Come vendere un’auto usata tra privati senza agenzia: ecco i consigli per tutelarsi

20 Ago , 2018  

Vendere la propria auto senza l’aiuto dell’agenzia è possibile, ma richiede molta attenzione, per evitare di essere truffati o di non essere perfettamente in regola con la legge. Ecco i passaggi da seguire passo dopo passo per non sbagliare

Sono in tanti gli automobilisti che decidono di vendere l’auto senza avvalersi della consulenza da parte di agenzie o professionisti del campo. L’operazione però richiede degli step ben precisi che permettono una transazione corretta, in linea con le norme vigenti e che non generi controversie con il compratore.

Ecco perché è importante essere ben informati sull’argomento prima di procedere con la vendita. Scopriamo insieme come vendere tra privati, quali sono i costi e i documenti necessari e soprattutto come tutelarsi contro eventuali raggiri.

Ecco quando conviene il fai da te

Tutti i passaggi da seguire e gli uffici competenti

La check list da tenere a portata di mano

Come quantificare i costi della vendita dell’auto

Qualche consiglio utile per non farsi fregare

Gli ultimi passaggi per concludere l’affare


Come vendere un’auto usata tra privati senza agenzia

Vendere un’auto tra privati significa calarsi nei panni di un commerciante che deve saper fare bene il suo lavoro, per evitare truffe e non dimenticare niente di importante. Se si decide di procedere senza l’aiuto di un’agenzia di riferimento o di un concessionario, è sicuramente per risparmiare sui costi di intermediazione.

Ma la vendita personale richiede qualche accorgimento in più e tanto tempo da dedicare all’intero processo di compravendita. Quindi, da dove iniziare?

Il primo passo è quello di conoscere ogni informazione utile sul proprio veicolo. Gli eventuali compratori faranno molte domande e bisogna saper rispondere prontamente a ciascuna, senza incertezze, o peggio ancora dando delle informazioni sbagliate.

Marca, modello, anno di immatricolazione e chilometraggio sono i primi dati che si devono memorizzare. Può essere utile anche essere a conoscenza degli optional perché rappresentano un incentivo alla vendita.

Dopo aver fatto una stima delle componenti della vettura, si può stabilire il prezzo di vendita. Per non sbagliare sulla valutazione, è opportuno confrontarsi anche leggendo annunci di altre auto simili già in vendita oppure consultare siti web di quotazioni che aiutano a determinare il valore di mercato del proprio mezzo.

La parte preliminare della vendita è quasi terminata. Resta solo un ultimo passo prima di procedere con la vendita: mettere un annuncio.

Il modo più semplice e immediato è di operare online, ma si può anche agire in modo tradizionale e scrivere un annuncio in un giornale locale che si occupa della compravendita di auto usate. In entrambi i casi il testo deve essere semplice, breve ma senza tralasciare nessuna informazione utile sulle caratteristiche fondamentali dell’auto. Aggiungere una o più foto è importante per dare un’idea di ciò che si sta offrendo e invogliare all’acquisto. È importante aggiungere un numero di telefono valido per essere contattati.

Prima di rispondere alle prime telefonate è bene preparare l’auto per renderla ancora più appetibile, pulendo bene ogni sua parte (sia internamente che esternamente) e sistemando eventuali danni alla carrozzeria. Deve essere tutto in regola anche dal punto di vista della manutenzione.

Non dimenticare di verificare che tutti i documenti siano perfettamente in regola: bollo auto, tagliando, revisione non devono essere scaduti.

Ora è tutto pronto per fissare i primi appuntamenti e cominciare le trattative.

Come fare il passaggio di proprietà

Solo nel momento in cui si è certi di aver trovato il compratore giusto e si è conclusa la trattativa di compravendita, è possibile pensare alla fase successiva che consiste nell’effettuare il passaggio di proprietà.

Non basta recarsi negli uffici competenti per sbrigare le pratiche dell’auto, ma è necessario prima preparare l’atto di vendita, vale a dire un documento che tutela l’acquirente della macchina e attesta la data di vendita e il prezzo. Questo documento deve contenere una firma del venditore autenticata. L’autentica richiede una marca da bollo da 16 euro da mettere nel retro del certificato di proprietà.

Entro 60 giorni dall’autentica è il nuovo proprietario che deve prima recarsi a registrare il trasferimento di proprietà e poi chiedere che venga aggiornato e modificato il libretto di circolazione. Per verificare l’avvenuta registrazione si può richiedere una visura al PRA.

Quali sono gli uffici adibiti al passaggio di proprietà?

Ci sono diverse opzioni e alcune di queste richiedono dei costi aggiuntivi. Per risparmiare ulteriori spese si può andare presso gli Uffici Comunali, gli Uffici della Motorizzazione, gli Sportelli telematici degli Automobilisti (STA) o lo Sportello ACI che si occupa di servizi relativi al Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Per evitare i rischi relativi alla mancata registrazione del passaggio di proprietà da parte di un acquirente poco diligente, è consigliato autenticare la firma sull’atto di vendita presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) del PRA oppure della Motorizzazione Civile. Solo così le operazioni avvengono contemporaneamente.

Un’altra possibilità è quella di affidarsi alle agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche che evitano le lunghe file davanti gli sportelli, ma questa operazione ha un suo costo.

