Viaggiare in sicurezza

Unipol porta a Milano il confronto globale sulla sicurezza stradale

Alla Unipol Tower di Milano la Road Safety Leadership Roundtable ha riunito istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali per rilanciare un approccio condiviso alla mobilità sicura

Ogni anno nel mondo gli incidenti stradali causano circa 1,19 milioni di morti e restano la principale causa di decesso tra bambini e giovani tra i 5 e i 29 anni. È da questa emergenza, tutt’altro che archiviata, che ha preso le mosse la “Road Safety Leadership Roundtable” ospitata da Unipol alla Unipol Tower di Milano. Un confronto internazionale che ha riunito istituzioni, imprese e grandi organizzazioni per riportare al centro un tema che intreccia prevenzione, innovazione e responsabilità collettiva. L’iniziativa è stata promossa dall’UNECE, la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese, mondo dello sport e grandi organizzazioni globali su una delle emergenze più trasversali del nostro tempo.

L’incontro è stato organizzato da Jean Todt, inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale, e da Michelle Yeoh, goodwill ambassador dell’UNDP e premio Oscar 2023, e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente del Gruppo Unipol Carlo Cimbri, del principe Alberto di Monaco, di Gianni Infantino, Sebastian Coe e Thomas Bach, insieme a esponenti delle istituzioni italiane e del mondo imprenditoriale. Tra gli intervenuti: Marco Tronchetti Provera, Diego Della Valle, Gerardo Braggiotti, Geronimo La Russa (presidente ACI), Renato Cortese (Polizia di Stato), Eugenio Patanè (assessore alla Mobilità di Roma Capitale).

Al centro del confronto, la necessità di passare dalle dichiarazioni di principio a un’azione concreta e condivisa, in un contesto in cui l’incidentalità stradale continua a rappresentare una delle principali emergenze globali e in cui le Nazioni Unite hanno fissato, con la Seconda Decade of Action for Road Safety 2021-2030, l’obiettivo di dimezzare morti e feriti gravi entro la fine del decennio.

Nel suo intervento, Carlo Cimbri ha legato il contributo di Unipol a una visione della sicurezza stradale sempre meno limitata alla sola copertura assicurativa e sempre più orientata alla capacità di prevedere i rischi e ridurre i danni prima che si verifichino. In questa direzione si inserisce il valore delle scatole nere installate sui veicoli assicurati, descritte come una vera infrastruttura di sicurezza, utile a trasformare la protezione da passiva a predittiva grazie al patrimonio di dati telematici raccolti. È una prospettiva che si collega anche all’attività del The Urban Mobility Council, il think tank promosso da Unipol, che mette in relazione imprese, istituzioni e comunità scientifica e che, attraverso collaborazioni con il MIT di Boston e il Politecnico di Milano, lavora sull’integrazione tra dati e tecnologie avanzate per supportare decisioni più efficaci in materia di mobilità e sicurezza.

Dalla tavola rotonda è emersa così una linea chiara: la sicurezza stradale non può essere affidata a interventi isolati, ma richiede un ecosistema di cooperazione tra pubblico e privato, una forte spinta educativa e un uso intelligente dell’innovazione, perché la tecnologia, da sola, non salva vite se non viene accompagnata da visione, regole e responsabilità condivise.

 

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