Quali sono i rischi della guida in stato di ebbrezza

29 Giu , 2018  

Chi guida sotto l’effetto di alcol va incontro a conseguenze di vario tipo, dall’applicazione di sanzioni pecuniarie a vere e proprie sanzioni penali. Anche chi viene condannato ha comunque la possibilità di riavere la patente revocata: basterà solo conoscere la procedura e seguire un determinato iter

La guida in stato di ebbrezza comporta dei rischi molto gravi per lo stesso conducente, i suoi passeggeri e tutti gli utenti della strada. Si tratta di un comportamento che spesso è preso alla leggera, ma può avere conseguenze molto serie sull’incolumità delle persone, oltre a comportare pesanti sanzioni penali.

Ma cosa rischia esattamente chi si mette al volante con un tasso alcolemico superiore a quello consentito dalla legge? Rispondiamo a questa e altre domande e proviamo a capire come fare per riavere la patente di guida dopo il suo ritiro.

Tutte le conseguenze a cui va incontro chi guida sotto l’effetto di alcol

Scopri quando la violazione costituisce reato e quando no

Ecco tutte le sanzioni previste dalla legge

Tutto quello che devi sapere per avere la tua patente indietro dopo la revoca

Scopri le conseguenze economiche della guida in stato di ebbrezza che riguardano il contratto di assicurazione

Cosa comporta la guida in stato di ebbrezza

Guidare dopo aver bevuto può avere conseguenze molto simili all’assunzione di sostanze stupefacenti e alcune di queste riguardano un’alterazione dello stato psicofisico, della capacità di concentrazione e dei riflessi. La soglia di attenzione si riduce e anche la percezione del pericolo si abbassa. È facile capire che quando si sottovaluta il pericolo e non sia ha la prontezza per reagire, le conseguenze possono essere disastrose.

Spesso la guida in stato di ebbrezza diventa conseguenza di altre violazioni del codice della strada, come l’eccesso di velocità e la guida pericolosa. Il rischio di causare un incidente in queste condizioni sale vertiginosamente.

Le conseguenze sono anche di ordine economico e legate non solo alle sanzioni pecuniarie previste, ma anche alla possibilità che la compagnia assicurativa eserciti il diritto di rivalsa, laddove previsto dalle condizioni contrattuali, e quindi chieda al contraente di rimborsare la somma pagata per la liquidazione del danno.

In alcuni casi la guida in stato di ebbrezza rappresenta anche un vero e proprio reato e costringe il conducente ad affrontare una procedura penale che, in caso di piena condanna, può aggravare ulteriormente la sua posizione.

La scelta di bere alcolici prima di guidare può avere quindi conseguenze devastanti sulla vita del guidatore, ma anche su quella di altre persone, che rischiano serie lesioni e nei casi più gravi anche la vita.

Come per tutte le violazioni del Codice della Strada, anche la guida in stato di ebbrezza comporta la perdita dei punti della patente. Seppure significativa, a paragone con le altre conseguenze di natura economica e penale, si tratta probabilmente di quella più lieve.

Guida in stato di ebbrezza: quando è reato

La guida in stato di ebbrezza non rappresenta sempre reato, ma solo nelle ipotesi più gravi. Il legislatore fa dipendere la gravità delle sanzioni dalla quantità di alcol rilevata nel conducente attraverso l’etilometro oppure mediante un prelievo di sangue.

Se l’alcoltest è positivo e dai risultati emerge che il guidatore ha assunto bevande alcoliche al di sopra del limite consentito, i carabinieri o le altre forze dell’ordine possono infatti chiedere esami più approfonditi in ospedale, così da eliminare ogni dubbio e confermare la validità dei risultati dell’alcoltest.

La Corte di Cassazione ha chiarito più di una volta che anche il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest da parte dell’automobilista fermato per un controllo, costituisce reato. Per evitare di incorrere in sanzioni prima ancora degli accertamenti, l’automobilista ha la facoltà di avanzare la richiesta di farsi assistere da un legale. L’avvocato guiderà quindi il conducente verso le decisioni per lui più convenienti, anche se dovesse risultare responsabile di un sinistro stradale.

Se il tasso alcolemico rilevato va da 0,5 grammi/litro a 0,8 grammi/litro, non si parla ancora di reato e la sanzione amministrativa, anche se piuttosto severa, non ha carattere penale. Questo significa che il conducente non dovrà presentarsi in tribunale per il relativo procedimento.

Siamo invece in presenza di un illecito penale quando il tasso alcolemico supera gli 0,8 grammi/litro. In presenza di determinate condizioni l’automobilista, anche se ha commesso reato, può evitare le pene più severe e ottenere la loro conversione in lavori di pubblica utilità.

Il sicuro ravvedimento del conducente e il suo impegno in questi lavori socialmente utili, possono anche indurre il giudice penale a dichiarare estinto il reato. È necessario in questi casi che il soggetto usufruisca di questo beneficio per la prima volta.

