Quando fare la revisione moto

18 Apr , 2019  

La revisione moto certifica la sicurezza del mezzo e la sua idoneità a circolare. Scopri quando è prevista la scadenza ed evita le severe sanzioni previste.

La revisione è un adempimento che riguarda tutti i mezzi a motore, compresi i veicoli atipici e i rimorchi, quindi anche i motociclisti sono tenuti a rispettare quest’obbligo previsto dal Codice della Strada. Tenere sotto controllo le scadenze della revisione moto è quindi molto importante per viaggiare in sicurezza ed evitare eventuali sanzioni.

Le recenti modifiche legislative hanno portato alcune novità nelle procedure di revisione e la più importante è l’introduzione del Certificato di Revisione. Scopriamo, allora, quali sono le tempistiche previste dalla normativa, in cosa consistono i controlli e cosa rischia chi si lascia sfuggire la scadenza.

Ecco le scadenze della revisione moto da tenere bene a mente

Cosa cambia con l’aggiornamento della normativa

Scopri quali controlli sono necessari per superare la revisione moto

Tutto quello che devi sapere su questo nuovo documento, la sua utilità e il contenuto

Cosa rischia chi circola senza la revisione della moto


Ogni quanto va fatta la revisione moto

La revisione della moto è un controllo che ha un obiettivo ben preciso: verificare che il veicolo sia idoneo a circolare in strada. Tale idoneità è strettamente legata alle sue condizioni di sicurezza, ma anche al rispetto di precisi limiti in tema di emissioni inquinanti.

L’appuntamento della revisione va quindi fissato a cadenze regolari previste dalla legge. Tutti i motoveicoli, sia moto che scooter, vanno revisionati dopo 4 anni dalla prima immatricolazione. Per la prima scadenza bisogna, quindi, verificare qual è la data di immatricolazione e di rilascio della carta di circolazione.

Dopo la prima revisione, quelle successive andranno eseguite ogni 2 anni. Se, quindi, la data della prima revisione è il 15 maggio 2019, il controllo andrà ripetuto entro il mese di maggio 2021.

Le tempistiche della revisione sono uguali anche per le moto storiche e i veicoli d’epoca con più di trent’anni. Spesso si pensa erroneamente che per le moto d’epoca la revisione si debba ripetere con cadenza annuale ma, in realtà, anche per i mezzi a due ruote più datati vale la stessa regola prevista per gli altri.

Novità 2019: come fare la revisione

La Direttiva Europea n.2014/95 ha previsto alcune linee guida da rispettare nella procedura di revisione moto. Tra le maggiori novità introdotte dalla normativa, alcune mirano a contrastare le truffe legate alla modifica fraudolenta del chilometraggio dei veicoli.

Il numero dei chilometri reali percorsi dal mezzo è uno dei fattori che più incide sul prezzo delle moto usate, quindi, fino a poco tempo fa i furbetti facevano modificare i dati segnati dal contachilometri da un meccanico compiacente, allo scopo di ottenere un guadagno maggiore.

Si tratta di vere e proprie truffe, che ormai sono sempre più difficili da attuare. Il numero di chilometri percorsi va oggi registrato nel nuovo Certificato di Revisione: chiunque abbia interesse a conoscere questi dati, può documentarsi online sul Portale dell’Automobilista.

Basta indicare il tipo di veicolo e il numero di targa per conoscere l’esito e la data dell’ultima revisione e, soprattutto, i chilometri che vengono registrati dall’operatore durante le procedure di revisione. Il conducente furbetto, che vuole far lievitare il prezzo della sua moto in vendita, avrà quindi vita difficile e sarà facilmente smascherato.

L’obbligo di prenotazione online della revisione periodica della moto è una novità di cui si parla già da tempo, ma finora non è ancora entrata in vigore. Allo stato attuale, chi vuole far revisionare il proprio mezzo di trasporto, deve semplicemente recarsi presso la Motorizzazione Civile, una delle officine autorizzate oppure presso le agenzie ACI dislocate sul territorio.

Il motociclista deve portare con sé il libretto di circolazione e, nel caso in cui si rivolga agli uffici della Motorizzazione, anche la copia del bollettino che attesti il versamento al Dipartimento dei Trasporti Terrestri dei 45€ previsti. Chi, invece, sceglie un Centro Revisione o un’agenzia ACI, pagherà direttamente in loco e, in questo caso, l’importo da pagare sarà superiore ai 65€. La patente di guida non è, invece, necessaria al momento della revisione.

Quali controlli vengono fatti

Durante le procedure di revisione sono previsti dei controlli obbligatori che riguardano diverse parti dei motocicli e ciclomotori. Alcune prove sono soltanto visive, altre invece richiedono l’utilizzo di una particolare strumentazione.

