
<p>La novità riguarda tutti i monopattini a propulsione elettrica utilizzati su strada. In pratica, chi usa il monopattino per gli spostamenti quotidiani deve verificare di essere in regola prima di circolare. Dopo il periodo transitorio previsto dalla norma, l’obbligo è diventato effettivo e chi circola senza contrassegno rischia una sanzione che può arrivare fino a 400 euro. Nei casi più gravi, oltre alla multa, possono esserci ulteriori conseguenze, come il fermo del mezzo.</p>
<p>Tra gli adeguamenti previsti rientra anche la copertura Rc per i danni a terzi, il cui obbligo è stato fissato al 16 luglio 2026. È un tassello del nuovo quadro di responsabilità, insieme a contrassegno, casco e regole di comportamento. Il monopattino non viene equiparato completamente all’auto, ma la sua circolazione viene inserita in un sistema più definito di obblighi e buone pratiche. Rimanendo una soluzione rapida per coprire l’ultimo miglio, viene riconosciuto come veicolo urbano che richiede attenzione, prudenza e rispetto degli altri utenti della strada perché dove ci sono circolazione, rischi e possibili danni a terzi, servono anche identificazione, tracciabilità e maggiore consapevolezza.</p>
<h3><strong>Come si richiede il contrassegno e quali documenti servono</strong></h3>
<p>La richiesta del contrassegno deve essere effettuata sul Portale dell’Automobilista. La procedura prevede prima la compilazione del modulo dedicato e il pagamento della tariffa prevista tramite <strong>PagoPA</strong>. Successivamente, la domanda deve essere presentata attraverso l’applicazione “Gestione Pratiche Online”, selezionando l’Ufficio della Motorizzazione Civile presso cui ritirare il contrassegno e scegliendo la pratica “Rilascio contrassegno monopattini”.</p>
<p>Alla richiesta vanno allegati il modulo compilato e sottoscritto, la ricevuta del pagamento e la copia di un documento di riconoscimento valido dell’intestatario. Sono previste indicazioni specifiche anche per alcuni casi particolari. Per i cittadini extra-UE è necessario caricare un documento di soggiorno valido; per le persone giuridiche servono documenti che attestino l’iscrizione alla Camera di Commercio o lo statuto, insieme al documento del legale rappresentante. Se il richiedente è minorenne, l’istanza deve essere presentata e firmata da chi esercita la responsabilità genitoriale.</p>
<p>Una volta inviata la richiesta, bisogna attendere la comunicazione via mail del buon esito della pratica. A quel punto, rientrando nella piattaforma, è possibile <strong>prenotare l’appuntamento</strong> per il ritiro presso l’Ufficio della Motorizzazione scelto. Il giorno del ritiro il richiedente deve presentarsi con la ricevuta di prenotazione e con il documento utilizzato nella fase di richiesta. Dopo le verifiche, l’operatore consegna il contrassegno.</p>
<p>Il prezzo del contrassegno è poco superiore agli <strong>8 euro</strong>, a cui vanno aggiunti imposta di bollo e diritti di Motorizzazione. Una volta completata la richiesta, il contrassegno deve essere applicato in modo visibile e stabile sul monopattino, così da poter essere letto in caso di controllo.</p>
<h3><strong>Casco, limiti e buone abitudini per usare il monopattino in sicurezza</strong></h3>
<p>La nuova disciplina non riguarda solo il contrassegno identificativo. Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale completa, infatti, il percorso avviato con la riforma del Codice della Strada e proseguito con i relativi decreti attuativi. L’obiettivo è inserire i monopattini elettrici in <strong>un sistema più chiaro di obblighi</strong>, controlli e comportamenti corretti, senza snaturarne la funzione di mezzo leggero per gli spostamenti urbani.</p>
<p>Per guidare un monopattino elettrico bisogna avere almeno 14 anni. È vietato trasportare passeggeri, animali o oggetti, perché il mezzo è progettato per una sola persona e ogni carico aggiuntivo può compromettere stabilità, frenata e capacità di controllo. Il casco è obbligatorio per tutti i conducenti e deve essere conforme alle norme tecniche previste. Restano anche i limiti di velocità: massimo 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali dove la circolazione è consentita.</p>
<p>Alle regole formali si aggiungono le buone abitudini di guida. Il monopattino non deve essere usato sui marciapiedi, salvo quando viene condotto a mano, e richiede particolare attenzione in presenza di pedoni, incroci, attraversamenti, pavimentazioni irregolari o ostacoli improvvisi. In caso di pioggia, fondo scivoloso, scarsa visibilità o condizioni meteo sfavorevoli, è meglio valutare se rinunciare allo spostamento o procedere con estrema prudenza, conducendo il mezzo a mano nei tratti più critici. Un mezzo leggero e facile da usare non elimina infatti i rischi legati alla circolazione.</p>
<p>Proprio per questo, accanto alle norme, cresce il peso delle iniziative di educazione stradale. A Reggio Emilia, ad esempio, la Polizia locale ha rilanciato il progetto <strong>“Monopattino itinerante”</strong>, rivolto agli studenti delle scuole superiori, con lezioni in aula e prove pratiche di guida pensate per insegnare l’uso corretto della micromobilità elettrica. L’iniziativa ha coinvolto classi terze, quarte e quinte e punta a far conoscere non solo le regole, ma anche le situazioni concrete che possono presentarsi su strada.</p>
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		<title>Alcolock per i recidivi: nuove regole, sanzioni più dure e sfida alla guida in stato di ebbrezza</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/alcolock-per-i-recidivi-nuove-regole-sanzioni-piu-dure-e-sfida-alla-guida-in-stato-di-ebbrezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 16:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Alcolock]]></category>
		<category><![CDATA[linear]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/alcolock-per-i-recidivi-nuove-regole-sanzioni-piu-dure-e-sfida-alla-guida-in-stato-di-ebbrezza/" title="Alcolock per i recidivi: nuove regole, sanzioni più dure e sfida alla guida in stato di ebbrezza" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/07/shutterstock_132918122-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" /></a><p>Un dispositivo obbligatorio che rileva il tasso alcolemico e blocca l&#8217;accensione del veicolo se il livello supera i limiti consentiti. Un presidio di sicurezza obbligatorio, da mantenere installato fino a tre anni. Prima di mettersi alla guida, ogni automobilista dovrebbe porsi una semplice ma cruciale domanda: “Sono davvero in grado di guidare in sicurezza?”. Quando questa domanda non sorge spontaneamente, ci pensa l’alcolock a imporla. Si tratta di un dispositivo che analizza il tasso alcolemico nel respiro e decide se il motore può essere avviato. Un vigile silenzioso ma inflessibile, che non concede margini d’errore. Nel tentativo di arginare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/alcolock-per-i-recidivi-nuove-regole-sanzioni-piu-dure-e-sfida-alla-guida-in-stato-di-ebbrezza/" title="Alcolock per i recidivi: nuove regole, sanzioni più dure e sfida alla guida in stato di ebbrezza" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/07/shutterstock_132918122-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>Un dispositivo obbligatorio che rileva il tasso alcolemico e blocca l&#8217;accensione del veicolo se il livello supera i limiti consentiti. Un presidio di sicurezza obbligatorio, da mantenere installato fino a tre anni.</strong></p>
<p><span id="more-6242"></span></p>
<p>Prima di mettersi alla guida, ogni automobilista dovrebbe porsi una semplice ma cruciale domanda: “Sono davvero in grado di guidare in sicurezza?”. Quando questa domanda non sorge spontaneamente, ci pensa l’alcolock a imporla. Si tratta di un dispositivo che analizza il tasso alcolemico nel respiro e decide se il motore può essere avviato. Un vigile silenzioso ma inflessibile, che non concede margini d’errore.</p>
<p>Nel tentativo di arginare il dramma degli incidenti stradali – una vera emergenza internazionale – l’Italia ha introdotto un nuovo strumento legislativo: l’obbligo di installare l’alcolock per i conducenti recidivi. A fianco delle campagne di prevenzione e dei controlli su strada, questa misura mira ad agire alla radice del problema, impedendo fisicamente a chi ha bevuto di mettersi al volante. Il funzionamento è semplice quanto efficace: se il livello alcolemico rilevato supera lo zero, il veicolo non parte.</p>
