Come cambia la sicurezza stradale? Tutto quello che c’è da sapere sul Road Safety Report 2025
Un secolo di trasformazioni e 119 vite salvate nell’ultimo anno in Italia. Una sfida che oggi passa da educazione, tecnologie intelligenti e nuove regole per la mobilità
Quando si osserva la mobilità del mondo contemporaneo, la prima impressione è quella di un paesaggio in continua accelerazione. Strade più affollate, veicoli più intelligenti, città più complesse: tutto si muove, tutto cambia, ma non sempre nella stessa direzione o con la stessa velocità. Eppure, dietro questa immagine dinamica, resta fermo un dato allarmante: ogni anno circa 1,2 milioni di persone perdono la vita in incidenti stradali. Una cifra che conferma quanto sia ancora grande la distanza tra le possibilità della tecnologia e la nostra effettiva capacità di proteggere chi si muove.
- Un secolo di sicurezza stradale, raccontata nel Road Safety Report 2025
La mobilità evolve ma la sicurezza rimane il vero termometro del progresso - La situazione italiana: 119 vite salvate in dieci mesi
Calano le vittime e i feriti ma resta molto lavoro da fare
- Oltre i numeri: educazione, AI e nuove regole per il futuro
La sicurezza nasce nelle scuole e nella formazione, prima delle infrastrutture
Un secolo di sicurezza stradale, raccontata nel Road Safety Report 2025
Il Road Safety Report 2025 realizzato da DEKRA si inserisce proprio in questo scenario, in cui la mobilità evolve rapidamente ma la sicurezza rimane il vero termometro del progresso. Il documento, giunto alla diciottesima edizione, attraversa un secolo di trasformazioni tecniche, normative e culturali, mostrando come la riduzione dei rischi sulle strade sia sempre stata frutto di un equilibrio delicato. DEKRA ripercorre questa storia con uno sguardo lungo: dagli anni Venti, quando le automobili invadevano città ancora impreparate, fino all’era della guida assistita e connessa.
È un viaggio che passa attraverso il dopoguerra, i picchi di mortalità degli anni Settanta, l’introduzione delle cinture, degli airbag, dei sistemi elettronici e delle revisioni obbligatorie, per arrivare alle sfide contemporanee della digitalizzazione e dell’automazione. La tecnologia, da sola, non basta, diventa davvero efficace solo se accompagnata da norme coerenti e da un’accettazione sociale consapevole. Molto è stato fatto, ma molto resta da fare, soprattutto per gli utenti più vulnerabili e per i Paesi che non dispongono ancora di infrastrutture adeguate.
La situazione italiana: 119 vite salvate in dieci mesi
All’interno di questo panorama globale, l’Italia si distingue con un risultato significativo. A dieci mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, i dati del Ministero dell’Interno – condivisi con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – raccontano un cambio di rotta. Tra il 14 dicembre 2024 e il 13 ottobre 2025, le vittime sono scese da 1.162 a 1.043: 119 vite salvate, un risultato che restituisce alla sicurezza stradale la sua dimensione più concreta e umana.
Il miglioramento non riguarda solo i decessi. Diminuiscono anche i feriti, da 36.411 a 35.336; calano gli incidenti mortali, da 1.052 a 968; e si riduce il numero complessivo degli incidenti rilevati da Polizia Stradale e Carabinieri.
È un progresso che dimostra come l’azione combinata di controlli, aggiornamenti normativi, infrastrutture e cultura della responsabilità possa produrre risultati rapidi e tangibili. In un contesto europeo che nel 2024 ha registrato solo un lieve miglioramento, il caso italiano appare come un segnale incoraggiante.
Oltre i numeri: educazione, AI e nuove regole per il futuro
Il Road Safety Report 2025 non si limita a fotografare la situazione: traccia una direzione. Lo fa anche attraverso il confronto emerso il 2 dicembre al Senato, durante il Tavolo per la Sicurezza Stradale organizzato da DEKRA. Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura, ha ricordato che la sicurezza si costruisce molto prima delle infrastrutture; nasce nelle scuole, nei luoghi in cui si formano i comportamenti e la consapevolezza dei futuri utenti della strada. In un’epoca in cui veicoli e sistemi digitali cambiano rapidamente, l’educazione rimane l’elemento decisivo.
Dello stesso avviso Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia, che si è concentrato sul valore imprescindibile delle nuove tecnologie al servizio della sicurezza. La mobilità del futuro sarà più sicura solo se innovazione e infrastrutture cresceranno insieme. Le tecnologie V2X, gli ADAS di nuova generazione e l’intelligenza artificiale permettono già oggi di prevenire molte situazioni critiche, ma hanno bisogno di strade leggibili, segnaletica uniforme, reti dati affidabili e una cybersecurity capace di proteggere sistemi e veicoli sempre più interconnessi. In questo senso, l’AI Act europeo – che introduce requisiti stringenti per i sistemi di IA installati nei veicoli – rappresenta un passaggio fondamentale per costruire fiducia nella mobilità autonoma.
La sicurezza, in fondo, non è una conseguenza del progresso: ne è la condizione. Finché ogni avanzamento non si tradurrà in protezione reale per chi usa la strada, la modernità resterà incompleta. Il 2025 mostra che un cambiamento è possibile. Ora si tratta di mantenerlo vivo.
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