Codice della strada

Bologna è la prima grande città italiana a diventare “Città 30”

Una nuova visione di spazio pubblico più sicuro e meno inquinato. Una tendenza che si sta diffondendo in altre città europee, riducendo gli incidenti del 40%

Da quest’anno Bologna non sarà celebre solo per la sua storia millenaria, l’architettura rinascimentale e la vivacissima scena culturale, ma anche per essere la prima grande città italiana a diffondere il concetto di “Città 30”, organizzare una nuova visione di spazio pubblico e migliorare concretamente la sicurezza stradale. L’iniziativa mirata a limitare la velocità massima nelle strade urbane a 30 chilometri all’ora, si basa su solide evidenze osservate in anni studi e sperimentazioni: regolando un flusso di traffico a velocità moderata e costante, gli automobilisti arrivano a destinazione prima rispetto alla circolazione tradizionale fatta di continui arresti e ripartenze e soprattutto il viaggio è più sicuro.
Ma “Città 30” abbraccia un progetto più ampio, che va oltre la riduzione della velocità: Bologna, infatti, vuole evolvere per diventare più silenziosa e spaziosa, con strade sicure e curate, nuove aree verdi, piazze pedonali e piste ciclabili, attraversamenti tranquilli per le persone anziane e con disabilità, spazi protetti per i bambini davanti alle scuole. Traffico più fluido per tutti i mezzi.

“Città 30”, una nuova visione dello spazio pubblico

Bologna “Città 30” rappresenta un intervento ampio e complesso, infrastrutturale ma anche culturale, per riqualificare l’ambiente urbano con lo scopo di restituire lo spazio pubblico ai pedoni e ai ciclisti.

Uno dei principali vantaggi è l’evidente miglioramento della sicurezza stradale. Limitare la velocità delle automobili riduce significativamente il rischio di incidenti e diminuisce la gravità delle lesioni in caso di collisione.

Ma non si tratta solo di questo . È un’operazione più ampia, un vero e proprio cambio culturale inerente l’utilizzo della vettura e più in generale una rinnovata visione della città nel medio e lungo termine. Infatti, “Città 30” vuole restituire ai cittadini più spazi pedonali, facilitando la trasformazione della città in uno spazio più vivibile, favorendo una distribuzione più equa dei luoghi pubblici, le relazioni di prossimità e il commercio di vicinato. Un traffico più fluido, più silenziose ed ecologico, dove le biciclette possano circolare in sicurezza.

Il futuro delle città europee viaggi a 30 km orari

Bologna è la prima grande “Città 30” in Italia, ma si ispira a moltissime altre città che in Europa e nel mondo hanno già intrapreso da tempo questa scelta, ottenendo benefici significativi e documentati.

La decisione di adottare il limite di velocità di 30 chilometri all’ora segue una tendenza internazionale di città che cercano di rendere le loro strade più sicure e sostenibili. Molte metropoli europee, come Amsterdam e Stoccolma, hanno già implementato con successo questa misura, dimostrando i benefici non solo in termini di sicurezza stradale, ma anche di qualità della vita urbana.

Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Bilbao sono altri esempi di città che hanno ridotto in modo significativo gli incidenti stradali grazie all’introduzione della velocità a 30 km/h e a una ridistribuzione più equa dello spazio pubblico.

Calo degli incidenti fino al 40% 

Laddove è stato implementato il limite dei 30 km orari, i risultati sono stati molto positivi: a Bruxelles, nei primi sei mesi di sperimentazione gli incidenti sono calati del 22%, le vittime della strada sono la metà ed è stato dimezzato l’inquinamento acustico. I chilometri percorsi dagli abitanti in una giornata sono aumentati di cinque milioni. La quota delle auto è diminuita del 15%, mentre gli spostamenti a piedi o in bici sono cresciuti rispettivamente del 5% e 7%, il che ha favorito anche la riduzione del traffico.

A Edimburgo, il numero di incidenti è calato del 40%, il numero di feriti del 33% e le vittime del 23%.

A Barcellona per la prima volta è stato studiato l’impatto di questo modello sulla salute: si stima che l’aspettativa di vita aumenti di quasi 200 giorni in media a persona e si generi un risparmio annuo di 1,7 miliardi di euro. Questo grazie alla riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Una mappa digitale per conoscere le strade interessate dai divieti 

A supporto dell’avvio definitivo, sul sito di Bologna Città 30 è possibile visionare anche una mappa dei limiti di velocità, sviluppata su piattaforma OpenStreetMap, che va ad affiancarsi a una in formato immagine già disponibile dall’estate scorsa e che resta comunque scaricabile. Questo nuovo strumento digitale, più fruibile e leggibile, permette ora ai cittadini di verificare la velocità massima consentita su ogni singola strada all’interno dell’area della “Città 30”, comodamente da smartphone.

 

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