<p>La norma si applica a chi è già stato condannato per guida in stato di ebbrezza e viene nuovamente trovato con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Per questi soggetti scatta l’obbligo di installare l’alcolock a proprie spese, come condizione per tornare a guidare. Il dispositivo diventa così un presidio di sicurezza permanente, per proteggere non solo il conducente, ma l’intera collettività.</p>
<ul>
<li><strong>Alcolock obbligatorio per i recidivi: come funziona e quanto dura l’obbligo<br />
</strong>Obbligo per i condannati con tasso alcolemico oltre 0,8 g/l, da mantenere per due anni dopo la sospensione della patente.</li>
<li><strong>Sanzioni pesanti per chi non lo installa o lo manomette<br />
</strong>Chi viola le prescrizioni rischia sanzioni fino a 638 euro e la sospensione della patente.</li>
<li><strong>Guida in stato di ebbrezza: sanzioni più dure per i recidivi<br />
</strong>Più di 3mila morti nel 2024 sulle strade italiane. Zero alcol per i neopatentati</li>
</ul>
<h3><strong>Alcolock obbligatorio per i recidivi: come funziona e quanto dura l’obbligo</strong></h3>
<p>L’obbligo di installare l’alcolock nasce dalla necessità di intervenire con maggiore rigore nei confronti di chi è già stato sorpreso a <strong>guidare in stato di ebbrezza</strong>, soprattutto con tassi alcolemici elevati o in caso di <strong>recidiva</strong>.. Il decreto stabilisce che il dispositivo sia obbligatorio per i soggetti condannati per guida in stato di ebbrezza <strong>con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l</strong>.  In questo caso, l’alcolock dovrà restare installato per due anni dopo la fine del periodo di sospensione della patente; il termine si estende a tre anni se il valore ha superato 1,5 g/l. Solo i veicoli dotati di questo dispositivo potranno essere utilizzati dai conducenti interessati, che dovranno esibire, in caso di controllo, la dichiarazione di installazione e il certificato di taratura.</p>
<p>L’alcolock funziona come un etilometro permanente: prima di avviare l’auto, il conducente soffia in un apposito boccaglio e, se viene rilevata anche una minima traccia di alcol, il motore resta spento. Il dispositivo è collegato direttamente alla centralina del veicolo e deve rispettare la normativa europea EN 50436, essere omologato secondo i regolamenti CE, dotato di sigillatura antimanomissione e sottoposto a tarature periodiche presso officine autorizzate. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicherà sul proprio sito l’elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli compatibili con ciascun tipo di alcolock.</p>
<p>Sebbene questa misura non sia infallibile – possono verificarsi falsi positivi, ad esempio in seguito all’assunzione di alcuni farmaci – rappresenta comunque un efficace strumento di prevenzione, già adottato con successo in Paesi come la Finlandia e la Francia.</p>
<h3><strong>Sanzioni pesanti per chi non lo installa o lo manomette</strong></h3>
<p>Installare l’alcolock comporta una spesa che varia tra i 1.000 e i 2.000 euro, comprensiva di montaggio, tarature periodiche, certificati e boccagli monouso. Chi viola le prescrizioni relative al suo utilizzo rischia sanzioni pecuniarie da 158 a 638 euro, la sospensione della patente da uno a sei mesi e, nei casi più gravi, il raddoppio delle sanzioni se il dispositivo risulta assente, manomesso o con i sigilli rimossi. Inoltre, tutte le sanzioni vengono aumentate di un terzo se il conducente, oltre a non aver installato il dispositivo, viene anche sorpreso in stato di ebbrezza alla guida.</p>
<h3><strong>Guida in stato di ebbrezza: sanzioni più dure per i recidivi</strong></h3>
<p>Nel 2024, secondo il rapporto dell’European Transport Safety Council, le vittime della strada nell’Unione Europea sono state 20.017, con un calo di appena il 2% rispetto al 2023: un risultato ben lontano dal -6,7% annuo necessario per raggiungere l’obiettivo di dimezzare i decessi entro il 2030. Dal 2019 la riduzione complessiva è stata solo del 12%, contro il 27% richiesto. Otto Paesi europei, tra cui Svizzera ed Estonia, hanno registrato un aumento delle vittime, mentre solo la Lituania ha ottenuto un calo significativo, pari al 35% in sei anni.</p>
<p>Anche in Italia la situazione resta critica: nel 2024 le vittime della strada sono rimaste pressoché invariate rispetto all’anno precedente, con 3.039 morti. Il calo rispetto al 2019 si ferma appena al 5%.</p>
<p>Per questo, il nuovo Codice della Strada ha introdotto sanzioni più severe per chi guida in stato di ebbrezza. Il limite legale resta fissato a 0,5 grammi per litro di sangue: chi supera tale soglia – fino a 0,8 g/l – rischia una multa da 573 a 2.170 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.</p>
<p>Le pene si fanno più dure se il tasso alcolemico rilevato è compreso tra 0,8 e 1,5 g/l: oltre alla sanzione pecuniaria, è prevista una pena detentiva e la sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Se il tasso supera 1,5 g/l, la sanzione diventa ancora più pesante, con arresto, ammenda e sospensione della patente da uno a due anni. In tutti i casi è prevista la decurtazione di 10 punti dalla patente. Per i neopatentati, nei primi tre anni di guida, vige la regola del tasso zero: non è ammessa alcuna assunzione di alcol.</p>
<p>Un ulteriore irrigidimento riguarda i recidivi, ovvero coloro che hanno già ricevuto una condanna per guida in stato di ebbrezza e la cui patente riporta i cosiddetti “codici unionali” 68 e 69. Questi codici, presenti sul retro della patente, indicano rispettivamente il divieto assoluto di consumare alcol (codice 68) e l’obbligo di guidare esclusivamente veicoli dotati di alcolock. In presenza di tali codici, tutte le sanzioni previste vengono aumentate di un terzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il bilancio dei primi mesi del nuovo Codice della Strada</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/il-bilancio-dei-primi-mesi-del-nuovo-codice-della-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 14:29:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[linear]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/il-bilancio-dei-primi-mesi-del-nuovo-codice-della-strada/" title="Il bilancio dei primi mesi del nuovo Codice della Strada" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/05/shutterstock_1293682027-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Calano gli incidenti e il numero delle vittime, ma serve un’applicazione omogenea della riforma e programmi di formazione per favorire un cambio culturale tra gli utenti della strada Il nuovo Codice della Strada è stato approvato nel dicembre 2024 dal Consiglio dei Ministri e rappresenta una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di mobilità e sicurezza urbana. In un contesto in cui i numeri degli incidenti, spesso gravi o mortali, restavano alti si è resa urgente una revisione delle regole di comportamento su strada, ma anche degli strumenti normativi e sanzionatori per garantire maggiore tutela a tutti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/il-bilancio-dei-primi-mesi-del-nuovo-codice-della-strada/" title="Il bilancio dei primi mesi del nuovo Codice della Strada" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/05/shutterstock_1293682027-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>Calano gli incidenti e il numero delle vittime, ma serve un’applicazione omogenea della riforma e programmi di formazione per favorire un cambio culturale tra gli utenti della strada</strong></p>
<p><span id="more-6196"></span></p>
<p>Il nuovo Codice della Strada è stato approvato nel dicembre 2024 dal Consiglio dei Ministri e rappresenta una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di mobilità e sicurezza urbana. In un contesto in cui i numeri degli incidenti, spesso gravi o mortali, restavano alti si è resa urgente una revisione delle regole di comportamento su strada, ma anche degli strumenti normativi e sanzionatori per garantire maggiore tutela a tutti gli utenti della strada.</p>
<p>La riforma ha preso forma con l’obiettivo di modernizzare le norme in vigore, aumentare l’efficacia preventiva delle sanzioni e valorizzare il ruolo dell’educazione stradale, con particolare attenzione alla protezione delle categorie più vulnerabili, come ciclisti e pedoni.</p>
<p>Stiamo raggiungendo gli obiettivi preposti? Quali sono i risultati a pochi mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada? Vediamo un primo bilancio.</p>
<ul>
<li><strong>I primi effetti sulle statistiche: incidenti in calo<br />
</strong>Numeri incoraggianti: si è ridotto il numero degli incidenti, e 20% di vittime in meno</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Le novità introdotte: più rigore e prevenzione<br />
