Permuta auto: cos’è, come funziona e quando conviene

2 Ott , 2019  

Una soluzione comoda per scambiare l’auto in tempi brevi tra privati, o con un concessionario. Scopri se ti conveniente

Quando si cede la propria auto usata, tra le varie opzioni vi è quella di rivolgersi ad un privato, o a concessionario per stipulare un contratto di permuta auto.

Un’auto usata in cambio di un’auto nuova, oppure in cambio di un’altra auto usata: in entrambi i casi si tratta di uno scambio, al termine del quale non è previsto un corrispettivo in denaro.

Di cosa si tratta e come viene disciplinata dal codice civile

Come scambiare i veicoli tra privati o con la concessionaria

Le condizioni necessarie per un accordo reciprocamente vantaggioso

Acquisto diretto e affidamento in conto vendita tra le varie opzioni commerciali


Cos’è la permuta auto?

La permuta è un istituto disciplinato dall’articolo 1552 del codice civile e prevede che due parti si accordino per lo scambio di beni, in questo caso l’automobile. Per semplificare potremmo dire che è una versione moderna del baratto consensuale tra ogni contraente.

Si tratta di un contratto per formalizzare un accordo volontario fra due parti. Una volta raggiunto il reciproco consenso, i contraenti si impegnano a completare il trasferimento dei veicoli e il passaggio di proprietà.

Il contratto che regolamenta l’istituto della permuta può essere assimilato a quello della compravendita, con una fondamentale differenza: nella permuta non è previsto il corrispettivo in denaro, non avviene nessuna transazione di moneta, pagamento elettronico, finanziamento o anticipo di contanti.

Come funziona la permuta auto?

Le regole sono molto chiare: la cessione dell’auto usata, regolarmente immatricolata e munita di targa, deve essere necessariamente finalizzata per via contrattuale, con firma di entrambe le parti in totale accordo. Vi sono tuttavia differenze tra la permuta dell’auto tra privati, e quella tra privati e una concessionaria.

Nel primo caso due privati decidono di scambiarsi le rispettive auto (usato per usato). Secondo il codice civile, che disciplina diritti e doveri, le spese della permuta vanno suddivise in modo paritario; tuttavia quando si parla di permuta auto tra privati vige una certa elasticità. Infatti il passaggio di proprietà, in Italia, è legato alla potenza dell’auto, perciò tra i due contraenti pagherà di più chi entrerà in possesso del modello più potente. E’ una prassi ormai consolidata che supera quanto invece è certificato dalla normativa vigente.

Il discorso è diverso per la permuta tra un privato e il concessionario: in questo caso abbiamo la cessione della vecchia auto in cambio di uno sconto sul nuovo veicolo che si intende acquistare. Un servizio che i concessionari apprezzano, potendo scegliere una vettura rivendibile nel mercato, ottenendo un buon guadagno. Anche in questo caso non c’è uno scambio di merce/denaro, ma semplicemente uno sconto sull’acquisto, pari al valore dell’auto che viene ceduta.

Tra privati c’è uno scambio auto usata/auto usata, mentre con la concessionaria l’auto diviene una moneta di scambio per ottenere uno sconto su un acquisto. Perciò la permuta di un’auto in una concessionaria dev’essere sempre finalizzata all’acquisto di un’altra vettura, altrimenti si passa nell’ambito della cessione e vendita, che è un altro istituto soggetto ad un’altra normativa.

Infine per completare entrambe le tipologie di permute e perfezionare il ritiro dell’auto pronta per essere messa su strada, bisogna presentare alcuni documenti: libretto di circolazione, in originale, bollo dell’auto in corso di validità, le ricevute relative agli interventi di manutenzione per eventuali danni o revisioni, chiavi della vettura in doppia copia.

Se dovessero mancare alcuni dei documenti richiesti, la concessionaria potrebbe avvalersi del diritto di ridurre il valore dell’auto in permuta, oppure anche annullare totalmente la pratica stessa.

Quando conviene permutare un’auto?

Alcuni consigli per capire se la permuta soddisfa le vostre esigenze e rappresenta la scelta più economica.

Si tratta infatti di una formula pratica e vantaggiosa, senza coinvolgere intermediari terzi.  Grazie alla permuta il risparmio di tempo è garantito. Anche una macchina immatricolata molti anni fa può diventare oggetto di attenzione.

Inoltre rivolgendosi alla concessionaria solitamente si tratta con professionisti del settore, esperti nell’espletare le pratiche burocratiche. Interessate a concludere positivamente la trattativa, con strumenti adeguati per effettuare valutazioni coerenti al valore di mercato. Potete quindi aspettarvi un preventivo ragionevole sul quale avviare una trattativa.

Ma bisogna fare attenzione, perché la permuta non è sempre garanzia di buon affare per tutti; non va dimenticato infatti che il concessionario è un intermediario in cerca di profitto derivante dalla rivendita dell’auto permutata dal cliente, ad un valore superiore rispetto a quello utilizzato per la stipula della permuta stessa. Ragion per cui la valutazione dell’auto tenderà al ribasso. Perciò c’è la possibilità che rispetto al prezzo con cui un’auto viene normalmente scambiata tra privati, potremmo ottenere una valutazione del veicolo non adeguato alle aspettative. Inoltre non tutti desiderano acquistare un’auto nuova dal concessionario, di valore maggiore rispetto a quella consegnata; motivo per cui la permuta non sempre è la soluzione adatta a tutte le esigenze.

In caso di permuta tra privati bisogna essere consapevoli che cedendo una vettura con una potenza inferiore rispetto a quella che si riceve, si paga un passaggio di proprietà più elevato; elemento importante ai fini del calcolo del preventivo.

Perciò è sempre meglio valutare con attenzione anche altre opzioni valide, offerte e servizi disponibili.

Quali sono le alternative alla permuta dell’auto?

Per cambiare auto ovviamente oltre alla permuta sono disponibili altre soluzioni: la prima consiste nell’acquisto dell’auto nuova e successivamente vendere il proprio veicolo usato, privatamente.

Oppure si può optare per l’affidamento in conto vendita, che non prevede un passaggio diretto della proprietà del veicolo usato dal cliente al concessionario. Anche questo modello di vendita è regolato dal codice civile: il proprietario di un bene chiede ad un terzo di venderlo per conto suo, in cambio di una provvigione sul prezzo applicato all’acquirente finale. Questo affidamento (procura a vendere) per essere valido deve avvenire in forma scritta, firmato dal notaio.

Una volta che il cliente ha effettuato la richiesta di affidamento in conto vendita al concessionario, questo procederà a fargli firmare la procura a vendere, e successivamente cercherà un acquirente disposto ad acquistare il mezzo. Durante il periodo in cui il veicolo rimane in vendita, formalmente ne rimane proprietario il cliente del concessionario, anche se viene sollevato dalla necessità di pagare bollo ed RCA.

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