Come verificare un fermo amministrativo dell’auto?

4 Nov , 2019  

Una misura sanzionatoria attuata dalla pubblica amministrazione per riscuotere un credito. Il veicolo viene bloccato fino all’estinzione del debito. Ecco di cosa si tratta, cosa comporta come si può risolvere.

Il fermo amministrativo viene predisposto dalla pubblica amministrazione quando un soggetto ha un debito con l’erario e non lo onora. Un procedimento cautelare ed esecutivo normato e regolato da numerose sentenze, tramite il quale si blocca il veicolo finché chi lo subisce non avrà provveduto a estinguere il debito.

Viene utilizzato anche per sanzionare determinate violazioni del codice della strada: dopo l’accertamento ne consegue l’applicazione della sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo.

Vediamo a quali condizioni si applica ai veicoli, come viene notificato e con quali conseguenze.

Un procedimento cautelare ed esecutivo dalle PA per riscuotere un credito.

Quando scatta e con quali conseguenze: veicolo fermo fino all’estinzione del debito

Online o direttamente in ufficio: tutti i modi per verificare l’eventuale fermo sul veicolo

La procedura per revocare il blocco del veicolo e circolare nuovamente senza problemi


Cos’è il fermo amministrativo dell’auto?

Il fermo amministrativo è un procedimento formale cautelare ed esecutivo, un atto della pubblica amministrazione ed enti competenti (Agenzia delle entrate, Comuni, INPS, regioni, Stato, etc…) che prevede specifiche procedure finalizzate al recupero dei crediti. Si tratta di una sanzione che ha conseguenze fortemente limitanti sull’utilizzo di un bene iscritto nel pubblico registro.

Nel caso di un’automobile iscritta al Pubblico Registro Automobilistico, la vettura viene bloccata temporaneamente tramite un atto ufficiale, con l’obiettivo di riscuotere i crediti per il mancato pagamento di tributi e tasse da parte di un contribuente che abbia problemi col fisco, oppure multe relative a infrazioni del codice della strada. Il fermo amministrativo può anche venire utilizzato come sanzione accessoria della sospensione della patente per alcune violazioni al Codice della Strada: anche in questo caso scatta il divieto dell’uso del mezzo.

Cosa comporta il fermo amministrativo dell’auto?

Trattandosi di recupero crediti per conto della pubblica amministrazione il fermo viene attuato da un agente della riscossione, che finora è stata Equitalia.

Fino a quando il debitore subisce il fermo amministrativo la sua auto non potrà circolare, e nemmeno potrà venire esportata all’estero o demolita. Perciò il proprietario non dispone più dell’automobile, almeno fino a quando non avrà saldato il suo debito.

Il blocco del veicolo viene normalmente eseguito dall’agente della riscossione che notifica al debitore una cartella esattoriale. Se nei 60 giorni successivi alla notifica il debito non viene saldato, o in alternativa non ha ottenuto una rateizzazione, una sospensione o un annullamento, scatta la procedura di recupero forzoso.

Affinché un fermo amministrativo sia valido deve essere preceduto da un preavviso di riepilogo al responsabile, nella quale si precisa il tipo di debito e la sua origine, l’importo dovuto, l’anno di riferimento e il numero identificativo della cartella esattoriale, con la data della notifica.

Dal ricevimento del preavviso decorrono ulteriori 30 giorni per il saldare, rateizzare, sospendere o far annullare il debito, altrimenti, qualora la cartella esattoriale rimanesse ancora inevasa, il fermo del veicolo diventerà esecutivo. In caso di rateizzazione dopo il pagamento della prima rata si può chiedere la sospensione del provvedimento, ed evitare così di prolungare il divieto di circolazione.

Un’auto bloccata da un provvedimento di questo tipo può tuttavia essere messa in vendita, perciò l’acquirente deve fare attenzione al passaggio di proprietà. Chi volesse vendere l’auto soggetta a fermo amministrativo, infatti, avrà l’obbligo di comunicarlo all’acquirente interessato che dovrà ricevere tutte le informazioni sulle limitazioni che gravano sul veicolo.

Chi entra in possesso dell’auto con fermo amministrativo non eredita il debito che grava sulla vettura, ma è soggetto ad alcuni vincoli: sebbene si tratti di un bene mobile regolarmente acquistato sul mercato, l’auto non si può utilizzare, non è possibile procedere alla reimmatricolazione, il ritiro non può essere effettuato se è volto a radiazione per esportazione o rottamazione.

Se il compratore dopo l’acquisto dovesse scoprire che l’auto è sottoposta a fermo a sua insaputa, può procedere con l’annullamento della vendita ed eventuale richiesta di risarcimento.

Per quanto riguarda l’assicurazione, in caso di sinistro stradale la compagnia assicurativa potrà rifiutarsi di pagare i danni causati dalla circolazione di un mezzo sottoposto a fermo amministrativo; ipotesi che spesso viene prevista direttamente nei termini del contratto. Inoltre non si può provvedere al pagamento del bollo auto finché non viene revocato il fermo amministrativo.

Come verificare il fermo amministrativo dell’auto

Il provvedimento del fermo amministrativo è iscritto sul Pubblico Registro Automobilistico (PRA), perciò effettuare un controllo è semplice: per verificarne l’esistenza basta una semplice visura della targa, ottenendo tutte le informazioni giuridico-patrimoniali relative all’automobile. E’ possibile verificare il fermo sulla propria automobile in diversi modi.

Si può richiedere online una visura per targa all’ufficio provinciale ACI (che gestisce il PRA). È sufficiente collegarsi al sito dell’ACI e inserire una serie di dati: le modalità di pagamento per ottenere il servizio, dati della fatturazione e in seguito quelli sulla vettura. La visura è opportuna quando si acquista un’automobile, per verificare se c’è un fermo sul mezzo che non permetterebbe al compratore di utilizzarlo.

Se si preferisce verificare personalmente ci si può recare direttamente negli uffici del PRA e richiedere la visura. Se si dispone della tessera dell’Automobil Club, ci si può rivolgere a una delle delegazioni presenti sul territorio nazionale per le verifiche del caso.

E’ bene ricordare che se ci si rivolge ad una delegazione ACI o ad uno studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto), oltre ai costi previsti per legge vanno aggiunti quelli per il servizio di intermediazione.

Come cancellare il fermo amministrativo di un’auto

Per revocare il fermo amministrativo e tornare alla guida del veicolo, il debitore deve saldare il debito con l’erario e presentare alcuni documenti presso la Direzione Provinciale ACI che gestisce il PRA: nello specifico dovrà esibire il provvedimento di revoca in originale, che verrà rilasciato dal concessionario della riscossione, contenente i dati del mezzo, quelli del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione. Il certificato di proprietà o il Certificato di Proprietà Digitale, il modello NP-3 e un documento di identità valido.

La procedura di revoca comporta dei costi: l’imposta di bollo del valore di 32 euro, nel caso in cui si utilizzi il certificato di proprietà per la richiesta di cancellazione. Oppure bisognerà pagare 48 euro utilizzando il modulo NP-3.

Se la richiesta viene accettata si procede alla cancellazione del fermo amministrativo e finalmente si potrà disporre nuovamente del veicolo.

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