Viaggiare in sicurezza

La tecnologia spegne il telefono alla guida

Da Speye, che limita l’uso del telefono in auto, a SafeDrive, l’autovelox con AI che rileva distrazione e cintura. La prevenzione diventa anche digitale

Uno smartphone che vibra, si illumina, richiama continuamente la nostra attenzione. Proprio in quell’istante apparentemente innocuo si misura la differenza tra controllo e distrazione, tra la sicurezza e gli incidenti. Ma ora potrebbe esserci un rimedio grazie alla tecnologia: sistemi capaci di bloccare o limitare automaticamente l’utilizzo del telefono quando il veicolo è in movimento, impedendo chiamate, messaggi e interazioni che richiedano l’uso delle mani. Se la distrazione nasce dallo schermo, lo schermo smette di essere accessibile mentre si guida, trasformando la prevenzione in una funzione integrata della mobilità stessa.

  • Speye, il dispositivo che limita lo smartphone alla guida
    Un sistema installato in auto per favorire comportamenti più responsabili al volante
  • Foto e privacy: come funziona Speye
    Una videocamera collegata ad un box di memoria, che scatta foto nei momenti critici
  • L’autovelox che rileva lo smartphone alla guida
    Un progetto per contrastare la distrazione alla guida e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza

Speye, il dispositivo che limita lo smartphone alla guida

Si chiama Speye ed è il dispositivo sviluppato dalla startup toscana Smart Ai insieme al Politecnico di Bari e alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per limitare l’uso dello smartphone alla guida. Un sistema che interviene in modo intelligente per favorire comportamenti più responsabili al volante. L’obiettivo è introdurre un meccanismo di prevenzione capace di promuovere una guida più attenta e sicura, con un approccio innovativo rispetto agli strumenti tradizionali di sicurezza stradale, che restano comunque utili e necessari.

L’utilizzo dello smartphone durante la guida è espressamente vietato dall’articolo 173 del Codice della Strada, che recita: “È vietato al conducente far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici (smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi) che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante”.

Eppure, nonostante il divieto sia in vigore da anni, l’uso del telefonino resta tra le principali cause di distrazione alla guida. Se multe e controlli non bastano a modificare questa abitudine, la tecnologia prova a intervenire a monte, rendendo il dispositivo inutilizzabile mentre l’auto è in movimento.

Foto e privacy: come funziona Speye

Una volta installato sull’automobile, Speye opera attraverso una videocamera collegata a un piccolo box di memoria. Non registra in modo continuo, ma si attiva solo in situazioni critiche — come una frenata improvvisa o un potenziale rischio d’impatto — scattando immagini che documentano l’evento. I file vengono salvati con il volto del conducente oscurato, a tutela della privacy, e archiviati tramite tecnologia blockchain, che ne garantisce l’inalterabilità. In caso di incidente, queste informazioni, corredate da data, ora e posizione, possono fornire elementi oggettivi utili alle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica dei fatti.

L’eventuale introduzione di un dispositivo anti-smartphone non è soltanto una misura tecnica, ma un passaggio culturale. Segna il superamento dell’idea che la sicurezza dipenda esclusivamente dall’autodisciplina del conducente. In un contesto di iperconnessione permanente, la distrazione non è più un’eccezione ma una tentazione costante. Il punto, allora, non è se vietare (il divieto esiste già) ma come farlo rispettare in modo efficace.

L’autovelox che rileva lo smartphone alla guida

Se Speye punta sulla prevenzione individuale, sul fronte dei controlli la tecnologia si muove nella stessa direzione. Autovelox SafeDrive è progettato per contrastare due delle principali criticità della sicurezza stradale: la distrazione alla guida e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza.

Il sistema utilizza l’installazione sulle strade di videocamere ad alta risoluzione integrate con illuminatori a LED infrarossi e algoritmi di intelligenza artificiale, per rilevare automaticamente l’uso manuale del telefono – sia durante chiamate senza vivavoce sia per attività di messaggistica o navigazione sui social – anche in condizioni di luce o meteo difficili.

Le immagini raccolte forniscono prove fotografiche dell’infrazione, mentre i volti di conducente e passeggero anteriore vengono parzialmente oscurati nel rispetto della normativa sulla privacy.

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