</strong>Maggiore severità, tutele rafforzate e patente a punti per neopatentati</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I punti critici ancora da affrontare<br />
</strong>Disomogeneità nell’applicazione, segnaletica carente e sistemi informatici da aggiornare</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Un cambio culturale, non solo normativo<br />
</strong>Non bastano le norme, bisogna lavorare sul senso di responsabilità e programmi formativi</li>
</ul>
<h3><strong>I primi effetti sulle statistiche: incidenti in calo</strong></h3>
<p>Sebbene sia ancora prematuro fare bilanci definitivi, i dati raccolti in questi mesi mostrano alcuni segnali incoraggianti. Partiamo dai numeri:</p>
<p>Nei primi tre mesi di entrata in vigore c’è stato un calo del 20,4% delle vittime (61 vite salvate), dell&#8217;8,8% dei feriti e del 5,5% degli incidenti rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Le percentuali di sanzioni per guida in stato di ebbrezza (1,7% dei controlli, con 3.464 ritiri) e per guida sotto l&#8217;effetto di stupefacenti (0,2% dei controlli, con 407 ritiri) rimangono contenute. Il <strong>ritiro di 8.912 patenti per l&#8217;utilizzo del cellulare alla guida</strong> ha evidenziato un&#8217;efficace azione di contrasto verso questo comportamento pericoloso.</p>
<p>Si è osservato un calo degli incidenti causati dall’uso del cellulare alla guida, un risultato attribuibile all’introduzione di sanzioni più severe e alla possibilità di sospensione immediata della patente nei casi più gravi. Parallelamente, è emerso un maggiore rispetto dei limiti di velocità, soprattutto nei centri urbani e nelle aree sensibili come quelle vicine alle scuole e agli attraversamenti pedonali. Anche l’utilizzo di dispositivi di sicurezza, come caschi e cinture, ha registrato un incremento, in particolare tra i più giovani e tra gli utenti di mezzi leggeri, segno di una crescente consapevolezza dei rischi legati alla circolazione stradale.</p>
<p>L’attenzione alle nuove norme sembra aver prodotto un cambio di atteggiamento tra gli utenti della strada, anche se molto resta da fare per consolidare i risultati nel lungo periodo.</p>
<h3><strong>Le novità introdotte: più rigore e prevenzione</strong></h3>
<p>Il nuovo Codice della Strada ha introdotto una serie di misure concrete che intervengono su diversi fronti della sicurezza e della regolamentazione della mobilità. Tra le principali novità vi è l’inasprimento delle sanzioni per comportamenti pericolosi come l’uso del cellulare durante la guida, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, e l’eccesso di velocità. Sono state inoltre rafforzate le tutele per pedoni e ciclisti, attraverso l’introduzione di zone a velocità ridotta, corsie protette e nuove regole di precedenza. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche ai monopattini elettrici, per i quali, anche se si è in attesa di un decreto attuativo che ne specifichi le modalità operative, sono stati introdotti nuovi obblighi come il casco, la targa e l’assicurazione. La riforma ha previsto anche l’introduzione di un sistema di “patente a punti” per neopatentati e conducenti professionisti, con un controllo più rigoroso e continuo. Infine, sono stati attribuiti maggiori poteri ai Comuni, che ora possono installare con più autonomia autovelox e altri strumenti di rilevazione automatica delle infrazioni.</p>
<h3><strong>I punti critici ancora da affrontare</strong></h3>
<p>Nonostante i segnali positivi, emergono alcune criticità che andranno affrontate per rendere la riforma pienamente efficace:</p>
<ul>
<li>Applicazione non uniforme delle nuove norme tra Regioni e Comuni: in alcune zone mancano ancora gli strumenti per monitorare efficacemente i comportamenti scorretti.</li>
<li>Scarsa diffusione di segnaletica adeguata per indicare le nuove regole, in particolare nelle aree urbane dove la convivenza tra pedoni, ciclisti e veicoli è più complessa.</li>
<li>Difficoltà di aggiornamento dei sistemi informativi e dei database delle forze dell’ordine per gestire le nuove tipologie di sanzioni e controlli.</li>
</ul>
<p>A queste criticità si aggiunge la necessità di una maggiore formazione degli operatori di polizia stradale e degli addetti agli enti locali per garantire che le norme vengano applicate con uniformità ed efficienza.</p>
<h3><strong>Un cambio culturale, non solo normativo</strong></h3>
<p>Uno degli elementi su cui punta con forza il nuovo Codice è <strong>l’educazione stradale</strong>, non solo per i giovani, ma per tutti i cittadini. A tal fine, il MIT ha annunciato <strong>l’attivazione di programmi formativi</strong> nelle scuole, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, e l’introduzione di contenuti aggiornati nei corsi per il conseguimento della patente. L’obiettivo è trasformare il cambiamento normativo in un cambiamento culturale, basato su responsabilità, rispetto reciproco e attenzione al contesto urbano in cui ci si muove. La sicurezza stradale, in questa prospettiva, diventa un valore condiviso, non solo un insieme di regole da rispettare.</p>
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		<title>Bilancio 2024 della Polizia Stradale: un anno di controlli e sicurezza sulle strade</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/bilancio-2024-della-polizia-stradale-un-anno-di-controlli-e-sicurezza-sulle-strade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 08:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia Stradale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/bilancio-2024-della-polizia-stradale-un-anno-di-controlli-e-sicurezza-sulle-strade/" title="Bilancio 2024 della Polizia Stradale: un anno di controlli e sicurezza sulle strade" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2556880223-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>2 milioni di controlli: cresce il numero degli incidenti mortali ma calano le sanzioni per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Più severità con il nuovo Codice della Strada Nel 2024, la sicurezza stradale in Italia ha mostrato segnali contrastanti. Da un lato, il numero di incidenti con feriti e mortali è aumentato rispetto all&#8217;anno precedente, segnalando la persistenza di criticità sulle nostre strade. Dall&#8217;altro, le infrazioni per guida in stato di ebbrezza e sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti sono diminuite, segno che le campagne di sensibilizzazione e i controlli delle forze dell&#8217;ordine stanno avendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/bilancio-2024-della-polizia-stradale-un-anno-di-controlli-e-sicurezza-sulle-strade/" title="Bilancio 2024 della Polizia Stradale: un anno di controlli e sicurezza sulle strade" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/03/shutterstock_2556880223-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>2 milioni di controlli: cresce il numero degli incidenti mortali ma calano le sanzioni per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Più severità con il nuovo Codice della Strada </strong></p>
<p><span id="more-6158"></span></p>
<p>Nel 2024, la sicurezza stradale in Italia ha mostrato segnali contrastanti. Da un lato, il numero di incidenti con feriti e mortali è aumentato rispetto all&#8217;anno precedente, segnalando la persistenza di criticità sulle nostre strade. Dall&#8217;altro, le infrazioni per guida in stato di ebbrezza e sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti sono diminuite, segno che le campagne di sensibilizzazione e i controlli delle forze dell&#8217;ordine stanno avendo un impatto positivo. Il bilancio della Polizia Stradale per l&#8217;anno appena concluso conferma un impegno costante su più fronti: prevenzione, controllo e repressione delle violazioni, con oltre 400 mila pattuglie impiegate e quasi 2 milioni di persone controllate.</p>
<ul>
<li><strong>Oltre 400mila pattuglie e 2 milioni di persone controllate nel 2024<br />
</strong>Particolare attenzione al traffico pesante con oltre 19mila veicoli controllati</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Crescono gli incidenti, ma calano le sanzioni per guida in stato di ebbrezza<br />
</strong>Un bilancio in chiaroscuro. Bisogna insistere sulla prevenzione e le campagne di sensibilizzazione</li>
</ul>
<h3><strong>Oltre 400mila pattuglie e 2 milioni di persone controllate nel 2024</strong></h3>
