Tradizione e contemporaneità in Umbria

21 Nov , 2016  

Circa duecento chilometri di borghi arroccati, curve, salite e discese, soste mangerecce, arte e paesaggio che si rimbalzano continuamente l’un l’altro. Si parte da Orvieto, e la Cattedrale incanta: grande, potente. Si direbbe che metta in ombra tutto il resto, e invece no. Perché, se sopra si snoda un grazioso centro storico, appena un palmo più in là dell’ombra dell’enorme facciata, anche il “sotto” rivela una sorpresa: i percorsi sotterranei, con pozzi, acquedotti, cantine e segreti di origine etrusca.

Dopo pochi chilometri la lezione di storia antica può continuare, saltando dall’epoca preromana al Medioevo. Il nome di Bevagna è ormai legato alla sua pittoresca rievocazione medievale, che per qualche giorno all’anno ci permette di entrare in un mondo di messeri, dame e cavalieri. È Foligno a riportarci ai giorni nostri. Il CIAC (Centro Italiano di Arte Contemporanea) ha sede nell’ex Centrale del Latte e ospita continue esposizioni, mentre la neoclassica ex Chiesa dell’Annunziata custodisce la Calamita Cosmica, decisamente non quello che vi aspettereste dall’interno di una chiesa. Il viaggio continua a Spello, uno dei borghi più pittoreschi dell’Umbria. I fiori che ornano le viuzze (curatissime) durante tutto l’arco dell’anno, in occasione del Corpus Domini diventano protagonisti dell’Infiorata, colorando in magnifici tappeti di petali tutto il paese.
Assisi è una tappa fondamentale, per gli occhi e per l’anima. Per evitare che i troppi turisti turbino la vostra visita alla Basilica di San Francesco il consiglio è, come per tutti i luoghi più celebri, quello di andarci fuori stagione, o la mattina presto. Un’aura rinascimentale è ben visibile anche nel paesino di Gubbio. Per vedere questo tranquillo borgo esplodere di entusiasmo e colori, guardate qualche foto della tradizionale Festa dei Ceri, o fatevela raccontare da qualcuno del posto: la straripante passione vi farà venir voglia di tornare. Un ultimo flash forward vi trasporta a Città di Castello, paese di Alberto Burri che ospita l’omonima fondazione, dove tra i capolavori rinascimentali si fa spazio un contesto post-industriale, e uno degli spazi espositivi è stato ricavato dagli ex Seccatoi del Tabacco.
Infine, come terminare il weekend se non con una passeggiata in riva al lago?

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