Luci di posizione: quali sono, quando accenderle e differenze con gli anabbaglianti

28 Mar , 2019  

Quando e come si usano le luci di posizione? Ecco cosa prevede il Codice della Strada e perché queste luci non vanno confuse con gli anabbaglianti

Quando pensiamo ai dispositivi di sicurezza per le auto vengono subito in mente le cinture e gli airbag, ma se ci pensiamo bene anche le luci giocano un ruolo molto importante per la protezione degli automobilisti. Le auto sono dotate di diversi tipi di luci, che si usano in circostanze diverse tra loro, sia durante la marcia che la sosta.

Tutti gli automobilisti conoscono bene come e quando usare i fari abbaglianti e luci posteriori della retromarcia, ma spesso l’utilizzo delle luci di posizione crea qualche incertezza. Visto che si tratta a tutti gli effetti di un dispositivo di sicurezza, cerchiamo di capire bene quali solo e quando si usano.

Ecco cosa sono e a cosa servono le luci di posizione

I colori standard previsti dal Codice della Strada

Tutte le regole che riguardano le luci di posizione

Scopri le multe da pagare in caso di mancato utilizzo o malfunzionamento delle luci di posizione

Come distinguere luci di posizione, anabbaglianti e tutte le altre luci del veicolo


Quali sono le luci di posizione

Le luci di posizione, come dice la parola stessa, hanno lo scopo di indicare la posizione del veicolo durante la sosta, quando la macchina si trova parcheggiata in una strada con una scarsa visibilità. Non occorre invece usarle in un parcheggio e neanche quando l’illuminazione stradale è sufficiente.

Quando la strada non è ben illuminata la sosta del veicolo potrebbe creare un pericolo per gli altri automobilisti, perché non sarebbero in grado di tenersi a debita distanza di sicurezza e potrebbero urtarlo per errore.

Grazie alle luci di posizione la macchina rimane visibile anche in condizioni di scarsa illuminazione e può essere parcheggiata anche dove le luci della strada mancano, sia nei centri abitati che nelle strade extraurbane.

Collocazione e colore delle luci di posizione

Le luci di posizione hanno un colore ben preciso ed eventuali scelte creative da parte degli automobilisti vengono sanzionate con severità. In particolare, quelle collocate nella parte anteriore del mezzo sono gialle o di colore bianco, mentre sono assolutamente vietate quelle blu.

Per il colore delle luci di posizione laterali della vettura la legge prevede che siano di colore arancione, mentre quelle collocate dietro devono essere rosse.

Si tratta di quindi di colori standard e questa prescrizione da parte del Codice della Strada ha lo scopo di evitare ogni possibile confusione nei conducenti. Grazie a questi colori ben precisi, ogni utente della strada che si imbatte in un veicolo fermo sulla carreggiata riesce a identificarlo e quindi evitarlo con sicurezza; ciò avviene, ad esempio, durante un sorpasso.

Codice della strada: quando accendere le luci di posizione

L’utilizzo delle luci di posizione rappresenta un vero e proprio obbligo previsto dal Codice della Strada, ma solo in determinate condizioni e a certi orari. La legge in Italia prevede che vadano accese mezz’ora prima dell’alba e mezz’ora dopo il tramonto e bisogna mantenerle accese durante tutte le ore in qui il veicolo rimane fermo.

Durante la marcia, al contrario, le luci di posizione non bastano, ma bisogna utilizzare una luce più intensa, come quella dei fari anabbaglianti.

Quando il conducente si muove di notte sulla propria auto le luci di posizione rimangono accese insieme alle luci anabbaglianti, ma da sole non sono sufficienti. Per essere ben visibile, la presenza del mezzo durante la marcia dev’essere segnalata da lampadine più potenti, come quelle dei proiettori anabbaglianti che in genere si usano come luci di marcia.

Cosa si rischia se non si accendono

Visto che l’utilizzo delle luci di posizione è obbligatorio in determinate zone ed orari, il marcato rispetto di questa norma stradale comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Le multe vanno da 41 a 168€ nel caso in cui le luci di posizione non siano accese quando è necessario e a questa sanzione si aggiunge anche la decurtazione di alcuni punti della patente.

Prima di mettersi in marcia, ogni conducente dovrebbe verificare che tutte le luci del veicolo siano correttamente funzionanti, infatti gli agenti del traffico che fermano un automobilista possono controllare l’accensione e il funzionamento di tutti i fanali e, in caso di irregolarità, elevare le sanzioni corrispondenti.

Anche il colore delle luci è molto importante, perché il desiderio di luci a led dal colore più accattivante può spingere l’automobilista a cambiare le luci di posizione, magari scegliendo di montare delle lampadine di colore blu.

Anche in questo caso si corre il rischio di pagare delle sanzioni, che arrivano fino a 357€. Quando si tratta di sicurezza stradale, è meglio mettere da parte il senso dell’estetica e utilizzare solo luci di posizione omologate e del colore corretto.

Differenze con i fari anabbaglianti

Molto spesso le luci di posizione vengono confuse con i fari anabbaglianti, ma si tratta di luci che hanno funzione, luminosità e caratteristiche ben diverse. Gli anabbaglianti sono, infatti, delle luci di marcia e non vanno usate durante la sosta.

In particolare, le luci anabbaglianti si usano durante la circolazione notturna e, in alcuni casi, anche di giorno. A volte sono necessarie quando le condizioni meteo sono avverse e il fascio luminoso serve per migliorare la visibilità in caso di pioggia o neve. Per esempio, quando cala la nebbia agli anabbaglianti vanno ad aggiungersi anche i fari fendinebbia.

Gli anabbaglianti si usano anche in galleria e in autostrada, perché in questi casi i fari accesi offrono un’ulteriore segnalazione luminosa della presenza del veicolo, molto utile per prevenire gli incidenti stradali.

Gli abbaglianti, invece, si usano solo quando occorre ampliare la visibilità ad una profondità maggiore. È importante usarli solo quando strettamente necessario e facendo molta attenzione a non puntarli contro un veicolo che sopraggiunge nella corsia opposta, per non abbagliare il conducente.

Tutti i veicoli a motore, compresi ciclomotori e motocicli, sono dotati di luci diurne che fungono da anabbaglianti, ma non tutti hanno le luci di posizione, che sono una prerogativa dei veicoli a quattro ruote.

Tra le luci che non possono mai mancare per garantire la sicurezza della circolazione si segnalano anche le luci delle frecce, che si usano come indicatori di direzione, e quelle della retromarcia. Le luci della targa, invece, garantiscono la sicurezza solo in modo indiretto, perché servono a identificare il veicolo anche al buio.

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