<p>Come ogni inizio anno, la Polizia Stradale ha diffuso i dati relativi alla propria attività di prevenzione e accertamento per il 2024. Un anno intenso, segnato da un rafforzamento dei controlli e dall&#8217;entrata in vigore, il 14 dicembre, delle nuove modifiche al <strong>Codice della Strada</strong>. Queste hanno introdotto sanzioni più severe per infrazioni come l&#8217;eccesso di velocità, la distrazione alla guida e la guida in stato di ebbrezza, con l&#8217;obiettivo di ridurre il numero di incidenti e vittime.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;anno, la Polizia Stradale ha schierato oltre <strong>400 mila pattuglie</strong>, controllando quasi <strong>2 milioni </strong>di persone e dedicando particolare attenzione ai mezzi pesanti, con oltre <strong>19.000 veicoli </strong>ispezionati sulle autostrade e le principali arterie stradali. Parallelamente all&#8217;attività repressiva, le forze dell&#8217;ordine hanno continuato a investire in campagne di educazione stradale, rivolte soprattutto ai giovani, per diffondere una maggiore consapevolezza sull&#8217;importanza del rispetto delle regole.</p>
<h3><strong>Crescono gli incidenti, ma calano le sanzioni per guida in stato di ebbrezza</strong></h3>
<p>Analizzando i dati nel confronto tra il 2024 e il 2023, emergono tendenze contrastanti. Se da un lato il numero di incidenti mortali e con feriti è aumentato, dall&#8217;altro si registra una diminuzione delle infrazioni per guida sotto l&#8217;effetto di alcol e droghe. Nel dettaglio, i decessi per incidenti stradali sono passati da 453 nel 2023 a 472 nel 2024, con un <strong>incremento del 4,2%</strong>. Anche il numero di incidenti con feriti è aumentato, passando da 15.841 nel 2023 a 16.361 nel 2024, con un aumento del 3,3%. Un dato che conferma come la sicurezza stradale resti una sfida aperta, nonostante gli sforzi delle istituzioni.</p>
<p>Per quanto riguarda le infrazioni al Codice della Strada, invece, si osserva un calo delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza, <strong>diminuite del 3,2%</strong>, passando da 13.686 nel 2023 a 13.243 nel 2024. Ancora più significativa è stata la riduzione delle infrazioni per guida sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti, scese del 15,3%, da 1.405 nel 2023 a 1.190 nel 2024. Questo trend potrebbe indicare una maggiore consapevolezza tra i conducenti o un&#8217;efficacia crescente dei controlli e delle campagne di sensibilizzazione.</p>
<p>Il bilancio del 2024 testimonia il lavoro a tutto campo della Polizia Stradale tra controlli, repressione e sensibilizzazione. Se da un lato la diminuzione di alcune infrazioni pericolose è un segnale positivo, l&#8217;aumento degli incidenti conferma la necessità di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione. L&#8217;educazione stradale, l&#8217;adozione di tecnologie avanzate per la sicurezza e una sempre maggiore attenzione da parte dei conducenti restano fondamentali per ridurre il numero di vittime sulle strade italiane.</p>
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		<title>Guida in stato di ebbrezza: le nuove sanzioni e cosa sapere</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-stato-di-ebbrezza-le-nuove-sanzioni-e-cosa-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 08:24:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-stato-di-ebbrezza-le-nuove-sanzioni-e-cosa-sapere/" title="Guida in stato di ebbrezza: le nuove sanzioni e cosa sapere" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/02/iStock-2078353311-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Stretta per chi si mette al volante dopo aver bevuto: la nuova normativa prevede multe più salate, decurtazione di punti dalla patente e, nei casi più gravi, pene detentive.  Un cambiamento significativo che incide sulle abitudini degli automobilisti e ridefinisce la regolamentazione dell’alcol alla guida. Analizziamo le nuove disposizioni e vediamo come si confrontano con quelle in vigore nel resto d’Europa. Tasso alcolemico tra 0% e 0,8% Sanzioni e possibili limitazioni Tasso alcolemico tra 0,8% e 1,5% Pene più severe e sospensione della patente Tasso alcolemico superiore all&#8217;1,5% Reati più gravi e conseguenze penali Regole più rigide per i neopatentati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-stato-di-ebbrezza-le-nuove-sanzioni-e-cosa-sapere/" title="Guida in stato di ebbrezza: le nuove sanzioni e cosa sapere" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/02/iStock-2078353311-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Stretta per chi si mette al volante dopo aver bevuto: la nuova normativa prevede multe più salate, decurtazione di punti dalla patente e, nei casi più gravi, pene detentive.  Un cambiamento significativo che incide sulle abitudini degli automobilisti e ridefinisce la regolamentazione dell’alcol alla guida. Analizziamo le nuove disposizioni e vediamo come si confrontano con quelle in vigore nel resto d’Europa.</p>
<ul>
<li><strong>Tasso alcolemico tra 0% e 0,8%</strong><br />
Sanzioni e possibili limitazioni</li>
<li><strong>Tasso alcolemico tra 0,8% e 1,5%</strong><br />
Pene più severe e sospensione della patente</li>
<li><strong>Tasso alcolemico superiore all&#8217;1,5%</strong><br />
Reati più gravi e conseguenze penali</li>
<li><strong>Regole più rigide per i neopatentati</strong><br />
Non è consentito alcun consumo di alcol prima di mettersi alla guida</li>
<li><strong>Il confronto con l’Europa</strong><br />
Differenze nelle normative dei vari Paesi</li>
</ul>
<h3><strong>Tasso alcolemico tra 0% e 0,8%: quando scattano le sanzioni</strong></h3>
<p>Fino a un valore di 0,5%, la guida è consentita e non si incorre in sanzioni. Tuttavia, superata questa soglia e fino allo 0,8%, la situazione cambia. In questi casi, la legge prevede un’ammenda che va da 537 a 2.170 euro, la sospensione della patente da tre a sei mesi e la decurtazione fissa di dieci punti dalla patente. Quest’ultima sanzione si applica anche per tassi alcolemici più elevati.</p>
<h3><strong>Tasso tra 0,8% e 1,5%: scattano le pene più severe</strong></h3>
<p>Quando il livello di alcol nel sangue si attesta tra 0,8% e 1,5%, si entra nel campo delle violazioni più gravi. In questo caso, la multa può variare da 800 a 3.200 euro, la patente viene sospesa per un periodo compreso tra sei mesi e un anno, e si rischia l’arresto fino a sei mesi.</p>
<p>Un’ulteriore stretta arriva con l’introduzione dell’obbligo di riportare sulla patente la dicitura “limite all’uso”, con il codice 68 (che vieta il consumo di alcol prima di mettersi alla guida) e/o il codice 69 (che impone la guida solo su veicoli dotati di alcolock). Inoltre, se l’infrazione avviene tra le 22:00 e le 7:00 del mattino, la sanzione viene aumentata di un valore compreso tra un terzo e la metà.</p>
<h3><strong>Tasso superiore all’1,5%: reati più gravi e conseguenze penali</strong></h3>
<p>Nei casi in cui il tasso alcolemico supera l’1,5%, le sanzioni diventano ancora più severe. La multa può andare da 1.500 a 6.000 euro, la patente viene sospesa per un periodo che va da uno a due anni, e si conferma la decurtazione di dieci punti. Inoltre, la pena detentiva può variare da sei mesi a un anno.</p>
<p>Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente, le sanzioni raddoppiano, è previsto l’arresto e, se il veicolo appartiene al guidatore, può essere sottoposto a fermo amministrativo per sei mesi. Inoltre, chi si rifiuta di sottoporsi al test dell’alcol viene trattato allo stesso modo di chi viene trovato positivo, con l’applicazione delle medesime sanzioni.</p>
<h3><strong>Regole più rigide per i neopatentati</strong></h3>
<p>Per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni, la normativa è ancora più severa: <strong>il limite di tolleranza è pari a zero</strong>, ovvero non è consentito alcun consumo di alcol prima di mettersi alla guida.</p>
<p>In caso di recidiva – ossia se entro due anni viene commessa una seconda infrazione – il conducente dovrà installare a proprie spese l’alcolock, un dispositivo che impedisce l’accensione del veicolo se rileva un tasso alcolemico superiore allo zero. Nei casi più gravi, può scattare anche la revoca della patente.</p>
<h3><strong>Il confronto con l’Europa: differenze nelle normative dei vari Paesi</strong></h3>
<p>Le normative sulla guida in stato di ebbrezza variano significativamente tra i Paesi europei, sia per quanto riguarda i limiti di tasso alcolemico consentiti che le sanzioni previste.<br />
Il Bac (Blood Alcohol Concentration) oltre il quale sono previste sanzioni in Italia, Francia, Germania e Spagna è 0,5%, nel Regno Unito sale a 0,8% con la sola eccezione per la Scozia dove scende a 0,5%. In altri Paesi, come Svezia, il limite è di 0,2%, mentre in alcune nazioni dell’Est Europa, come Repubblica Ceca, Slovenia e Ungheria, la tolleranza è zero.</p>
