Come funziona la scheda carburante e cosa cambia con la nuova legge

20 Feb , 2019  

Dopo l’abolizione della scheda carburante, ecco cosa fare per detrarre le imposte per l’acquisto di carburante: dal 2019 solo e-fatture e pagamenti elettronici

Aziende, ditte individuali e liberi professionisti titolari di partita IVA possono detrarre le tasse per il costo del carburante. Lo strumento da sempre utilizzato è la scheda carburante, ma a partire dal gennaio 2019 le regole da seguire sono cambiate.

La Legge di Bilancio ha infatti abolito la scheda carburante già a partire dal luglio 2018, ma l’entrata in vigore della normativa è stata prorogata al 2019. Scopriamo prima di tutto in cosa consiste la scheda carburante e qual è il regime previsto in seguito alla sua abolizione.

Il metodo usato da sempre per detrarre le imposte per l’acquisto di carburante

Le novità legislative che hanno portato all’abolizione della scheda carburante

Ecco quali sono i metodi di pagamento accettati e quelli “andati in pensione”

Scopri la procedura semplificata per comprare carburante e usufruire delle agevolazioni fiscali


Cosa è la scheda carburante

La scheda carburante è quel documento utilizzato da società, liberi professionisti e ditte individuali per la detrazione IVA legata ai costi per l’acquisto di benzina, diesel, gas e altro carburante presso i vari distributori.

Si tratta di un sistema utilizzato da almeno 40 anni e forse è per questo motivo che il Governo ha deciso di mettere mano alle disposizioni di legge che regolano questa agevolazione.

Grazie all’utilizzo della scheda carburante è possibile ottenere la detraibilità dell’IVA fino al 100% e la deducibilità dei costi di carburante fino al 20%. Sono quindi detrazioni fiscali molto convenienti per chi fa impresa e utilizza dei veicoli per motivi di lavoro.

La compilazione della scheda carburante spettava in parte ai benzinai e in parte ai soggetti che acquistano il carburante. I gestori delle stazioni di servizio (o un addetto alla distribuzione) dovevano riempire i dati del modulo relativi alla data, all’importo lordo pagato dall’acquirente e tutte le informazioni inerenti l’impianto di distribuzione.

In particolare dovevano indicare la ragione sociale dell’esercente e l’ubicazione della stazione di carburante, quindi apporre una firma e il timbro. L’automobilista doveva invece compilare tutti gli altri campi con le informazioni riguardanti il veicolo e il soggetto IVA che faceva rifornimento di gasolio o benzina.

Per usufruire dell’agevolazione bisognava riportare le spese per l’acquisto di carburante nel registro IVA con cadenza mensile o trimestrale.

Cosa cambia da gennaio 2019

Le prime novità legislative in merito alla scheda carburante si sono registrate già nel 2011. Infatti la sua compilazione non era più obbligatoria per ottenere la detrazione d’imposta, a patto che si utilizzasse uno strumento di pagamento elettronico.

Quindi già a partire dal 2011 le imprese e i professionisti che pagavano il carburante con carta di credito, di debito o prepagata, potevano ottenere la detrazione dei costi di carburante. Fino a dicembre 2018 si poteva utilizzare in alternativa la scheda carburante oppure all’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici.

Dal gennaio 2019 la scheda carburante è stata definitivamente abolita e l’unico modo per ottenere le agevolazioni fiscali e non incorrere in sanzioni è quello di usare mezzi di pagamento che consentono la tracciabilità delle transazioni. Gli strumenti di pagamento ammessi sono quindi le carte di credito, le carte di debito e le carte prepagate.

Non è più possibile quindi detrarre i costi di carburante presso le pompe di benzina per chi paga in contanti, perché si tratta di transazioni non tracciabili. Le nuove misure entrate in vigore nel 2019 si pongono l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale e rendere più semplice il rapporto burocratico tra il fisco e i contribuenti.

Un’altra novità che va di pari passo con l’abolizione della scheda carburante è l’obbligo di emissione di una fattura elettronica per l’acquisto di carburante per motori per uso autotrazione, posto a carico degli impianti stradali che vendono carburante. Anche questo provvedimento risponde alla stessa finalità di documentazione di ogni transazione, che in questo modo non può più sfuggire all’Agenzia delle Entrate.

Grazie alla cosiddetta e-fattura ogni passaggio relativo all’acquisto di carburante viene posto sotto controllo. Questa nuova tipologia di fattura entrerà molto presto a far parte della nostra quotidianità, visto che da gennaio 2019 entra in vigore anche l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati.

Come cambiano i mezzi di pagamento

Il passaggio al nuovo sistema alternativo rispetto alla scheda carburante non è stato improvviso, ma si è trattato di un processo graduale. La scheda carburante era stata abolita già dal luglio 2018 con un apposito decreto, ma grazie ad una proroga è rimasta in funzione fino a dicembre.

La rivoluzione più importante riguarda senza dubbio i mezzi di pagamento e l’impossibilità di utilizzare il contante per usufruire della detrazione delle imposte. Le banconote non si possono più utilizzare già dal luglio 2018.

La moneta elettronica rimane quindi l’unico strumento utilizzabile. Le società e i professionisti titolari di partita IVA possono usare solo le carte di credito, quelle di debito (spesso chiamate bancomat) e le prepagate.

È necessario fare attenzione che le carte di pagamento siano intestate al contribuente che deve effettivamente usufruire dell’agevolazione fiscale. In questo modo si ottiene una sorta di certificazione di acquisto carburante, riconducibile proprio al soggetto IVA che ha comprato il combustibile.

Come detrarre le tasse dal costo del carburante

I passaggi da seguire per detrarre le imposte per l’acquisto di carburante non sono molti. Una volta arrivati alla stazione di servizio, sarà sufficiente pagare con una carta di pagamento riconducibile all’azienda o al libero professionista e comunicare al benzinaio i dati di fatturazione dell’azienda (numero di partita IVA, codice fiscale e PEC).

La creazione della fattura elettronica viene effettuata per via telematica e viene inviata attraverso un sistema informatizzato all’Agenzia delle Entrate, che provvederà poi alla sua trasmissione nella PEC aziendale.

Chi fa rifornimento di carburante non riceverà quindi alcuna fattura cartacea, ma soltanto la ricevuta emessa dal POS per il pagamento elettronico. Questa semplificazione permette di risparmiate tempo e automatizzare tutti i processi.

Meno carta e meno perdite di tempo, vuol dire poter gestire l’azienda o la propria professione in modo più efficiente. Con queste nuove procedure, l’agevolazione viene concessa solo a chi ne ha il diritto, perché ogni passaggio può essere ricostruito e verificato dalla Pubblica Amministrazione.

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