In cosa consiste la revisione della patente di guida

28 Set , 2018  

La revisione della patente è un provvedimento molto frequente. Scopri che cosa comporta, quando è prevista e quali sono i tempi e i costi da affrontare

Prima o poi il momento della revisione della patente di guida arriva per tutti gli automobilisti, che devono quindi affrontare la visita medica e a volte anche una prova teorico-pratica. Si tratta di una procedura prevista dalla legge per confermare il possesso dei requisiti fisici psichici di idoneità alla guida. Scopriamo insieme i dettagli delle revisione della patente, quando è necessaria e se è possibile evitarla.

Cosa comporta il provvedimento di revisione

Tutte le ipotesi previste dalla legge

Ecco quanto ti costa la revisione

I rimedi e le conseguenze per chi vuole evitare la revisione


In cosa consiste la revisione della patente

Le revisione della patente serve per verificare che il guidatore abbia ancora i requisiti per mettersi alla guida di auto e moto e consiste in esami medici e/o di idoneità tecnica. In alcuni casi è necessario solo sottoporsi a controllo medico e questa è senza dubbio l’ipotesi più frequente.

In altri si richiede all’automobilista anche di sostenere un esame teorico-pratico molto simile a quello previsto per ottenere la patente di guida per la prima volta.

Le autorità che possono disporre la revisione della patente sono il Prefetto e la Motorizzazione Civile, che intervengono tutte le volte in cui esista un dubbio in merito alla capacità del titolare della patente di guidare senza creare pericoli. Si tratta quindi di un provvedimento di natura cautelare.

I motivi che rendono necessario l’esame di revisione possono essere diversi, ma in qualche modo sono tutti legati alla necessità di garantire la sicurezza sulle strade. Infatti, qualora il conducente non fosse più in possesso dei requisiti di idoneità per guidare, potrebbe mettere in pericolo se stesso e gli altri utenti della strada.

Per scongiurare questo rischio, si richiede quindi una verifica, che può consistere in esami di diverso tipo. Il mancato superamento di questi esami comporta delle conseguenze che non sono affatto piacevoli per l’automobilista.

Nell’ipotesi migliore si prevede solo la sospensione della patente, che potrà riacquistare la sua validità non appena il conducente torni in possesso dei requisiti necessari per guidare. Nel peggiore dei casi viene disposta la revoca della patente e dovranno passare almeno 2 anni per ottenere di nuovo il titolo di guida.

Dopo aver spiegato in cosa consiste la revisione della patente, entriamo più nel dettaglio per scoprire le ipotesi in cui viene disposta dalle autorità competenti.

Quando si fa la revisione della patente e perché

Il caso più frequente di revisione della patente è quello della scadenza del documento. La validità della patente, infatti, è limitata nel tempo e a scadenze prefissate bisogna dimostrare di essere ancora in possesso dei requisiti per guidare veicoli.

In queste ipotesi si parla nello specifico di rinnovo della patente. Alla scadenza del documento, ogni automobilista deve sottoporsi ad una visita medica, che consiste in particolar modo in un esame della vista da parte di un medico dell’ASL o autorizzato dalla Motorizzazione Civile.

Presso gli uffici della Motorizzazione sono disponibili gli elenchi dei medici e degli studi abilitati a effettuare la visita e rilasciare la relativa certificazione.

Il medico deve effettuare anche dei test visivi sulla sensibilità al contrasto, sulla visione crepuscolare, sulla sensibilità all’abbagliamento e sui relativi tempi di recupero.

In caso di esito positivo, verrà rilasciato un certificato medico che attesta l’idoneità psicofisica alla guida. L’esito negativo dell’accertamento comporta la sospensione della patente o la sua revoca.

Per interrompere il periodo di sospensione e riavere la patente, nel primo caso sarà necessario dimostrare i requisiti visivi alla visita successiva presso la commissione medica locale, mentre nel secondo bisogna sottoporsi di nuovo all’esame di idoneità per conseguire l’abilitazione alla guida.

Le revisioni delle patenti sono previste anche quando il conducente è coinvolto in un incidente stradale che ha comportato lesioni gravi alle persone. Questa fattispecie è prevista dall’art. 28 del Codice della Strada, che non lascia scampo agli automobilisti che guidano in modo distratto o imprudente.

Ancora più grave è l’ipotesi della revisione richiesta per guida in stato di ebbrezza o nel caso di chi risulta aver assunto sostanze stupefacenti. In questi casi è più che legittimo avere dei dubbi in merito ai requisiti di idoneità alla guida.

Chi commette una serie di infrazioni che portano all’azzeramento dei punti della patente, deve sottoporsi di nuovo all’esame di teoria e pratica presso un’autoscuola. La prova teorica consiste in un quiz che rappresenta un estratto delle domande per il conseguimento della patente.

Ad esempio, chi deve revisionare la patente C1 e C1E, con codice unionale 97, dovrà rispondere a 30 domande in 30 minuti e gli errori concessi saranno solo 3.

Anche la prova pratica a fianco di un istruttore è molto simile a quella prevista per chi vuole conseguire il titolo di guida per la prima volta. L’unica differenza è che non è necessario che il veicolo sia dotato di doppi comandi.

Chi deve sostenere la prova pratica deve portare con sé la patente oppure il permesso provvisorio che abilita alla guida rilasciato dalla Motorizzazione Civile.

Costi e tempistiche della revisione della patente

La revisione della patente comporta il pagamento di 10,20€ da versare sul conto corrente postale 9001 e intestato al Ministero dei Trasporti. È necessario anche pagare l’imposta di bollo di 16,00€ sul c/c postale 4028 e intestato al Dipartimento dei Trasporti Terresti.

Entrambi i bollettini postali sono disponibili, già precompilati, presso tutti gli uffici postali, visto che la revisione della patente è un adempimento molto frequente.

A questi costi si aggiungono anche quelli relativi alla visita medica, pari a 30€ da versare a favore degli uffici sanitari che fanno capo al Ministero della Salute.

Chi viene raggiunto da un provvedimento di revisione della patente, ha 30 giorni di tempo per chiedere di sostenere la prova teorico-pratica.

L’istanza è valida per un anno e va corredata dall’eventuale certificato di idoneità psico-fisica, qualora sia richiesto, e da una copia dello stesso provvedimento. La documentazione va quindi trasmessa alla Motorizzazione Civile.

Come opporsi alla revisione

L’art. 204 bis del Codice della Strada prevede che il provvedimento di revisione della patente possa essere impugnato entro 30 giorni dalla notifica presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’automobilista ha anche l’opportunità di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) e in questo caso le tempistiche per la presentazione si allungano fino a 60 giorni. Una sentenza della Cassazione ha infatti stabilito che il provvedimento di revisione rappresenta un atto discrezionale della Pubblica Amministrazione e quindi la competenza spetta al TAR.

Gli automobilisti che non intendono affrontare la revisione della patente, dovrebbero sempre presentare ricorso. Infatti, ignorare il provvedimento di revisione può avere gravi conseguenze.

Chi guida con la patente sospesa va incontro a multe molto salate: l’importo parte da 164€ e può arrivare fino a 663€, ma si rischia anche il ritiro della patente.

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