Documenti necessari per la vendita

La vendita di un’auto usata tra privati richiede una documentazione molto varia. Ecco i documenti necessari:

  • Certificato di proprietà (Cdp). Si tratta di quel documento che contiene le informazioni sul proprietario del mezzo, con i suoi dati e quelli dell’automobile. Al suo interno si possono trovare eventuali annotazioni su ipoteche, inchieste penali o dichiarazioni di furto.
  • Carta di circolazione. Rilasciata dalla Motorizzazione Civile, è quel foglio che attesta l’idoneità del veicolo a circolare su strada. Deve rimanere sempre all’interno del mezzo e all’atto di vendita bisogna consegnarlo al nuovo proprietario.
  • Documento di riconoscimento. Carta d’identità e codice fiscale sono necessari per completare le operazioni di compravendita, per verificare la veridicità delle informazioni date (indirizzo e informazioni personali), sia da parte del venditore che del compratore.
  • Atto di vendita. Solitamente si trova nel retro del certificato di proprietà.

È opportuno anche munirsi del Modulo TT2119. Si tratta di un foglio di richiesta per aggiornare la carta di circolazione con i dati del nuovo proprietario per effettuare il passaggio di proprietà, che si richiede presso il PRA o gli Sportelli Telematici degli Automobilisti.

Nel caso l’acquirente sia un extracomunitario è necessario aggiungere alla documentazione   anche il permesso di soggiorno.

I costi nella compravendita tra privati

La burocrazia ha un suo costo e ogni documento richiesto o aggiornato richiede delle spese precise. Si tratta di pagare:

  • Gli emolumenti ACI che si aggirano intorno ai 27 euro;
  • L’imposta di bollo per la registrazione al PRA (32/48 euro circa);
  • I diritti riscossi dalla Motorizzazione che ammontano a 9 euro;
  • L’aggiornamento del libretto di circolazione con una marca da bollo di 16 euro;
  • L’autenticazione della firma, che richiede ulteriori 16 euro in marca da bollo.

Poi è richiesta l’imposta provinciale di trascrizione, che dipende dalla potenza del mezzo. Ad esempio per un’auto fino a 53 Kw è di circa 150.81 euro, se invece si superano i 53 kw bisogna aggiungere 3,51 euro per ogni Kw in più.

Vendita tra privati: come tutelarsi

Il rischio di essere truffati è un’eventualità che deve essere presa in considerazione quando si decide di vendere un’auto di seconda mano senza l’intermediazione dell’agenzia. Prendendo le opportune precauzioni è possibile tutelarsi e concludere le trattative senza sorprese spiacevoli.

Le truffe avvengono soprattutto durante il pagamento. Ecco perché è assolutamente sconsigliato farsi pagare dopo aver consegnato il passaggio di proprietà.

Esistono tre modalità di pagamento tra privati: contanti, assegni e bonifici.

Nel primo caso è bene informarsi sui limiti previsti dalla legge che non consentono il trasferimento di denaro oltre una certa soglia. Sicuramente è il mezzo più veloce per concludere la compravendita, ma può creare problemi molto seri con la legge se non si rispettano le norme specifiche, volte a fermare il riciclaggio di denaro sporco.

Il secondo caso è quello più utilizzato. Gli assegni possono essere circolari o bancari. Tra le due soluzioni il consiglio è di utilizzare sempre gli assegni circolari, perché più sicuri soprattutto in queste trattative.

Devono contenere necessariamente il nome e la firma della banca emittente, il nome dell’acquirente e la data e il luogo dell’emissione. Da non dimenticare anche la denominazione “assegno circolare” per avere più garanzia. Per maggiore sicurezza si può chiedere al compratore di fornire una copia dell’assegno e operare nei giorni infrasettimanali, in modo da avere un riscontro immediato con la banca di riferimento e verificare l’avvenuto versamento.

Infine, esiste la possibilità di farsi pagare attraverso un bonifico. Sarà necessario dare all’acquirente il proprio IBAN e tutelarsi inserendo nella causale la dicitura relativa alla vendita dell’auto, con il modello del veicolo e il numero di targa.

Aldilà del pagamento, ecco altri passaggi obbligatori per proteggersi dai rischi di truffa:

  • Sottoscrivere la dichiarazione di vendita solo verso la persona con cui si effettua la trattativa e non verso terzi;
  • Non dare mai il libretto di circolazione prima di avere sottoscritto la dichiarazione di vendita;
  • Richiedere una fotocopia della vendita con l’autentica della propria firma, ai fini di uno scarico di responsabilità sulla proprietà e l’utilizzo del mezzo;
  • Non sottoscrivere mai nulla senza la trascrizione dei dati completi del compratore.

Le verifiche e la consegna del mezzo

La vendita tra privati nel settore automobilistico è possibile sia in Italia che all’estero. Dal momento che non si tratta di auto nuove, è consigliata la massima chiarezza fra le due parti per evitare problemi anche successivi alla conclusione della trattativa.

Avere fiducia non basta, tra il rivenditore e il compratore devono esserci le opportune verifiche che consentono di portare a termine la cessione senza problemi. Ecco perché spesso si procede ad un’ulteriore verifica che permette di monitorare la situazione dell’auto. Da questo controllo si può dimostrare che la macchina non possiede nessuna ipoteca o fermo amministrativo e si può procedere con il trasferimento della proprietà del veicolo.

Infine, archiviate le pratiche e riscosso il pagamento, si può consegnare l’auto al nuovo proprietario.

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