Quali moto può guidare chi è in possesso della patente B

13 Giu , 2018  

Ecco tutte le prescrizioni del Codice della Strada per chi guida un veicolo a due ruote con la patente B

La patente B è senza dubbio quella più utilizzata e nella maggior parte dei casi viene conseguita per la guida di autovetture. In realtà con la patente B si possono guidare anche altri mezzi di trasporto, come alcune categorie di moto. Andiamo quindi a scoprire quali sono questi motoveicoli e cosa prevede il Codice della Strada.


La patente B e le altre categorie di patenti

La patente di guida ha mille sfaccettature e mentre alcune categorie di patenti sono riservate a determinati guidatori, altre sono invece legate ad un tipo specifico di veicolo, a due, tre o quattro ruote. Il mancato rispetto delle norme sui titoli di guida comporta l’applicazione di pesanti sanzioni, quindi vale la pena documentarsi un po’.

I giovanissimi, già a partire dai 14 anni possono conseguire la patente AM, il cosiddetto patentino, che permette di guidare ciclomotori, veicoli a tre ruote e quadricicli leggeri che non abbiano un motore di cilindrata superiore a 50 cc e sviluppino una potenza uguale o inferiore a 4 kW.

Occorrono invece i 16 anni per ottenere la patente A1, che consente di mettersi alla guida dei motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e che abbiano una potenza di 11 kW. Si possono guidare inoltre i tricicli che non superino i 15 kW di potenza e le macchine agricole che abbiano una sagoma non eccedente rispetto a quella di un motoveicolo.

La patente A2 è invece riservata ai maggiorenni, che con questo titolo di guida possono condurre motoveicoli che sviluppino una potenza massima di 35 kW.

Il conseguimento della patente A autorizza a guidare tricicli che abbiano una potenza massima di 15 kW e motocicli che non abbiano una cilindrata superiore a 50 cc e che non superino i 45 km/h. Quando vengono rimossi i limiti della patente A, questa diventa patente A3. L’età minima per conseguirla è 24 anni, che diventano 20 anni per chi ha la patente A2 da 2 anni.

Utilizzata spesso per guidare i quad che hanno una certa potenza, la patente B1 è accessibile anche ai sedicenni, che possono guidare motocicli diversi da quelli che abbiamo già visto e che non superino i 15 kW di potenza.

La patente B, come sappiamo, è quella dedicata principalmente alle autovetture, ma in realtà consente di condurre mezzi che non superano i 3.500 kg, con o senza rimorchio, e quelli adibiti al trasporto di non più di 8 persone.

Tutte le altre patenti (compresa anche ogni patente speciale) sono destinate per lo più ad un uso professionale, perché consentono di circolare con mezzi pesanti oppure sono adibiti al trasporto di più di 8 passeggeri.

Gli autoveicoli che si possono guidare con la patente B

Il principale utilizzo della patente B è la guida di autoveicoli che sono adibiti al trasporto di cose e persone, purché la massa complessiva non superi le 3,5 tonnellate e il numero di passeggeri da trasportare non sia maggiore di 8, conducente escluso.

Con questo titolo di guida è possibile anche trainare rimorchi leggeri, ma solo ad alcune condizioni: il rimorchio non deve eccedere la massa a vuoto della motrice e complessivamente non si possono superare le 3,5 tonnellate.

Le moto che si possono guidare con la patente B

Quali sono invece le moto che si possono guidare con la patente B? I mezzi a due ruote che si possono guidare non sono tutti, ma solo quelli indicati dal Codice della Strada:

  • I motoveicoli che non hanno una cilindrata superiore a 125 cc, quindi tutte le moto e gli scooter che rispettino questi limiti, ad eccezione delle moto depotenziate;
  • I tricicli che hanno una potenza superiore a 15 kW, ma solo se il conducente ha compiuto i 21 anni, in caso contrario potrà guidare solo motocicli che non superano questa potenza;
  • Ogni ciclomotore e mezzo di trasporto per cui sia richiesta la patente AM, il cosiddetto patentino, e la patente B1.

Tutti coloro che sono in possesso della patente B e vogliono guidare moto di categoria superiore, devono prima conseguire la patente A1 oppure la A3 (chiamata anche A libera, perché senza limitazioni). In questi casi non sarà necessario ripetere l’esame teorico, ma sarà sufficiente superare la prova pratica.

