Come viene comunicata la decurtazione dei punti

4 Mar , 2019  

La decurtazione dei punti della patente va comunicata dalle autorità competenti. Scopri cosa fare quando ciò non avviene e come conoscere il saldo punti

Ogni infrazione del Codice della Strada comporta delle sanzioni e una di queste è la decurtazione dei punti della patente di guida. Gli organi competenti sono tenuti a comunicare la variazione dei punti al trasgressore, così che possa attivarsi per il recupero dei punti persi.

Come avviene la comunicazione della decurtazione punti? Oggi scopriremo le modalità usate dall’autorità che ha accertato l’infrazione, cosa avviene se la comunicazione non arriva e quali sono gli adempimenti richiesti per il proprietario del veicolo.

Ecco chi e come invia la comunicazione al trasgressore

Conoscere il saldo punti quando la comunicazione non arriva

Tutto quello che devi sapere sull’obbligo di comunicazione a carico del proprietario del veicolo

Scopri l’iter da seguire per il recupero dei punti


Come avviene la comunicazione

Quando commetti un’infrazione e questa ti viene contestata immediatamente dalla polizia stradale, ti viene consegnata anche una copia del verbale. All’interno del verbale troverai diverse indicazioni, come il tipo di violazione, la sanzione amministrativa prevista ed eventuali sanzioni accessorie.

La decurtazione dei punti della patente è la sanzione accessoria più frequente e il modo più rapido per venirne a conoscenza è proprio la notifica del verbale. È importante precisare che il verbale della contravvenzione non è una comunicazione ufficiale in merito alla decurtazione dei punti.

Infatti, l’iter è più complesso di quello che sembra. L’organo competente che ha accertato l’infrazione deve comunicare l’infrazione entro 30 giorni all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, dove verrà aggiornato il saldo punti.

I 30 giorni decorrono dalla data del pagamento della sanzione oppure dalla scadenza prevista per i ricorsi (rispettivamente di 30 e 60 giorni a seconda se il ricorso venga presentato al giudice di pace oppure al prefetto). In caso di presentazione del ricorso, l’autorità competente dovrà attendere l’esito del ricorso e comunicare solo dopo la decurtazione dei punti all’anagrafe degli abilitati alla guida.

Sarà poi un funzionario della stessa anagrafe a comunicare per iscritto al trasgressore la decurtazione dei punti. Questa è la comunicazione ufficiale che il conducente deve tenere in considerazione per valutare se attivarsi per recuperare i punti persi oppure no.

La normativa non specifica quali siano le tempistiche per l’invio di questa comunicazione, ma afferma solo che si tratta di una comunicazione obbligatoria. In teoria la raccomandata che avvisa della decurtazione potrebbe arrivare anche dopo settimane o mesi.

Mancata comunicazione: cosa fare

Può capitare che l’automobilista non abbia ricevuto a casa la comunicazione relativa alla decurtazione dei punti, sebbene la stessa norma preveda che la comunicazione sia obbligatoria.

Alcuni conducenti hanno colto la palla al balzo e hanno impugnato il provvedimento di decurtazione punti, nella speranza che il giudice annullasse la sanzione accessoria. La questione è piuttosto dibattuta in giurisprudenza, infatti secondo la Corte di Cassazione il mancato invio della comunicazione non è causa di nullità della sanzione, ma una recente sentenza del TAR Umbria è di diverso avviso.

Il conducente che ha già subito la perdita di alcuni punti a causa di una contravvenzione e che viene beccato di nuovo in eccesso di velocità dall’autovelox, si vede recapitata a casa la seconda multa, ma in mancanza della comunicazione di decurtazione punti, potrebbe anche ritrovarsi con il punteggio azzerato e neppure saperlo.

La tabella delle penalità prevede che per ogni infrazione si possano perdere da 1 a 10 punti. In ogni caso il conducente non può perdere più di 15 punti in una sola volta, a meno che non si tratti di violazioni che comportano la sospensione o la revoca della patente.

Ogni neopatentato riceve 20 punti al momento del conseguimento della patente, ma il saldo si aggiorna periodicamente. I punti si perdono in caso di infrazioni stradali, ma si possono anche guadagnare 2 punti se trascorrono 2 anni senza che l’automobilista abbia commesso un’infrazione. Il numero massimo di punti che si possono accumulare è pari a 30.

Questa continua variazione del punteggio e il mancato invio della comunicazione, possono generare diversi dubbi ed è per questo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso il Portale dell’Automobilista, permette di verificare il numero di punti della patente. In alternativa alla verifica online, si può anche telefonare da rete fissa al numero 848 782 782 e conoscere il saldo punti al costo di una telefonata urbana.

Cosa accade quando il proprietario del mezzo è diverso dal conducente

La contestazione dell’infrazione non viene effettuata sempre dai vigili urbani o dagli agenti di polizia, perché la violazione può essere rilevata anche dall’autovelox oppure da un tecnologico semaforo T-red.

Se non è stato l’occhio umano a cogliere sul fatto il trasgressore, la contestazione non è immediata, ma il proprietario del veicolo riceverà a casa il verbale della contravvenzione e in un secondo momento la comunicazione relativa alla decurtazione dei punti.

Può accadere che il proprietario del mezzo non sia il conducente e quindi è necessario inviare i dati dell’effettivo guidatore e una copia dei suoi documenti, così che i punti della patente siano decurtati dal suo saldo e non da quello del proprietario del veicolo.

In ogni caso è obbligatorio per il proprietario comunicare chi fosse alla guida del veicolo altrimenti verrà sanzionato con una multa da 286 a 1.143 euro. Il periodo di tempo utile per comunicare i dati del conducente è pari a 60 giorni e il destinatario è l’autorità che ha contestato la violazione (nella maggior parte dei casi si tratta della polizia municipale del Comune di riferimento).

Il proprietario del veicolo che non abbia inviato la comunicazione obbligatoria, può evitare la multa solo se riesce a provare di non aver provveduto per “giustificato e documentato motivo”.

Recuperare i punti persi

Chi abitualmente rispetta le regole sulla circolazione stradale, non ha motivo di temere che il suo saldo punti si azzeri del tutto. Basta adottare un comportamento responsabile e non commettere infrazioni in un biennio, per essere premiati con 2 nuovi punti della patente.

Il rischio di ritrovarsi con un saldo punti pari a zero è più facile per gli automobilisti un po’ più spericolati o distratti, che di tanto in tanto violano alcune norme del Codice della Strada. Con un saldo azzerato si può guidare solo per 30 giorni di tempo, entro i quali bisogna provvedere alla revisione della patente. In mancanza della revisione, è prevista la sospensione della patente.

Per fortuna il funzionamento della patente a punti prevede anche delle modalità per il recupero dei punti persi, come i corsi di recupero presso le autoscuole presenti sul territorio italiano. La frequenza di un corso di 12 ore può far recuperare fino ad un massimo di 6 punti.

Il funzionamento della patente a punti è quindi meritocratico, ma al tempo stesso viene incontro anche agli automobilisti meno virtuosi che perdono molti punti e hanno bisogno di recuperarli.

Durante i primi anni c’era molta incertezza sulle modalità per riavere i punti persi, ma il sistema è ha ormai superato la fase di rodaggio e le stesse autoscuole si sono subito organizzate per la creazione dei corsi di recupero.

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