Auto più sostenibili, l’Europa cambia le regole, dal riciclo dei materiali alla gestione dei veicoli fuori uso
Il nuovo regolamento UE cambia il modo di concepire la sostenibilità dell’automobile: non conta solo quanto un veicolo inquina quando circola, ma anche come viene progettato, costruito e recuperato quando arriva a fine vita
Un’auto può rappresentare molte cose. Comodità, praticità, libertà di movimento, talvolta anche la soddisfazione per i sacrifici fatti per acquistarla. Ma è anche un prodotto complesso, composto da plastica, acciaio, alluminio, componenti elettronici e materie prime critiche. Tutte parti che, se progettate e gestite correttamente, possono essere riutilizzate, recuperate o reintrodotte nei cicli produttivi. Per anni, però, la sostenibilità dell’automobile è stata raccontata soprattutto guardando alle emissioni durante l’uso, chiedendosi quanto consuma, quanto inquina e quale alimentazione utilizza. Le nuove norme europee sulla circolarità dei veicoli spostano lo sguardo più indietro e più avanti. Più indietro, perché intervengono sulla progettazione dei nuovi modelli. Più avanti, perché riguardano anche ciò che accade quando un veicolo arriva alla fine del suo ciclo di vita.
Il nuovo regolamento UE introduce requisiti pensati per favorire il riutilizzo, il riciclo e il recupero dei materiali lungo l’intero ciclo di vita del mezzo, con l’obiettivo di ridurre sprechi, dispersione di risorse e gestione irregolare dei veicoli fuori uso. Ogni anno, nell’Unione europea, circa 6,5 milioni di veicoli arrivano alla fine del loro ciclo di vita. È anche per questo che la circolarità è diventata, da principio ambientale, una vera regola industriale.
- Progettare auto più facili da smontare, riutilizzare e riciclare
Le nuove regole chiedono ai costruttori di pensare alla fine vita del veicolo già nella fase di progettazione. - Più materiali riciclati nei nuovi veicoli
Il regolamento introduce obiettivi vincolanti sull’uso di plastica riciclata nei nuovi modelli. - Meno veicoli fuori controllo e più responsabilità per i produttori
Le norme rafforzano tracciabilità, gestione dei veicoli fuori uso e responsabilità dei costruttori.
Progettare auto più facili da smontare, riutilizzare e riciclare
La sostenibilità di un veicolo non comincia quando entra su strada, ma molto prima. Nasce nelle scelte di progettazione, nei materiali utilizzati, nel modo in cui le componenti vengono assemblate e nella possibilità di separarle quando l’auto arriva a fine vita. Per questo i nuovi modelli dovranno essere progettati anche per essere smontati più facilmente, favorendo il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei materiali.
Questo significa guardare all’automobile non come a un prodotto destinato semplicemente a essere venduto, guidato e poi smaltito, ma come a un insieme di materiali che, a fine vita, possono ancora avere valore. Alcuni componenti possono essere riutilizzati come ricambi, altri possono essere recuperati, altri ancora possono rientrare nei processi produttivi. La differenza la fa il modo in cui il veicolo è stato progettato all’origine.
Per il settore automotive si tratta di un cambio di prospettiva importante, perché la circolarità non viene più affrontata soltanto nella fase finale, quando il mezzo diventa rifiuto, ma entra nella progettazione industriale. È un passaggio che riguarda la filiera nel suo complesso e chiama in causa costruttori, fornitori, demolitori autorizzati, riciclatori e operatori che gestiscono il trattamento dei veicoli fuori uso.
Plastiche riciclate, obiettivi dal 15% al 25%
Il regolamento introduce anche obiettivi vincolanti sull’uso di materiali riciclati, a partire dalla plastica. Entro sei anni dall’entrata in vigore delle nuove norme, almeno il 15% della plastica utilizzata nei nuovi veicoli dovrà provenire da riciclo. Dopo dieci anni, la quota dovrà salire al 25%. Inoltre, almeno il 20% di questa plastica riciclata dovrà arrivare da materiali recuperati da veicoli fuori uso o da parti usate, secondo una logica di circuito chiuso.
Per l’industria automobilistica significa che una parte dei materiali contenuti nei veicoli a fine vita dovrà tornare a essere materia prima per nuovi veicoli. Non basterà quindi riciclare in modo generico. L’obiettivo è creare un collegamento più diretto tra ciò che esce dal parco circolante e ciò che entra nella produzione dei nuovi modelli.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la plastica, ma l’intera composizione materiale dei veicoli. Le nuove norme aprono anche alla possibilità di introdurre in futuro obiettivi per altri materiali, come acciaio riciclato, alluminio, magnesio e materie prime critiche, sulla base di studi di fattibilità.
Veicoli fuori uso, più responsabilità per i produttori
Le nuove norme riguardano anche la fase finale della vita del veicolo. I costruttori, infatti, saranno chiamati a contribuire, sul piano finanziario e organizzativo, alla raccolta e al corretto trattamento dei mezzi quando diventano rifiuti. È il principio della responsabilità estesa del produttore, che sarà introdotto tre anni dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
L’obiettivo è ridurre il fenomeno dei veicoli scomparsi, cioè mezzi che escono dai circuiti regolari perché smantellati illegalmente, esportati senza controlli adeguati o gestiti fuori dagli impianti autorizzati. Una volta qualificato come veicolo fuori uso, il mezzo dovrà essere trattato in un centro autorizzato e non potrà essere rivenduto o esportato come veicolo usato. Il regolamento vieta anche l’esportazione dei veicoli usati non più idonei alla circolazione, per evitare che mezzi inquinanti o non sicuri vengano trasferiti verso Paesi terzi.
Le regole si applicheranno pienamente ad auto e furgoni commerciali leggeri. Per autobus, autocarri, motocicli e alcune altre categorie di veicoli il regolamento prevede un’applicazione progressiva e disposizioni specifiche, mentre alcuni veicoli speciali saranno esclusi o soggetti a regole dedicate per garantirne il corretto trattamento
Le nuove disposizioni diventeranno applicabili due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento. Da quel momento, l’automobile del futuro non dovrà essere soltanto meno emissiva su strada, ma anche più recuperabile, tracciabile e responsabile lungo tutto il suo ciclo di vita.
Scopri subito quanto puoi risparmiare sulla polizza auto: è veloce e senza impegno









