Ciclomotore o motociclo: qual è la differenza?

2 Nov , 2021  

I veicoli a due ruote differiscono per dimensione di cilindrata e velocità massima raggiungibile. Vediamo le differenze e cosa stabilisce la normativa, per poterli guidare

Il ciclomotore è un veicolo a motore a due o tre ruote, a bassa potenza, con una cilindrata non superiore ai 50 centimetri cubici (cc). Il motociclo, anche detto motocicletta, invece è un veicolo a due ruote, con o senza carrozzeria che appartiene alla categoria dei motoveicoli per il trasporto di due persone, conducente e passeggero, con una cilindrata superiore ai 50 cc. Come ogni altro veicolo in circolazione, entrambe queste categorie di mezzi omologati devono rispettare i requisiti imposti dal Codice della Strada. Vediamo le loro caratteristiche e in cosa si differenziano.

La cilindrata non può superare i 50 cc e la velocità deve essere inferiore ai 45 km orari

A differenza del ciclomotore, la cilindrata può essere maggiore di 50 cc e superare i 45 km orari

Indossate sempre il casco, documenti in ordine, targa leggibile e guida prudente

La copertura assicurativa è obbligatoria per tutte le categorie di veicoli a due ruote

Quali sono le caratteristiche di un ciclomotore

Il ciclomotore è comunemente chiamato “cinquantino”, proprio perché la sua cilindrata non può superare i 50 centimetri cubici. La sua velocità massima è di 45 km/h ed è un limite valido sia su strada urbana che su strada extraurbana. L‘età minima per guidare i ciclomotori è di 14 anni, e se non si ha la patente di guida è necessario superare un esame per il rilascio del Certificato di Idoneità.

Per guidarlo quindi è necessario possedere la cosiddetta Patente AM detto anche patentino ciclomotore. Per tutti i documenti necessari per poter accedere all’esame, bisogna rivolgervi alla motorizzazione civile o a una scuola guida.

La revisione è obbligatoria dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni.

Che cos’è e come si riconosce un motociclo

I motocicli si differenziano dai ciclomotori per alcune importanti caratteristiche: hanno una cilindrata superiore ai 50 cc e possono superare la velocità di 45 Km, sempre rimanendo nei limiti imposti dal Codice della Strada. Se la cilindrata è superiore ai 125 cc. è necessario essere in possesso della patente A. Ai motocicli è concessa la circolazione su strade urbane ed extraurbane, ma per le autostrade è necessario che la cilindrata sia pari ad almeno 150 cc per assicurare che il mezzo non sia troppo lento, e abbia a disposizione la potenza sufficiente per non essere d’intralcio alla circolazione veloce delle altre vetture.

I motocicli destinati all’uso stradale sono di diverse categorie: i più noti sono i naked, privi quasi completamente di carene, i cruiser con motori di grossa cilindrata e accessoriati per viaggi a lunghe tratte, i race che riprendono le linee delle moto da competizione, e le enduro. Invece i motocicli ad uso da fuoristrada sono, ad esempio, le motocross per i percorsi sterrati e sconnessi.

Tutte le tipologie di motoveicoli, compresi i motocicli, devono rispettare anche dei limiti di dimensioni: non possono superare 1,60 m di larghezza, 4,00 m di lunghezza e 2,50 m di altezza. La massa complessiva a pieno carico di un motoveicolo non può eccedere 2,5 t.

Ciclomotore e motociclo: quali sono le buone norme

Vi sono alcune buone norme sempre valide da seguire per guidare i veicoli a due ruote. Per i ciclomotori oltre alla documentazione necessaria da portare sempre con sé – documento di identità personale, certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o patente di guida della categoria A, certificato di circolazione e certificato di assicurazione obbligatoria – bisogna mantenere il numero di targa sempre leggibile e pulito. In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione della targa, l’intestatario deve, entro 24 ore, farne denuncia agli organi di Polizia e richiedere una targa nuova.

Per poter circolare con motocicli di cilindrata fino a 125 cc e di potenza fino a 11kW il conducente deve avere con sé la patente di guida della categoria A1, la carta di circolazione sulla quale sono riportati i dati costruttivi e di identificazione del veicolo, il numero di targa, i dati del proprietario, e il certificato di assicurazione obbligatoria.

Guidando un ciclomotore a due ruote o un motociclo, bisogna sempre indossare il casco protettivo, avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe, e stare seduti in posizione corretta, tenendo ben stretto il manubrio con ambedue le mani, senza distrarsi.

Bisogna sempre evitare di sollevare la ruota anteriore, le cosiddette impennate, molto frequente tra adolescenti. È vietato trainare o farsi trainare da altri veicoli o trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sua sagoma oltre i 50 cm.

Non guidate mai in modo superficiale e spericolato procedendo a zig zag, col serio rischio di confondere i conducenti degli altri veicoli, compromettendo la sicurezza stradale.

Non manomettere la marmitta per alterare la prestazione della moto, e posizionare sempre lo specchietto retrovisore in modo corretto.

Assicurazione e sanzioni per ciclomotori e motocicli

Il Codice della Strada impone a tutti i veicoli che debbano circolare su strada la copertura assicurativa, compresi i ciclomotori e i motocicli, per tutelarsi in caso di sinistro stradale o danni.

L’articolo 193 stabilisce che i veicoli a motore senza guida di rotaie, compreso i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa. Un obbligo che si estende anche all’interno di aree private, come ha stabilito recentemente la Corte di Cassazione. La circolazione o lo stazionamento di un veicolo in proprietà private comporta l’obbligo di assicurazione, ad esempio in un cortile condominiale o nel vialetto di casa, o in un parcheggio privato, prevedendo così una protezione ulteriore in caso di incidente, anche in zone ritenute solitamente a basso rischio.

Per motociclisti senza la copertura dell’assicurazione sono previste delle sanzioni amministrative di una somma da 849,00 ad euro 3.396,00 oltre alla perdita di 5 punti sulla patente. La multa è ridotta alla metà se si provvede ad assicurare il veicolo tra il 16° e il 30° giorno dopo la scadenza della vecchia polizza, ossia dopo i 15 giorni di tolleranza, in cui l’assicurato è comunque protetto dalla propria compagnia.

La multa si riduce della metà anche se, entro 30 giorni dalla contestazione della violazione, si provvede alla demolizione e radiazione della moto.

Bisogna fare attenzione in quanto chi viene sorpreso a circolare per almeno due volte senza assicurazione nell’arco di un biennio, pagherà una multa doppia (quasi 6.800,00 euro), oltre alla sospensione la patente fino a due mesi. In più, dopo il pagamento della sanzione, è disposto anche il fermo amministrativo della moto per 45 giorni.

Il mezzo potrà tornare a circolare quando il motociclista provvederà al pagamento della multa e a versare il premio assicurativo, oltre a farsi carico delle spese di prelievo, trasporto e custodia del motociclo sequestrato.

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