<p>In un contesto così variegato, dove ogni Paese ha norme diverse, ciò che conta davvero è la <strong>consapevolezza nel mettersi alla guida solo quando si ha pienamente il controllo delle proprie capacità</strong>. Questa scelta è un atto di responsabilità che può fare la differenza nella prevenzione di incidenti e nella tutela della sicurezza di tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scopri subito quanto puoi risparmiare sulla <a href="https://www.linear.it/assicurazione-auto">polizza auto</a>: è veloce e senza impegno</strong></p>
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		<title>Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/tutela-degli-animali-le-novita-del-codice-della-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi e normative]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/tutela-degli-animali-le-novita-del-codice-della-strada/" title="Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/01/iStock-1344954298-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>La recente riforma del codice della strada ha inserito novità anche per tutelare i nostri amici a quattro zampe. I dati del 2023 hanno visto un importante aumento dei comportamenti irresponsabili nei confronti degli animali. Ma intervenire si può. Ecco una panoramica della regolamentazione in Italia e delle soluzioni adottate in Europa. I numeri italiani Nonostante un aumento degli abbandoni registrati, esempi virtuosi dimostrano che campagne di sensibilizzazione e strutture adeguate possono contribuire a contrastare il fenomeno Cosa accade in Europa In Europa l&#8217;abbandono degli animali è un reato punito con multe, detenzione e risarcimento danni. Gli scenari futuri In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/tutela-degli-animali-le-novita-del-codice-della-strada/">Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.linear.it">Blog Linear</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/tutela-degli-animali-le-novita-del-codice-della-strada/" title="Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/01/iStock-1344954298-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tutela degli animali: le novità del Codice della Strada" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>La recente riforma del codice della strada ha inserito novità anche per tutelare i nostri amici a quattro zampe. </strong><span id="more-6110"></span></p>
<p>I dati del 2023 hanno visto un importante aumento dei comportamenti irresponsabili nei confronti degli animali. Ma intervenire si può. Ecco una panoramica della regolamentazione in Italia e delle soluzioni adottate in Europa.</p>
<ul>
<li><strong>I numeri italiani<br />
</strong>Nonostante un aumento degli abbandoni registrati, esempi virtuosi dimostrano che campagne di sensibilizzazione e strutture adeguate possono contribuire a contrastare il fenomeno</li>
<li><strong>Cosa accade in Europa<br />
</strong>In Europa l&#8217;abbandono degli animali è un reato punito con multe, detenzione e risarcimento danni.<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>Gli scenari futuri<br />
</strong>In Italia, la riforma del Codice della Strada inasprisce le pene per l&#8217;abbandono degli animali</li>
</ul>
<h3><strong>I numeri italiani</strong></h3>
<p>I numeri parlano chiaro, purtroppo. Nel 2023 sono stati registrati circa 85.000 abbandoni di animali, un dato preoccupante che riflette anche l’aumento del fenomeno del randagismo, che oggi coinvolge circa 350.000 animali. Rispetto al 2022, <strong>gli abbandoni sono aumentati</strong> del 9% (circa 127 abbandoni al giorno), ma la crescita è ancora più marcata rispetto al 2021, con un incremento del 20%.</p>
<p>Tra le cause che portano all’abbandono degli animali, spesso ci sono difficoltà economiche legate ai costi della loro gestione quotidiana. A ciò si aggiungono i cambiamenti delle abitudini di vita avvenuti dopo il lockdown: durante quel periodo, l&#8217;adozione di animali era aumentata grazie alla maggiore permanenza a casa, una condizione ideale per accogliere e accudire un cucciolo. Tuttavia, con il ritorno alla normalità, alcune persone hanno sottovalutato le responsabilità a lungo termine che la cura di un animale comporta, contribuendo all’incremento degli abbandoni.</p>
<p>Sebbene alcune aree del Paese siano più colpite dal fenomeno dell&#8217;abbandono e del randagismo, esistono anche esempi virtuosi in cui politiche di sensibilizzazione efficaci e strutture di accoglienza ben attrezzate hanno contribuito a contenere il problema. Città come Modena, Zocca, Bolzano e Verona si distinguono per l&#8217;attenzione verso il benessere degli animali, mostrando come un impegno concreto possa portare a risultati positivi.</p>
<h3><strong>Cosa accade in Europa</strong></h3>
<p>In tutta Europa, <strong>abbandonare un animale è considerato un reato</strong>, come stabilito dalla direttiva 2010/63/UE. Ogni Paese membro ha implementato un sistema di sanzioni che varia in base alla gravità dell’infrazione. Le pene possono includere multe, detenzione, divieto di possedere altri animali e obbligo di risarcire i danni causati all&#8217;animale, come le spese veterinarie o i danni provocati a terzi (ad esempio, incidenti stradali causati da animali vaganti).</p>
<p><strong>Paesi come Francia e Belgio si distinguono per le pene più severe</strong>. In Francia, le multe possono arrivare fino a 30.000 euro e la reclusione può arrivare a 2 anni. In Belgio, la pena detentiva può arrivare fino a 3 anni. Anche nel Regno Unito, con l&#8217;Animal Welfare Act del 2006, le pene includono fino a 6 mesi di carcere e multe fino a 20.000 sterline.</p>
<h3><strong>Gli scenari futuri in Italia </strong></h3>
<p>Anche in Italia l’abbandono di animali è considerato un reato, disciplinato dall’articolo 727 del codice penale. La recente <a href="https://blog.linear.it/leggi-e-normative/il-nuovo-codice-della-strada-e-entrato-in-vigore-regole-piu-severe-per-chi-si-distrae-alla-guida/">riforma del Codice della Strada</a>, con la legge 177/2024, ha inasprito le pene previste. <strong>Abbandonare un animale non solo viola i suoi diritti, ma rappresenta anche un pericolo per la sicurezza pubblica</strong>, motivo per cui le denunce sono fortemente incoraggiate.</p>
<p>La nuova legge prevede un aumento della pena di un terzo se il reato viene commesso in strada, configurandolo come aggravante specifica. Inoltre, se l’abbandono avviene utilizzando un veicolo, è prevista la sospensione della patente da sei mesi a un anno. Se l’abbandono causa un incidente stradale con conseguenze per la salute, le pene sono ancora più severe:</p>
<ul>
<li>Reclusione da 3 mesi a 1 anno per lesioni personali gravi;</li>
<li>Reclusione da 1 a 3 anni per lesioni gravissime;</li>
<li>Reclusione da 2 a 7 anni per omicidio stradale.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sebbene il fenomeno dell’abbandono e del randagismo continui a rappresentare una sfida significativa, sia in Italia che in Europa, le recenti riforme legislative e le iniziative locali dimostrano che è possibile fare progressi. Politiche di sensibilizzazione, strutture adeguate e sanzioni più severe possono contribuire a ridurre il fenomeno, promuovendo una <strong>maggiore responsabilità da parte della società nei confronti degli animali</strong>. Il cambiamento è possibile, ma richiede un impegno costante da parte di istituzioni e cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nuove sanzioni per chi usa il cellulare alla guida</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/nuove-sanzioni-per-chi-usa-il-cellulare-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 09:35:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/nuove-sanzioni-per-chi-usa-il-cellulare-alla-guida/" title="Nuove sanzioni per chi usa il cellulare alla guida" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/01/iStock-944815372_-300x250.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sanzioni più severe per chi usa il cellulare alla guida" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Il nuovo Codice della Strada ha introdotto sanzioni più severe per chi utilizza il cellulare durante la guida o si mette al volante in stato di ebbrezza. Questo cambiamento mira a ridurre significativamente il numero di incidenti stradali e a promuovere comportamenti più sicuri e responsabili. Scopriamo insieme le principali novità e il loro impatto sulle nostre abitudini di guida. Multe e sospensioni della patente Le nuove sanzioni per l&#8217;uso del cellulare e lo stato di ebbrezza alla guida, con multe e sospensioni della patente più severe. Cosa accade in Europa Un confronto tra la situazione italiana e quella degli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/nuove-sanzioni-per-chi-usa-il-cellulare-alla-guida/" title="Nuove sanzioni per chi usa il cellulare alla guida" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2025/01/iStock-944815372_-300x250.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sanzioni più severe per chi usa il cellulare alla guida" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>Il nuovo Codice della Strada ha introdotto sanzioni più severe per chi utilizza il cellulare durante la guida o si mette al volante in stato di ebbrezza. </strong><span id="more-6102"></span></p>
