Attestato di rischio: cos’è, a cosa serve e come ottenerlo

30 Mag , 2018  

Tutto quello che c’è da sapere sul documento che sintetizza la storia assicurativa del contraente

Tutti gli automobilisti ricevono l’attestato di rischio alla scadenza della polizza assicurativa, ma di cosa si tratta esattamente e quali informazioni contiene? Facciamo quindi chiarezza su questo documento così importante, per capire a cosa serve e come fare per riceverlo.


Cos’è l’attestato di rischio e perché è così importante

L’attestato di rischio è un documento ufficiale che sintetizza la storia assicurativa del contraente della polizza. Al suo interno si trovano tutte le informazioni relative al numero di sinistri negli ultimi 5 anni e alla classe di merito del guidatore.

Grazie a questi dati, ogni compagnia assicurativa è in grado di valutare la sinistrosità del cliente e quindi il rischio connesso alla stipula della polizza RC auto. Solo se in possesso delle informazioni e dei documenti necessari, l’assicuratore può procedere al calcolo del preventivo.

Le informazioni contenute nell’attestato di rischio sono:

  • I dati anagrafici del proprietario del veicolo;
  • La targa o il numero di telaio del veicolo;
  • Il numero di polizza;
  • La scadenza del contratto di assicurazione di responsabilità civile;
  • Il periodo di osservazione, che non supera mai i 5 anni;
  • La classe di merito, sia quella di provenienza che quella attuale;
  • La classe universale (CU), ovvero la classe bonus malus di conversione universale assegnata al guidatore;
  • L’elenco degli incidenti degli ultimi 5 anni, dove si specifica quali sono a responsabilità principale e quali a responsabilità paritaria.

A cosa serve l’attestato di rischi

Grazie all’attestato di rischio si può chiedere un preventivo alla compagnia assicurativa e stipulare un nuovo contratto di assicurazione. Grazie all’attestato di rischio e alle informazioni relative al veicolo, sarà possibile ottenere il preventivo dell’assicurazione e decidere se stipulare una nuova polizza per auto e moto oppure procedere al rinnovo.

Questo documento è molto utile tutte le volte che si vuole cambiare compagnia assicurativa. Il preventivo sarà sempre calcolato sulla base di dati oggettivi e senza alcuna discrezionalità da parte del preventivatore. Quindi l’attestato di rischio rappresenta uno strumento di tutela del consumatore, che può contare anche su una maggiore concorrenza.

Ogni attestato di rischio ha una validità di 5 anni e va modificato con cadenza regolare. In caso di sinistro, la compagnia aggiorna lo storico degli incidenti, così le informazioni contenute al suo interno sono sempre attuali.

Come ottenere l’attestato di rischio

Prima del 2015, alla scadenza della polizza la compagnia assicurativa aveva l’obbligo di consegnare al contraente una copia cartacea dell’attestato di rischio. In questo modo il cliente poteva chiedere il calcolo del preventivo ad altre compagnie assicurative e scegliere quella più conveniente.

Dal luglio 2015 è entrata in vigore la dematerializzazione dell’attestato di rischio. Il nuovo art.134 del Codice delle Assicurazioni ha quindi sostituito l’attestato di rischio cartaceo con quello in formato elettronico, che offre maggiori garanzie di incorruttibilità e trasparenza.

Nonostante la modifica della normativa, ancora oggi le compagnie assicurative devono consegnare al cliente l’attestato di rischio almeno 30 giorni prima della scadenza, ma la novità è che possono inviarlo anche tramite posta elettronica o PEC, senza bisogno di spedire il cartaceo.

Tramite il sito web o lo smartphone, il contraente può consultare il suo attestato di rischio in ogni momento. Non avrà bisogno, quindi di attendere gli ultimi giorni prima della scadenza della polizza e in ogni caso potrà anche rivolgersi alla compagnia per avere una copia cartacea, che avrà solo una finalità informativa.

Cosa cambia con la dematerializzazione dell’attestato di rischio

Ogni compagnia assicurativa deve caricare il documento in un archivio telematico gestito dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) e controllato dall’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS). Le informazioni contenute nell’attestato di rischio sono quindi memorizzate in un’apposita banca dati controllata dall’IVASS.

