Come funziona il blocco dei mezzi pesanti

28 Mar , 2019  

Tutto quello che c’è da sapere sul blocco dei mezzi pesanti: ecco il calendario, le deroghe previste e le conseguenze in caso di violazione del divieto

In alcuni giorni e periodi dell’anno il traffico su autostrade e strade extraurbane è molto intenso e questo succede soprattutto durante i weekend e in quelle date che coincidono con ponti e festività. Per garantire la sicurezza stradale, anche in queste giornate particolari, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede il blocco dei mezzi pesanti.

Ogni anno, a dicembre, viene pubblicato un calendario sulla Gazzetta Ufficiale con l’indicazione dei giorni e degli orari del blocco, insieme alle varie eccezioni. Gli autotrasportatori che violano il divieto mettono a dura prova le condizioni già critiche del traffico e, per questo, vengono sanzionati.

In cosa consiste il blocco e a chi si rivolge

Ecco i motivi che rendono necessario il divieto di circolazione

Scopri su quali strade e in che giorni è valido il blocco dei mezzi pesanti

Le deroghe previste in base a provenienza, destinazione e carico del veicolo

Tutte le sanzioni per chi viola il divieto

La differenza con il divieto di circolazione a tutela della qualità dell’aria


Cos’è il blocco dei mezzi pesanti

Il blocco dei mezzi pesanti rappresenta uno strumento per migliorare la viabilità nelle giornate di traffico intenso in autostrada e fuori città. Il divieto di circolazione riguarda solo i mezzi che hanno una massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, le macchine agricole e i veicoli eccezionali o con carico eccezionale.

Questi mezzi non possono circolare durante i giorni e gli orari indicati nel decreto ministeriale, a meno che non siano muniti di un’apposita autorizzazione. Sono previste, comunque, delle deroghe a favore dei veicoli che provengono o si muovono verso l’estero e anche per quelli che arrivano dalle isole maggiori.

Altre deroghe riguardano, invece, il carico trasportato o la funzione del veicolo stesso, come accade ad esempio per i mezzi di soccorso e quelli delle forze dell’ordine in servizio.

Perché esiste il blocco dei mezzi pesanti

In assenza di queste limitazioni la viabilità e la sicurezza sulle strade sarebbe gravemente compromessa. Basti immaginare le condizioni del traffico durante i periodi di esodo e controesodo: la presenza dei mezzi pesanti rallenterebbe ulteriormente il transito delle autovetture provocando disagi ancora maggiori.

Durante queste date ad elevata criticità il monitoraggio da parte delle forze dell’ordine si intensifica, sia grazie alle pattuglie dislocate su tutto il territorio nazionale sia per mezzo delle numerose telecamere collocate nei punti di snodo più importanti.

Dove e quando è valido

Le limitazioni per i mezzi pesanti non riguardano la totalità delle strade ma solo la circolazione dei veicoli al di fuori dei centri abitati. L’intento è quello di limitare i viaggi a lunga percorrenza per lo più su autostrade e strade extraurbane. È proprio qui, infatti, che si concentra il traffico nelle note giornate da bollino nero.

Come ogni anno, nel gennaio 2019 è entrato in vigore il nuovo calendario che prevede il blocco dei mezzi pesanti. Il blocco è valido ogni domenica dalle 9 alle 22 e dalle 7 alle 22 nei 3 mesi estivi. Nei mesi di luglio e agosto il blocco si estende anche al sabato e, a seconda dei giorni, è in vigore dalle 8 alle 16 oppure dalle 8 alle 22.

A questi giorni vanno, poi, ad aggiungersi la maggior parte dei giorni festivi e i periodi che di solito coincidono con l’inizio e la fine delle ferie. L’inizio di agosto, ad esempio, è un periodo di forte affluenza sulle strade, come anche i ponti dell’Immacolata, del 25 aprile o dell’1 maggio.

Per conoscere i dettagli del blocco del traffico per questi veicoli si può consultare direttamente la fonte ufficiale, ossia il decreto ministeriale sul blocco dei mezzi pesanti. Il calendario prevede i giorni e le ore del blocco sulle strade extraurbane di tutta Italia e specifica, anche, quali sono le deroghe alla sospensione della circolazione per i mezzi pesanti.