<p>Questo cambiamento mira a ridurre significativamente il numero di incidenti stradali e a promuovere comportamenti più sicuri e responsabili. Scopriamo insieme le principali novità e il loro impatto sulle nostre abitudini di guida.</p>
<ul>
<li><strong>Multe e sospensioni della patente</strong><br />
Le nuove sanzioni per l&#8217;uso del cellulare e lo stato di ebbrezza alla guida, con multe e sospensioni della patente più severe.</li>
<li><strong>Cosa accade in Europa</strong><br />
Un confronto tra la situazione italiana e quella degli altri paesi europei in materia di sicurezza stradale e norme contro le distrazioni alla guida.</li>
<li><strong>Cambiare abitudini</strong><br />
Piccole modifiche alle nostre abitudini al volante per garantire una guida più sicura, riducendo le distrazioni.</li>
</ul>
<h3><strong>Multe e sospensione della patente</strong></h3>
<p>Il <a href="https://blog.linear.it/leggi-e-normative/il-nuovo-codice-della-strada-e-entrato-in-vigore-regole-piu-severe-per-chi-si-distrae-alla-guida/">nuovo Codice della Strada</a> prevede multe salate per chi utilizza il cellulare mentre guida: <strong>da 250 a 1.000 euro per la prima infrazione</strong>, accompagnate dalla sospensione della patente per un periodo che va da 15 giorni a 2 mesi. Per i <strong>recidivi</strong>, le pene diventano ancora più dure con multe <strong>da 350 a 1.400 euro e sospensione della patente da 1 a 3 mesi</strong>.</p>
<p>Se l’infrazione viene accertata su strada e il conducente ha almeno 10 punti sulla patente, può scattare una sospensione immediata di almeno 7 giorni. Per chi ha meno di 10 punti, la sospensione è di almeno 15 giorni.</p>
<p>Non solo: chi viene sorpreso alla guida in stato di ebbrezza rischia pene che, in alcuni casi, possono arrivare fino a un anno e mezzo di reclusione.</p>
<h3><strong>Cosa accade in Europa </strong></h3>
<p>Le nuove misure italiane, benché giudicate da alcuni eccessivamente rigide, sono una risposta a dati preoccupanti: il<strong> numero di incidenti stradali nel nostro Paese è ancora troppo elevato</strong> rispetto alla media europea.</p>
<p>Ogni giorno in Europa si registrano circa 46 morti per incidenti stradali, ma l’Italia supera questa media, arrivando a 52 decessi al giorno. In confronto, la Svezia si distingue con una media decisamente inferiore, pari a 20 decessi quotidiani.<br />
Questa disparità è attribuibile a diverse abitudini virtuose, tra cui indossare le cinture di sicurezza anche per i passeggeri sui sedili posteriori. Ciò che è già un obbligo anche in Italia da diversi anni ma che all’estero è perentorio perché lo stimolo acustico (non solo visivo) laddove l’obbligo non venga rispettato è persistente e impedisce una guida serena. L’impossibilità di farlo disattivare fa in modo poi che non esista alternativa al rispetto dell’obbligo stesso. Stessa “assertività” per i taxi svedesi sul fronte normativa alcol giacché ciascuno di essi è dotato di alcol lock, come del resto i bus in Francia.</p>
<h3><strong>Cambiare abitudini</strong></h3>
<p>L’introduzione di queste norme sottolinea l’importanza di un cambiamento nelle nostre abitudini di guida. Non è necessario stravolgere il proprio comportamento: <strong>bastano piccoli accorgimenti per garantire maggiore sicurezza</strong>. È ormai dimostrato che la principale fonte di distrazione non è tanto effettuare telefonate, purché avvengano tramite dispositivi vivavoce o altri sistemi che consentano di non tenere il telefono in mano, ma l’uso della messaggistica. Anche pochi secondi passati a guardare lo schermo del cellulare, distogliendo l’attenzione dalla strada, aumentano il rischio di incidenti.</p>
<p>È fondamentale ricordare, tuttavia, che <strong>qualsiasi interazione con il telefono alla guida rappresenta una forma di distrazione</strong>, anche quando si utilizza il vivavoce. Sebbene questo sistema riduca il rischio di distrazione fisica (come tenere il telefono in mano), non elimina il carico cognitivo, che può comunque compromettere l&#8217;attenzione. Parlare al telefono, anche con vivavoce, deve quindi essere limitato a situazioni di reale necessità. Al contrario, attività come ascoltare la radio o conversare con un passeggero possono risultare meno invasive, e in alcuni casi, più utili per mantenere alta l’attenzione e prevenire il sonno alla guida.</p>
<p>Una guida sicura passa attraverso la consapevolezza dei rischi e l’adozione di comportamenti responsabili. Le nuove norme, benché stringenti, rappresentano un passo importante verso la <strong>riduzione degli incidenti e la salvaguardia della vita sulle strade</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Guida in rotatoria e curve pericolose: ecco come affrontarle al meglio</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-rotatoria-e-curve-pericolose-ecco-come-affrontarle-al-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 12:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-rotatoria-e-curve-pericolose-ecco-come-affrontarle-al-meglio/" title="Guida in rotatoria e curve pericolose: ecco come affrontarle al meglio" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2024/10/rotonde-e-curve-pericolose-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>L&#8217;articolo 145 del Codice della Strada e le integrazioni della Circolare 6935/2017 forniscono indicazioni chiare per affrontare rotatorie e curve pericolose in modo sicuro ed efficace. In prossimità delle intersezioni stradali è sempre necessario utilizzare prudenza per affrontare la manovra al meglio. Rotatorie e curve pericolose possono, infatti, rappresentare situazioni di rischio, ma seguendo queste semplici indicazioni è possibile affrontarle in modo sicuro. Rispettare le regole, essere prudenti ed evitare le distrazioni sono le chiavi per garantire una circolazione efficiente e priva di rischi. Come comportarsi in una rotatoria: le fasi principali I passaggi fondamentali per affrontare una rotatoria Come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-rotatoria-e-curve-pericolose-ecco-come-affrontarle-al-meglio/">Guida in rotatoria e curve pericolose: ecco come affrontarle al meglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://blog.linear.it">Blog Linear</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/guida-in-rotatoria-e-curve-pericolose-ecco-come-affrontarle-al-meglio/" title="Guida in rotatoria e curve pericolose: ecco come affrontarle al meglio" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2024/10/rotonde-e-curve-pericolose-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p><strong>L&#8217;articolo 145 del Codice della Strada e le integrazioni della Circolare 6935/2017 forniscono indicazioni chiare per affrontare rotatorie e curve pericolose in modo sicuro ed efficace. </strong></p>
<p><span id="more-6024"></span>In prossimità delle intersezioni stradali è sempre necessario utilizzare prudenza per affrontare la manovra al meglio. Rotatorie e curve pericolose possono, infatti, rappresentare situazioni di rischio, ma seguendo queste semplici indicazioni è possibile affrontarle in modo sicuro. Rispettare le regole, essere prudenti ed evitare le distrazioni sono le chiavi per garantire una circolazione efficiente e priva di rischi.</p>
<ul>
<li><strong><a href="#Rotonda">Come comportarsi in una rotatoria: le fasi principali</a><br />
</strong>I passaggi fondamentali per affrontare una rotatoria</li>
<li><strong><a href="#CurvaPericolosa">Come affrontare curve pericolose</a><br />
</strong>Consigli pratici per gestire curve pericolose in modo sicuro</li>
</ul>
<h3><strong><a name="Rotonda"></a>Come comportarsi in una rotatoria: le fasi principali</strong></h3>
<p>Affrontare una rotatoria richiede attenzione e rispetto delle regole. Ecco i passaggi fondamentali per garantire una manovra corretta:</p>
<ol>
<li><strong>Immissione</strong>: Rallenta, fermati se necessario e dai la precedenza a chi sta già circolando nella rotatoria, specialmente ai veicoli provenienti da sinistra. In alcune rotatorie, come quelle &#8220;alla francese&#8221;, è presente il segnale di stop. In mancanza di segnaletica, è comunque buona norma adottare un comportamento prudente.</li>