Bisogna fare attenzione anche al modello e alla potenza della moto che si utilizza all’esame pratico per il conseguimento della patente della moto. Dopo il superamento della prova, si potrà guidare qualsiasi moto solo se il veicolo utilizzato pesa almeno 180 kg, ha una potenza di 600 cc e un motore da 86 CV. Se i cavalli sono meno di 47, si potrà guidare solo veicoli di categoria uguale o inferiore, quindi solo le moto che non superano questa potenza.

I conducenti che hanno conseguito la patente B o A entro il 25 Aprile 1988, sono autorizzati a guidare qualsiasi moto, ma solo sul territorio italiano. Per la guida all’estero occorre invece un ulteriore esame pratico.

I limiti della patente B

Per conseguire la patente B è necessario aver compiuto 18 anni, mentre non esiste un’età massima. Questo documento va rinnovato ogni 10 anni, ma quando si superano i 50 anni il rinnovo è più frequente. In particolare è previsto ogni 5 anni per i titolari di patente che hanno un’età compresa tra 50 e 70 anni, mentre l’intervallo tra un rinnovo e l’altro scende a 3 anni quando si superano i 70.

Per conseguire il titolo di guida bisogna essere in possesso di determinati requisiti fisici e psichici, dimostrati attraverso un certificato d’idoneità. Occorre superare una visita medica presso una ASL oppure presso lo studio di medici autorizzati.

Bisogna possedere anche dei requisiti tecnici, valutati attraverso appositi esami di carattere teorico e pratico. L’esame teorico consiste in un quiz a risposta multipla, da superare entro 6 mesi dalla presentazione della domanda alla Motorizzazione Civile.

L’esame pratico consiste invece in una prova di guida su strada, sotto l’attenta supervisione di un esaminatore. Per arrivare alla prova pratica ad un buon livello di preparazione è preferibile, ma non obbligatorio, rivolgersi ad un’autoscuola che organizza un corso di formazione finalizzato al superamento dell’esame di guida.

Durante il periodo di apprendimento viene consegnato un foglio rosa, che autorizza l’aspirante patentato ad esercitarsi alla guida in compagnia e sotto la supervisione di una persona patentata che abbia conseguito il titolo di guida da più di 10 anni.

Le limitazioni previste per i neopatentati

Subito dopo il rilascio della patente, sono previste alcune restrizioni per i neopatentati. A causa della poca esperienza maturata alla guida, la normativa ha voluto ridurre i rischi legati alla velocità, in modo da proteggere non solo i neopatentati, ma anche tutti gli altri utenti della strada.

Per i neopatentati il limite di velocità è più basso ed è previsto dagli articoli 117 e 121 del Codice della Strada, che prevedono rispettivamente restrizioni e sanzioni. Nei primi 3 anni, con la nuova patente non si possono superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h nelle strade extraurbane.

Un’altra limitazione prevista dalle norme riguarda il rapporto potenza/tara per il primo anno di conseguimento della patente. Il limite è di 55 kW/tonnellata e occorre anche una potenza non superiore a 70 kW.

In caso di violazioni delle norme che prescrivono questi limiti, si applicano sanzioni pecuniarie ed è prevista anche la sospensione della patente da 2 a 8 mesi.

Per evitare queste sanzioni ed evitare altre conseguenze, visto che si tratta sempre di una patente a punti, è possibile consultare il Portale dell’automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sul portale si può digitare la targa del veicolo, per sapere se rispetta i limiti prescritti per i neopatentati. Questo strumento gestito dal Ministero dei Trasporti, è totalmente gratuito, quindi vale la pena utilizzarlo.

I neopatentati, come gli altri conducenti che guidano veicoli su ruote dotati di motore, devono rispettare tutte altre prescrizioni previste dal Codice della Strada. In particolare devono portare con sé la patente in corso di validità (con foto di buona qualità) e la carta di circolazione, mentre non occorre più esporre il contrassegno rilasciato dalle assicurazioni.

In caso di guida all’estero, prima di lasciare il nostro paese è bene informarsi se la patente italiana sia sufficiente oppure sia richiesto un altro titolo di guida.

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