Quali sono le eccezioni

Le eccezioni previste dai provvedimenti sul blocco dei mezzi pesanti riguardano quei veicoli che si muovono da o verso Sicilia e Sardegna e quelli che provengono o sono diretti all’estero, in Europa ma non solo.

Per i mezzi che arrivano dall’estero l’inizio del divieto è posticipato di ben 4 ore, mentre per quelli diretti all’estero l’orario in cui termina il divieto è anticipato di 2 ore. Le deroghe hanno lo scopo di agevolare il lavoro di chi si occupa dei veicoli commerciali e di quelli adibiti al trasporto di merci, non solo sul territorio nazionale.

In tutti questi casi, il conducente deve comunque avere la documentazione che attesti l’orario di partenza, il percorso e la destinazione della merce; così da dimostrare di avere diritto alla deroga dei limiti di orario.

La legge ha previsto un’eccezione, simile a quella prevista per i mezzi pesanti che viaggiano all’estero, anche per i veicoli che si muovono da e verso le isole maggiori. Per raggiungere queste regioni italiane occorre un numero di ore maggiore, per la necessità dei collegamenti marittimi che dilatano i tempi del viaggio. La legge in questi casi prevede, quindi, una maggiore flessibilità per l’orario limite.

Per i mezzi pesanti provenienti dalla Sardegna l’inizio del blocco è posticipato di 4 ore, mentre per quelli diretti verso la Sardegna l’orario della fine del divieto è anticipato di 4 ore. Per chi, invece, proviene dalla regione Sicilia il blocco è posticipato di 2 ore e il termine del divieto è anticipato di 2 ore.

Altrettanto importanti sono le deroghe previste in ragione del carico trasportato. Camion o autoarticolati che trasportano animali vivi, prodotti soggetti a rapido deperimento, giornali e prodotti a uso medico non sono soggetti al blocco dei mezzi pesanti.

La deroga è prevista anche per i mezzi delle forze dell’ordine in servizio, i veicoli di soccorso e quelli della Croce rossa, i mezzi delle Regioni e di Enti locali, quelli adibiti alla nettezza urbana e alla raccolta di rifiuti. Eventuali altre deroghe devono, invece, essere autorizzate espressamente dalla Prefettura.

Cosa succede in caso di violazione

Il superamento dei limiti comporta il pagamento delle multe previste dall’art.7 del Codice della Strada. Chi viola il divieto di circolazione dei mezzi pesanti è punito con una sanzione amministrativa da 84 a 335€.

Prima di compilare il verbale della contravvenzione, gli agenti verificano che il veicolo appartenga ad una categoria che non potrebbe circolare su quella strada. Inoltre, visto che esistono diverse deroghe, occorre anche accertarsi della provenienza del veicolo, della sua destinazione e del carico trasportato.

Non sono previste sanzioni nel caso in cui l’autotrasportatore sia munito di apposita autorizzazione firmata dal Prefetto.

Blocco del traffico per tutelare l’ambiente

La violazione relativa al blocco dei mezzi pesanti non va confusa con il divieto di circolazione legato alla necessità di abbassare il livello di polveri sottili nell’aria. In questo caso la finalità non è la sicurezza stradale e nemmeno il miglioramento della viabilità, ma si tratta di un’esigenza di tutela dell’ambiente e della salubrità dell’aria.

Le limitazioni di carattere ambientale spesso sono un’iniziativa delle Regioni o dei Comuni e si rivolgono ai conducenti alla guida di veicoli inquinanti, come quelli alimentati a gasolio o benzina. In determinati giorni, e in un’area specifica, questi mezzi con motori alimentati con un carburante inquinante devono astenersi dalla circolazione, ciò anche allo scopo di favorire l’utilizzo di mezzi pubblici.

Mentre i veicoli diesel e a benzina in genere non possono circolare, le limitazioni non riguardano, invece, i “motori green” come quelli delle auto elettriche. Il blocco può riguardare anche i veicoli alimentati a gpl e metano, quindi è sempre bene consultare l’ordinanza per conoscere in dettaglio tutti i divieti.

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