<li><strong>Scelta della corsia</strong>: Una volta entrati nella rotatoria, è importante mantenere la corsia corretta. Per chi deve uscire alla prima uscita, è consigliabile restare sulla corsia più esterna, a destra. Chi invece deve proseguire o prendere uscite più lontane può utilizzare le corsie più interne.</li>
<li><strong>Uso degli indicatori di direzione</strong>: Ricorda sempre di azionare l&#8217;indicatore di direzione con anticipo, specialmente in prossimità dell&#8217;uscita. Questo aiuta gli altri automobilisti a comprendere le tue intenzioni e a mantenere fluida la circolazione.</li>
<li><strong>Uscita</strong>: Presta attenzione durante l&#8217;uscita dalla rotatoria, assicurandoti di non tagliare la strada ad altri veicoli che potrebbero ancora circolare all&#8217;interno.</li>
</ol>
<p>A supporto degli automobilisti interviene anche la tecnologia. A partire da luglio 2024, infatti, tutti i nuovi veicoli sono obbligatoriamente equipaggiati con il sistema di <strong>Lane Change Assist</strong> (assistente al cambio di corsia), una tecnologia pensata per aumentare la sicurezza alla guida. Questo sistema aiuta il conducente a cambiare corsia in sicurezza, monitorando gli angoli ciechi e avvisando tramite segnali acustici o vibrazioni se c&#8217;è un rischio di collisione. Nei modelli più avanzati, il sistema può anche intervenire attivamente per correggere la traiettoria, evitando che il conducente invada una corsia occupata. In alcuni veicoli di ultima generazione, esistono anche funzioni che permettono il cambio di corsia automatico, ma sempre con la supervisione del conducente. In ogni caso, il sistema fornisce un supporto importante per garantire manovre più sicure e ridurre il rischio di incidenti.</p>
<h3><strong><a name="CurvaPericolosa"></a>Come affrontare curve pericolose</strong></h3>
<p>Le curve pericolose, come quelle con un angolo di 90 gradi o più strette, richiedono particolare attenzione. Ecco alcuni consigli per affrontarle in sicurezza:</p>
<ul>
<li><strong>Riduci la velocità</strong>: Rallentare prima di entrare in curva è essenziale. Se necessario, scala marcia per mantenere un controllo ottimale del veicolo.</li>
<li><strong>Evitare l&#8217;uso della frizione in curva</strong>: L&#8217;inserimento della frizione durante la curva può ridurre l&#8217;aderenza degli pneumatici, aumentando il rischio di slittamento.</li>
<li><strong>Posizione delle mani sul volante</strong>: Le mani devono restare ben salde sul volante, evitando di incrociarle durante la manovra. Questa posizione garantisce un controllo migliore del veicolo.</li>
<li><strong>Uscita dalla curva</strong>: Una volta superata la curva, accelera gradualmente per evitare rallentamenti e garantire una fluidità della circolazione. Presta sempre attenzione agli altri veicoli presenti sulla strada.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bologna è la prima grande città italiana a diventare “Città 30”</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/bologna-e-la-prima-grande-citta-italiana-a-diventare-citta-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 08:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Citta 30]]></category>
		<category><![CDATA[linear]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/bologna-e-la-prima-grande-citta-italiana-a-diventare-citta-30/" title="Bologna è la prima grande città italiana a diventare “Città 30”" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2024/01/shutterstock_2208491299-scaled-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Una nuova visione di spazio pubblico più sicuro e meno inquinato. Una tendenza che si sta diffondendo in altre città europee, riducendo gli incidenti del 40% Da quest’anno Bologna non sarà celebre solo per la sua storia millenaria, l&#8217;architettura rinascimentale e la vivacissima scena culturale, ma anche per essere la prima grande città italiana a diffondere il concetto di &#8220;Città 30&#8221;, organizzare una nuova visione di spazio pubblico e migliorare concretamente la sicurezza stradale. L’iniziativa mirata a limitare la velocità massima nelle strade urbane a 30 chilometri all&#8217;ora, si basa su solide evidenze osservate in anni studi e sperimentazioni: regolando [&#8230;]</p>
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<p><span id="more-5712"></span></p>
<p>Da quest’anno Bologna non sarà celebre solo per la sua storia millenaria, l&#8217;architettura rinascimentale e la vivacissima scena culturale, ma anche per essere la prima grande città italiana a diffondere il concetto di &#8220;Città 30&#8221;, organizzare una nuova visione di spazio pubblico e migliorare concretamente la sicurezza stradale. L’iniziativa mirata a limitare la velocità massima nelle strade urbane a 30 chilometri all&#8217;ora, si basa su solide evidenze osservate in anni studi e sperimentazioni: regolando un flusso di traffico a velocità moderata e costante, gli automobilisti arrivano a destinazione prima rispetto alla circolazione tradizionale fatta di continui arresti e ripartenze e soprattutto il viaggio è più sicuro.<br />
Ma “Città 30” abbraccia un progetto più ampio, che va oltre la riduzione della velocità: Bologna, infatti, vuole evolvere per diventare più silenziosa e spaziosa, con strade sicure e curate, nuove aree verdi, piazze pedonali e piste ciclabili, attraversamenti tranquilli per le persone anziane e con disabilità, spazi protetti per i bambini davanti alle scuole. Traffico più fluido per tutti i mezzi.</p>
<h3><strong>“Città 30”, una nuova visione dello spazio pubblico</strong></h3>
<p>Bologna “Città 30” rappresenta un intervento ampio e complesso, infrastrutturale ma anche culturale, per riqualificare l’ambiente urbano con lo scopo di restituire lo spazio pubblico ai pedoni e ai ciclisti.</p>
<p>Uno dei principali vantaggi è l’evidente miglioramento della sicurezza stradale. Limitare la velocità delle automobili riduce significativamente il rischio di incidenti e diminuisce la gravità delle lesioni in caso di collisione.</p>
<p>Ma non si tratta solo di questo . È un’operazione più ampia, un vero e proprio cambio culturale inerente l’utilizzo della vettura e più in generale una rinnovata visione della città nel medio e lungo termine. Infatti, “Città 30” vuole restituire ai cittadini più spazi pedonali, facilitando la trasformazione della città in uno spazio più vivibile, favorendo una distribuzione più equa dei luoghi pubblici, le relazioni di prossimità e il commercio di vicinato. Un traffico più fluido, più silenziose ed ecologico, dove le biciclette possano circolare in sicurezza.</p>
<h3><strong>Il futuro delle città europee viaggi a 30 km orari</strong></h3>
<p>Bologna è la prima grande “Città 30” in Italia, ma si ispira a moltissime altre città che in Europa e nel mondo hanno già intrapreso da tempo questa scelta, ottenendo benefici significativi e documentati.</p>
<p>La decisione di adottare il limite di velocità di 30 chilometri all&#8217;ora segue una tendenza internazionale di città che cercano di rendere le loro strade più sicure e sostenibili. Molte metropoli europee, come Amsterdam e Stoccolma, hanno già implementato con successo questa misura, dimostrando i benefici non solo in termini di sicurezza stradale, ma anche di qualità della vita urbana.</p>
<p>Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Bilbao sono altri esempi di città che hanno ridotto in modo significativo gli incidenti stradali grazie all&#8217;introduzione della velocità a 30 km/h e a una ridistribuzione più equa dello spazio pubblico.</p>
<h3><strong>Calo degli incidenti fino al 40%  </strong></h3>
<p>Laddove è stato implementato il limite dei 30 km orari, i risultati sono stati molto positivi: a Bruxelles, nei primi sei mesi di sperimentazione gli incidenti sono calati del 22%, le vittime della strada sono la metà ed è stato dimezzato l’inquinamento acustico. I chilometri percorsi dagli abitanti in una giornata sono aumentati di cinque milioni. La quota delle auto è diminuita del 15%, mentre gli spostamenti a piedi o in bici sono cresciuti rispettivamente del 5% e 7%, il che ha favorito anche la riduzione del traffico.</p>
<p>A Edimburgo, il numero di incidenti è calato del 40%, il numero di feriti del 33% e le vittime del 23%.</p>
<p>A Barcellona per la prima volta è stato studiato l’impatto di questo modello sulla salute: si stima che l’aspettativa di vita aumenti di quasi 200 giorni in media a persona e si generi un risparmio annuo di 1,7 miliardi di euro. Questo grazie alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.</p>