In tutte le ipotesi in cui l’automobilista è coinvolto in un processo penale, è consigliabile per lui farsi assistere da un legale, che possa rappresentarlo in giudizio e consigliare quali strade intraprendere nel corso del procedimento.

Le sanzioni per guida in stato di ebbrezza

La gravità delle sanzioni previste dalla legge è legata, come dicevamo, al tasso alcolemico registrato al momento dei controlli. L’ipotesi più lieve è quella di un valore che oscilla tra gli 0,5 grammi/litro e gli 0,8 grammi/litro e in questo caso può essere applicata un’ammenda che parte da 532 euro e può raggiungere i 2.127 euro. Il guidatore può subire anche la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Se il tasso alcolemico supera gli 0,8 grammi/litro e raggiunge il valore di 1,5 grammi/litro si tratta di un reato penale e in questi casi le multe partono da 800 euro e arrivano fino a 3.200 euro, ma a questa pena molto severa si aggiunge anche la misura della sospensione della patente da 6 a 12 mesi e l’arresto fino a 6 mesi.

Gli articoli 186 e 186 bis prevedono un’ipotesi ancora più grave, che si verifica quando il tasso alcolemico si supera il valore di 1,5 grammi/litro. La multa diventa davvero salata, perché parte da 1.500 euro e raggiunge i 6.000 euro.

Anche le pene accessorie in questo caso sono molto severe: la patente può essere sospesa da 1 a 2 anni e si può prevedere anche l’arresto da 6 mesi a un anno.

Esistono anche delle circostanze aggravanti che inaspriscono ulteriormente le pene. Se il proprietario dell’auto è una persona estranea all’illecito, raddoppia il periodo di sospensione della patente. In caso di recidiva negli ultimi 2 anni si può avere anche patente revocata e arrivare al sequestro, che in caso di sentenza di condanna porta alla confisca del veicolo. Questo significa che l’automobilista perde la proprietà del mezzo.

Un’altra aggravante è la guida in stato di ebbrezza di notte e in particolare tra le 22 e le 7 del mattino.

Il conducente ubriaco che causa un incidente, subisce anche il fermo amministrativo, tranne che il veicolo appartenga ad una persona estranea ai fatti.

Guida in stato di ebbrezza: come riavere la patente

Tra le sanzioni previste in caso di guida in stato di ebbrezza, la revoca della patente è una di quelle che risulta essere più fastidiose per il conducente che è abituato a spostarsi autonomamente con la propria vettura.

L’accertamento della violazione comporta l’onere per le forze dell’ordine di tramettere il relativo verbale all’ufficio del Prefetto entro 5 giorni e sarà lui stesso a decidere in merito alla sospensione della patente di guida. La decisione viene pronunciata entro il termine di 15 giorni e può prevedere anche l’annullamento definitivo della patente.

Contro la decisione del Prefetto è possibile presentare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla notifica della condanna. In alternativa ci si può rivolgere al giudice di pace o al Ministero dell’interno entro 30 giorni.

La revoca della patente rappresenta tra l’altro giusta causa di licenziamento, ma è comunque possibile chiedere al Prefetto un permesso speciale per rispettare gli impegni lavorativi oppure per un’altra importante esigenza (ad esempio di salute o studio).

Anche chi è stato condannato alla revoca può comunque riavere la patente, ma deve armarsi di molta pazienza perché la condanna ha una certa durata e l’attesa potrebbe essere lunga. Per ottenere una nuova patente è necessario aspettare ben 3 anni dalla pronuncia.

L’iter da seguire è lo stesso di quello previsto per i neopatentati. Bisogna quindi superare positivamente sia l’esame presso la scuola guida che la visita medica. Il conducente in possesso della nuova patente, è considerato neopatentato a tutti gli effetti e quindi dovrà rispettare tutte le limitazioni previste per chi la patente da poco.

Guida in stato di ebbrezza e assicurazione

Alle conseguenze economiche e a quelle di carattere penale, si possono aggiungere anche dei grattacapi relativi all’assicurazione. La polizza stipulata dal conducente prevede infatti, un diritto di rivalsa a favore dell’assicurazione in presenza di determinate ipotesi e una di queste è proprio la guida in stato di ebbrezza.

Cosa prevede esattamente la rivalsa RC auto? Qualora l’incidente stradale sia causato dalla guida in stato di ebbrezza dell’automobilista, la compagnia può chiedere il risarcimento della somma versata per liquidare il danno al danneggiato.

L’incidente e la responsabilità dei conducenti ubriachi, andranno inoltre registrati nell’attestato di rischio come tutti gli incidenti con colpa e questo può comportare una variazione della classe universale al momento del rinnovo della polizza o della stipula di un nuovo contratto di assicurazione.

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