Una verifica che non può mancare è quella che riguarda i freni e la prova di frenata si svolge mediante appositi rulli o piastre. I dati registrati tengono conto anche del peso del veicolo, della sua cilindrata e della presenza dell’ABS.

Inoltre, alcuni controlli hanno lo scopo di limitare gli effetti dell’inquinamento atmosferico e acustico. I gas di scarico vengono misurati da un’apposita strumentazione e non possono superare determinati limiti, altrimenti non consentono il rilascio del famoso bollino blu. Altrettanto importante è il controllo sulla rumorosità del mezzo, che sia avvale di un sofisticato fonometro in grado di misurare i decibel.

Le luci della moto sono un elemento indispensabile per la sicurezza dei centauri, infatti, le verifiche mirano a valutare se il fascio di luce sia idoneo a illuminare la strada anche di notte. In particolare le misurazioni riguardano l’altezza, la direzione e l’intensità del fascio luminoso.

Le prove visive a cui abbiamo accennato si focalizzano su diversi aspetti, dalla carrozzeria alle sospensioni, dagli pneumatici fino all’impianto elettrico della moto. Si tratta anche in questo caso di controlli rigorosi e niente è lasciato alla discrezionalità dell’operatore, che al contrario deve attenersi a regole e procedure molto precise.

Molti motociclisti amano personalizzare le moto e spesso non si occupano solo della manutenzione del mezzo, ma cambiano anche scarichi, frecce o portatarga. In questi casi bisogna fare attenzione a non esagerare con le modifiche perché il veicolo dovrà conservare le sue caratteristiche originali, altrimenti sarà molto difficile ottenere l’esito favorevole della revisione.

Nuovo Certificato di Revisione: cos’è

Il Certificato di Revisione è la grande novità del 2019 e consiste in un documento rilasciato subito dopo la revisione dalla Motorizzazione, dal centro di revisione e collaudo o dall’agenzia ACI. In questo documento vengono indicati alcuni dati che riguardano la moto, i controlli e chi li ha eseguiti.

Nel certificato il veicolo viene identificato attraverso il codice VIN (numero di telaio) e la targa. È necessario indicare la categoria del mezzo, la data e il luogo della revisione e i chilometri indicati sul cruscotto.

Oltre all’esito dei controlli, nel documento si indicano anche eventuali carenze riscontrate che rendono necessarie delle riparazioni e la gravità delle carenze emerse durante il controllo. L’ultima parte del documento è invece dedicata all’indicazione di chi ha effettuato il controllo, della data della revisione successiva e della scadenza del certificato.

Il Certificato di Revisione sarà quindi uguale in tutti i paesi dell’Unione Europea, così da facilitare i controlli da parte degli organi preposti. Eventuali irregolarità comportano delle sanzioni che è bene conoscere prima di mettersi in marcia.

Sanzioni per revisione non rinnovata o scaduta

Il motociclista che non ha eseguito la revisione obbligatoria entro la scadenza prevista, è tenuto al pagamento di una sanzione amministrativa. La revisione scaduta è sanzionata con una multa da 159 a 639€, ma l’importo può arrivare fino al doppio nel caso in cui la revisione non venga eseguita da anni.

Inoltre, quando il motociclista viene fermato in autostrada e ha la revisione scaduta, il Codice della Strada prevede anche il ritiro del libretto di circolazione e il fermo amministrativo del mezzo.

I guai per il motociclista potrebbero non finire qua, perché oltre alle severe sanzioni, la mancata revisione del mezzo potrebbe avere delle conseguenze anche in caso di incidente. La compagnia assicurativa in questi casi può esercitare il diritto di rivalsa e porre la liquidazione del danno a carico dello stesso conducente.

Se il veicolo ha subito gravi danni in seguito all’incidente con un’auto, ad esempio, può essere necessario sottoporre il mezzo anche ad una revisione straordinaria. Questa può essere richiesta dagli organi di polizia anche quando ci siano dei dubbi sulla idoneità del mezzo alla circolazione.

Ricordiamo che la revisione non va confusa con il tagliando, che non è un controllo obbligatorio, ma solo una verifica prevista dalla casa madre; quest’ultimo, ad ogni modo, può essere utile per estendere i termini della garanzia.

La revisione della moto ha lo scopo di accertare che il mezzo sia idoneo alla circolazione e, quindi, certificare che si tratti di un veicolo sicuro per il conducente e per gli altri utenti della strada. Il rischio del sequestro, della multa e la stessa sicurezza stradale sono delle ottime ragioni per rispettare questo obbligo così importante e tenere bene a mente la sua data di scadenza.

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