<h3><strong>Una mappa digitale per conoscere le strade interessate dai divieti </strong></h3>
<p>A supporto dell’avvio definitivo, sul sito di Bologna Città 30 è possibile visionare anche una mappa dei limiti di velocità, sviluppata su piattaforma OpenStreetMap, che va ad affiancarsi a una in formato immagine già disponibile dall’estate scorsa e che resta comunque scaricabile. Questo nuovo strumento digitale, più fruibile e leggibile, permette ora ai cittadini di verificare la velocità massima consentita su ogni singola strada all’interno dell’area della “Città 30”, comodamente da smartphone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scopri subito quanto puoi risparmiare sulla <a href="https://www.linear.it/assicurazione-auto">polizza auto</a>: è veloce e senza impegno</strong></p>
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		<title>Parabrezza scheggiato o rotto: rischi, sanzioni e cosa fare</title>
		<link>https://blog.linear.it/codice-della-strada/parabrezza-scheggiato-o-rotto-rischi-sanzioni-e-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Linear]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 15:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[linear]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.linear.it/?p=5686</guid>

					<description><![CDATA[<a href="https://blog.linear.it/codice-della-strada/parabrezza-scheggiato-o-rotto-rischi-sanzioni-e-cosa-fare/" title="Parabrezza scheggiato o rotto: rischi, sanzioni e cosa fare" rel="nofollow"><img width="300" height="250" src="https://blog.linear.it/wp-content/uploads/2024/01/Linear-Parabrezza-bassa-300x250.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="1" decoding="async" loading="lazy" /></a><p>Non si tratta solo di un problema estetico ma di un danno strutturale rischioso per sicurezza stradale. La mancata riparazione è sanzionata dal Codice della Strada Il danneggiamento del parabrezza di un veicolo è spesso un problema sottovalutato, ma la sua integrità è cruciale per la sicurezza del conducente e dei passeggeri. Quando si presenta una scheggiatura o una rottura, i rischi associati possono estendersi ben oltre un semplice problema estetico. Si potrebbe pensare che una piccola crepa non pregiudichi la sicurezza alla guida, ma non è così: sebbene una minuscola incrinatura nel vetro possa non allarmare, fattori come sbalzi [&#8230;]</p>
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<p><span id="more-5686"></span></p>
<p>Il danneggiamento del parabrezza di un veicolo è spesso un problema sottovalutato, ma la sua integrità è cruciale per la sicurezza del conducente e dei passeggeri. Quando si presenta una scheggiatura o una rottura, i rischi associati possono estendersi ben oltre un semplice problema estetico. Si potrebbe pensare che una piccola crepa non pregiudichi la sicurezza alla guida, ma non è così: sebbene una minuscola incrinatura nel vetro possa non allarmare, fattori come sbalzi termici e forti vibrazioni possono contribuire all’estensione della crepa anche in maniera improvvisa, con il rischio di frantumazione del cristallo e incidenti stradali. Vediamo i pericoli connessi a un parabrezza danneggiato, evidenziando la compromissione della visibilità, la diminuzione della resistenza strutturale del veicolo e tutti i possibili problemi che potrebbero verificarsi.</p>
<ul>
<li><strong><a href="#CdS">Cosa prevede il Codice della Strada</a><br />
</strong>Multe fino a 300 euro e decurtazione dei punti della patente</li>
<li><strong><a href="#visibilita">Compromissione della visibilità</a><br />
</strong>Una piccola crepa può distorcere la visibilità del conducente, causando distrazioni</li>
<li><strong><a href="#resistenza">Diminuzione della resistenza strutturale</a><br />
</strong>Il vetro dell’auto sotto riduce la sicurezza dell’abitacolo in caso di incidenti</li>
<li><strong><a href="#tempo">Un danno che si estende col tempo</a><br />
</strong>Una piccola scheggiatura diventerà sempre più grande con il trascorrere dei giorni</li>
<li><strong><a href="#cosa_fare">Parabrezza rotto: cosa fare</a><br />
</strong>La riparazione del parabrezza scheggiato è necessaria per circolare in sicurezza</li>
<li><strong><a href="#come_evitare">Come evitare che il parabrezza si danneggi?</a><br />
</strong>Attenzione ai detriti e allo shock termico dentro l’abitacolo</li>
</ul>
<h3><strong><a name="CdS"></a>Cosa prevede il Codice della Strada</strong></h3>
<p>Circolare su mezzi con il parabrezza del veicolo scheggiato o rotto non solo è pericoloso per chi guida, ma è anche vietato dal Codice della Strada come riporta l’art. 79 comma 1. La normativa vigente prevede per il parabrezza danneggiato – al di là se si tratti di scheggiatura o di crepa – sanzioni che vanno da 85 a 335 euro con l’aggravante da 45 a 168 euro e il decurtamento dei punti della patente, se l’accertamento viene eseguito in autostrada. Il danneggiamento sebbene di piccole dimensioni, può anche compromettere la revisione del veicolo impedendogli di superarla a causa dei rischi che si corrono quando si guida in condizioni non ottimali.</p>
<h3><strong><a name="visibilita"></a>Compromissione della visibilità</strong></h3>
<p>La visibilità è uno degli elementi chiave per la sicurezza stradale ma un parabrezza scheggiato può seriamente comprometterla. Anche una piccola crepa può distorcere la vista del conducente, rendendo difficile percepire correttamente la strada, segnali stradali e altri veicoli. Questo può aumentare il rischio di incidenti, specialmente in condizioni di scarsa illuminazione o maltempo.</p>
<h3><strong><a name="resistenza"></a>Diminuzione della resistenza strutturale</strong></h3>
<p>Il parabrezza non è solo una lastra di vetro che protegge l’abitacolo, ma è anche parte integrante della struttura del veicolo. In caso di collisione o ribaltamento, il parabrezza contribuisce significativamente alla resistenza strutturale del veicolo. Un parabrezza danneggiato può compromettere questa resistenza, riducendo il supporto strutturale e aumentando il pericolo di lesioni gravi durante un incidente.</p>
<h3><strong><a name="tempo"></a>Un danno che si estende col tempo</strong></h3>
<p>Un parabrezza scheggiato può peggiorare durante la guida, specialmente in presenza di vibrazioni o urti. Ciò potrebbe portare a una crepa più estesa o addirittura alla rottura completa del vetro durante il tragitto. In situazioni estreme, il parabrezza danneggiato potrebbe cedere completamente, mettendo a rischio la sicurezza dei passeggeri e degli altri utenti della strada.</p>
<h3><strong><a name="cosa_fare"></a>Parabrezza rotto: cosa fare</strong></h3>
<p>Data l&#8217;importanza del parabrezza per la sicurezza stradale, è fondamentale affrontare prontamente qualsiasi danneggiamento. La riparazione o sostituzione tempestiva del parabrezza danneggiato è essenziale per preservare la sicurezza e l&#8217;integrità del veicolo. Le moderne tecnologie di riparazione consentono di risolvere molti problemi in modo efficiente, mentre in alcuni casi la sostituzione potrebbe essere l&#8217;unica soluzione sicura. La consapevolezza dei rischi e l&#8217;azione tempestiva nella riparazione o sostituzione sono cruciali per mantenere la sicurezza di chi guida e degli altri utenti della strada. La sicurezza stradale è un investimento nella propria incolumità e in quella degli altri.</p>
<h3><strong><a name="come_evitare"></a>Come evitare che il parabrezza si danneggi?</strong></h3>
<p>Vi sono alcuni semplici accorgimenti che possono evitare brutte sorprese con il vostro parabrezza: innanzitutto assicurarsi che i tergicristalli funzionino correttamente e che liberino il vetro dai detriti lungo tutta la sua superficie. Quando si utilizzano le spazzole tergicristallo, è bene passare delicatamente sul vetro invece di passare bruscamente, in modo da ridurre la pressione sulla guarnizione intorno al bordo, che potrebbe causare crepe o scheggiature. Controllate che non vi siano spazzole tergicristallo incrinate o usurate.</p>
<p>Prestate particolare attenzione ad oggetti che potrebbero colpire il parabrezza durante la guida, come ad esempio i sassi e i piccoli detriti nelle strade sterrate, particolarmente insidiosi quando si viaggia a velocità elevate,</p>
<p>Modulate con gradualità il sistema di riscaldamento/raffreddamento del veicolo, poiché gli sbalzi improvvisi tra le temperature calde e fredde all’interno dell’abitacolo possono provocare un aumento della pressione del parabrezza.</p>
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