Monopattini elettrici, nuove regole per circolare in sicurezza
Dal contrassegno identificativo al casco, ecco cosa cambia per chi usa il monopattino in città e quali comportamenti seguire per muoversi in modo responsabile
I monopattini elettrici sono entrati nella mobilità urbana promettendo spostamenti agili e leggeri, occupando poco spazio e permettendo di muoversi rapidamente nei centri cittadini. Possono integrare gli spostamenti con mezzi pubblici, bici e percorsi pedonali e in pochi anni sono diventati una presenza abituale nelle città italiane.
Accanto ai vantaggi, però, sono emerse presto anche alcune criticità, come la guida sui marciapiedi, la sosta disordinata, i comportamenti pericolosi di chi li utilizza in modo improprio e, soprattutto, la difficoltà di identificare il conducente o il proprietario in caso di infrazione o incidente. Per questo si è reso necessario un nuovo quadro di regole, pensato per rendere la micromobilità più ordinata, sicura e responsabile.
- Dal “targhino” alla responsabilità, nuove regole per i monopattini
Scatta l’obbligo del contrassegno identificativo per una micromobilità più ordinata - Come si richiede il contrassegno e quali documenti servono
La richiesta deve essere effettuata attraverso il Portale dell’Automobilista - Casco, limiti e buone abitudini per usare il monopattino in sicurezza
Età minima, divieto di trasportare passeggeri, limiti di velocità e prudenza alla guida
Dal “targhino” alla responsabilità, nuove regole per i monopattini
Dal mese di maggio 2026 i monopattini elettrici privati possono circolare su strada solo se dotati di contrassegno identificativo, spesso chiamato “targhino”. Non si tratta di una targa identica a quella delle auto, perché il contrassegno non è legato al veicolo, ma al proprietario, attraverso l’associazione ai suoi dati. La finalità, però, è simile, ossia rendere il mezzo riconoscibile e collegarlo a un soggetto responsabile.
La novità riguarda tutti i monopattini a propulsione elettrica utilizzati su strada. In pratica, chi usa il monopattino per gli spostamenti quotidiani deve verificare di essere in regola prima di circolare. Dopo il periodo transitorio previsto dalla norma, l’obbligo è diventato effettivo e chi circola senza contrassegno rischia una sanzione che può arrivare fino a 400 euro. Nei casi più gravi, oltre alla multa, possono esserci ulteriori conseguenze, come il fermo del mezzo.
Tra gli adeguamenti previsti rientra anche la copertura Rc per i danni a terzi, il cui obbligo è stato fissato al 16 luglio 2026. È un tassello del nuovo quadro di responsabilità, insieme a contrassegno, casco e regole di comportamento. Il monopattino non viene equiparato completamente all’auto, ma la sua circolazione viene inserita in un sistema più definito di obblighi e buone pratiche. Rimanendo una soluzione rapida per coprire l’ultimo miglio, viene riconosciuto come veicolo urbano che richiede attenzione, prudenza e rispetto degli altri utenti della strada perché dove ci sono circolazione, rischi e possibili danni a terzi, servono anche identificazione, tracciabilità e maggiore consapevolezza.
Come si richiede il contrassegno e quali documenti servono
La richiesta del contrassegno deve essere effettuata sul Portale dell’Automobilista. La procedura prevede prima la compilazione del modulo dedicato e il pagamento della tariffa prevista tramite PagoPA. Successivamente, la domanda deve essere presentata attraverso l’applicazione “Gestione Pratiche Online”, selezionando l’Ufficio della Motorizzazione Civile presso cui ritirare il contrassegno e scegliendo la pratica “Rilascio contrassegno monopattini”.
Alla richiesta vanno allegati il modulo compilato e sottoscritto, la ricevuta del pagamento e la copia di un documento di riconoscimento valido dell’intestatario. Sono previste indicazioni specifiche anche per alcuni casi particolari. Per i cittadini extra-UE è necessario caricare un documento di soggiorno valido; per le persone giuridiche servono documenti che attestino l’iscrizione alla Camera di Commercio o lo statuto, insieme al documento del legale rappresentante. Se il richiedente è minorenne, l’istanza deve essere presentata e firmata da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Una volta inviata la richiesta, bisogna attendere la comunicazione via mail del buon esito della pratica. A quel punto, rientrando nella piattaforma, è possibile prenotare l’appuntamento per il ritiro presso l’Ufficio della Motorizzazione scelto. Il giorno del ritiro il richiedente deve presentarsi con la ricevuta di prenotazione e con il documento utilizzato nella fase di richiesta. Dopo le verifiche, l’operatore consegna il contrassegno.
Il prezzo del contrassegno è poco superiore agli 8 euro, a cui vanno aggiunti imposta di bollo e diritti di Motorizzazione. Una volta completata la richiesta, il contrassegno deve essere applicato in modo visibile e stabile sul monopattino, così da poter essere letto in caso di controllo.
Casco, limiti e buone abitudini per usare il monopattino in sicurezza
La nuova disciplina non riguarda solo il contrassegno identificativo. Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale completa, infatti, il percorso avviato con la riforma del Codice della Strada e proseguito con i relativi decreti attuativi. L’obiettivo è inserire i monopattini elettrici in un sistema più chiaro di obblighi, controlli e comportamenti corretti, senza snaturarne la funzione di mezzo leggero per gli spostamenti urbani.
Per guidare un monopattino elettrico bisogna avere almeno 14 anni. È vietato trasportare passeggeri, animali o oggetti, perché il mezzo è progettato per una sola persona e ogni carico aggiuntivo può compromettere stabilità, frenata e capacità di controllo. Il casco è obbligatorio per tutti i conducenti e deve essere conforme alle norme tecniche previste. Restano anche i limiti di velocità: massimo 20 km/h su strada e 6 km/h nelle aree pedonali dove la circolazione è consentita.
Alle regole formali si aggiungono le buone abitudini di guida. Il monopattino non deve essere usato sui marciapiedi, salvo quando viene condotto a mano, e richiede particolare attenzione in presenza di pedoni, incroci, attraversamenti, pavimentazioni irregolari o ostacoli improvvisi. In caso di pioggia, fondo scivoloso, scarsa visibilità o condizioni meteo sfavorevoli, è meglio valutare se rinunciare allo spostamento o procedere con estrema prudenza, conducendo il mezzo a mano nei tratti più critici. Un mezzo leggero e facile da usare non elimina infatti i rischi legati alla circolazione.
Proprio per questo, accanto alle norme, cresce il peso delle iniziative di educazione stradale. A Reggio Emilia, ad esempio, la Polizia locale ha rilanciato il progetto “Monopattino itinerante”, rivolto agli studenti delle scuole superiori, con lezioni in aula e prove pratiche di guida pensate per insegnare l’uso corretto della micromobilità elettrica. L’iniziativa ha coinvolto classi terze, quarte e quinte e punta a far conoscere non solo le regole, ma anche le situazioni concrete che possono presentarsi su strada.
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