La sostituzione del documento cartaceo con quello digitale ha finalmente messo fine a numerose frodi. Alcuni automobilisti disonesti avevano l’abitudine di falsificare l’attestato di rischio e presentarlo alle compagnie assicuratrici, allo scopo di ottenere un premio assicurativo più basso.

Negli anni si sono registrate delle truffe anche da parte di qualche intermediario che ometteva l’aggiornamento dei sinistri nell’attestato di rischio. Le compagnie assicurative, per ottenere la tutela legale per i danni causati da questi comportamenti fraudolenti, hanno presentato denuncia contro questi broker.

Smascherare queste frodi era molto difficile, perché fino al 2015 non esisteva un modo per verificare la veridicità delle informazioni. Al contrario, oggi le compagnie assicurative hanno a disposizione un archivio telematico e possono scaricare l’attestato di rischio direttamente dalla banca dati, così da avere la certezza che si tratta di dati veritieri.

I controlli da parte dell’IVASS vigilano costantemente sulla genuinità delle informazioni e sono un ottimo strumento anche per prevenire eventuali frodi in caso di intermediazione assicurativa. Da quando attestato di rischio e contrassegno assicurativo sono diventati digitali, si è registrata una netta diminuzione delle truffe da denunciare.

Tutte le volte che il cliente vuole ottenere il preventivo da una nuova compagnia assicurativa, non deve più richiederlo al precedente assicuratore per consegnarlo al nuovo, perché il documento è disponibile in formato elettronico all’interno dell’archivio.

L’attestato di rischio e il calcolo del preventivo

L’attestato è uno dei documenti più importanti al fine di determinare il premio assicurativo che si andrà a pagare. Se negli ultimi 5 anni il proprietario del veicolo non ha avuto neanche un incidente, questo comportamento virtuoso viene premiato dalla compagnia con un certo risparmio.

Anche la classe di merito contribuisce a determinare l’importo da pagare. Si tiene conto in particolare non solo della classe attuale, ma anche di quella di provenienza. Un eventuale peggioramento della classe di merito viene chiaramente valutato in modo negativo e comporterà l’applicazione di tariffe più elevate.

Ci sono anche altri fattori che influiscono sul calcolo del preventivo, come le caratteristiche del veicolo assicurato (a seconda che si tratti di auto, moto, ciclomotore o di autocarro) e l’anno di immatricolazione indicato nel libretto di circolazione. Se si inseriscono dei servizi plus, come l’assistenza stradale o la polizza cristalli, anche l’importo del piano assicurativo cresce, ma si tratta di garanzie che si rivelano molto utili in caso di necessità.

Prima di accettare un preventivo, il cliente dovrebbe sempre leggere i fascicoli informativi e valutare bene tutte le condizioni previste dal contratto, come ad esempio i massimali previsti oppure la possibilità di sospendere la polizza, così da non avere sorprese quando il contratto è ormai sottoscritto.

Le nuove norme in tema di attestato di rischio dinamico

Nell’aprile 2018 la normativa in materia di attestato di rischio è stata ulteriormente aggiornata da un recentissimo provvedimento. Per valutare in maniera esatta la sinistrosità del conducente, è necessario tenere conto anche dei sinistri pagati poco prima della scadenza del contratto e di quelli pagati dopo la scadenza, che in genere sono chiamati sinistri tardivi.

Inoltre si terrà conto anche degli incidenti pagati sulla base di una polizza temporanea, di durata inferiore a un anno. La maggiore precisione dell’attestato di rischio andrà a beneficio di tutti gli assicurati virtuosi e invece penalizzerà chi adotta comportamenti fraudolenti.

Con l’ultima modifica legislativa, l’attestato di rischio diventa dinamico e ancora più fedele alla situazione assicurativa del contraente, anche di quella più recente.

Cosa fare in caso di anomalie dell’attestato di rischio

Le nuove disposizioni impongono quindi alle compagnie assicurative di aggiornare costantemente l’attestato di rischio e la possibilità che si presentino delle anomalie è davvero remota. Nel caso in cui la posizione assicurativa del contraente non sia presente nella banca dati, si può seguire una semplice procedura per regolarizzarla.

Il cliente dovrà rivolgersi all’ufficio indicato nell’informativa precontrattuale e compilare una dichiarazione scritta, in modo tale da riscostruire la sua storia assicurativa e completare le informazioni con i dati mancanti. L’assicurato potrà anche chiedere l’aggiornamento della banca dati alla precedente compagnia assicurativa.

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