Indennizzo diretto dei danni: quando si applica e quando non è previsto

20 Ago , 2018  

L’indennizzo diretto dei danni semplifica la procedura per ottenere il risarcimento del danno, ma si applica solo a determinate condizioni. Ecco come funziona e quali sono le ipotesi di esclusione

L’indennizzo diretto dei danni è una procedura che permette di accorciare i tempi per ottenere il risarcimento in caso di incidente. Bisogna tenere presente che non si applica sempre, ma sono previsti dei casi di esclusione da tenere a mente.

Vediamo nel dettaglio in cosa consiste questa procedura, in quali ipotesi è possibile ricevere l’indennizzo diretto e quando invece non è previsto e si può ricorrere solo alla procedura ordinaria.

Scopri in cosa consiste la procedura di risarcimento diretto

Tutti i passaggi da seguire

Ecco le informazioni e i documenti che non possono mancare

Quanto tempo si deve aspettare per ottenere l’indennizzo

Le condizioni necessarie per l’applicazione della procedura


Cos’è l’indennizzo diretto

La procedura di indennizzo diretto dei danni è una modalità per richiedere un risarcimento che permette di giungere ad una conclusione della pratica in tempi piuttosto rapidi. La velocità della procedura è legata all’eliminazione di alcuni passaggi, così la pratica è più snella e nella migliore delle ipotesi il danno viene liquidato dopo soli 30 giorni dal sinistro stradale.

Prima dell’entrata in vigore del risarcimento diretto, il conducente del veicolo danneggiato dall’impatto doveva rivolgersi alla compagnia assicurativa della controparte per ottenere il pagamento dei danni subiti.

In questo caso potevano presentarsi alcune complicazioni, soprattutto se l’unico dato a disposizione era il numero di targa. Attraverso questa informazione, era necessario risalire alle generalità del contraente/proprietario (soprattutto nel caso in cui non le avesse fornite spontaneamente o si fosse dileguato nel traffico dopo l’incidente stradale) per poi individuare la compagnia di assicurazione del veicolo.

Il passaggio successivo prevedeva di contattare la compagnia della controparte e a quel punto chiedere il risarcimento danni. I tempi per ottenere l’indennizzo erano abbastanza lunghi, al punto di scoraggiare anche l’automobilista più paziente.

Con l’indennizzo diretto le cose sono decisamente cambiate perché l’assicurato può rivolgersi alla sua compagnia. Sulla base della responsabilità civile di un conducente o dell’altro, le compagnie stabiliranno in definitiva se la liquidazione del danno debba rimanere a carico di chi l’ha pagata oppure dell’altra.

La nuova procedura di indennizzo diretto permette al proprietario del veicolo che presenta la richiesta di risarcimento di avere come unico referente la propria compagnia assicurativa, in modo da evitare di fare la spola tra una compagnia e l’altra.

Qual è la procedura per richiederlo

In caso di sinistro il primo passo da fare è quello di compilare il modulo di constatazione amichevole (o CID). A volte è subito chiaro qual è il veicolo responsabile ed entrambi i conducenti sono disposti a firmare il modulo CAI.

Quando invece la dinamica non è chiara, è probabile che uno dei due soggetti coinvolti si rifiuti di firmare. La buona notizia è che anche in questo caso è possibile avviare la procedura di risarcimento diretto.

In cosa consiste questa procedura? L’assicurato deve semplicemente contattare la propria compagnia assicurativa e presentare una denuncia di sinistro. Si tratta di una pratica di routine e l’agente assicurativo saprà guidare l’automobilista attraverso tutti i passaggi successivi.

Il conducente deve presentare sia il modulo di constatazione amichevole che una richiesta formale di risarcimento danni. La denuncia del sinistro, con tutta la documentazione necessaria, va consegnata alla compagnia attraverso una delle seguenti modalità:

  • tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • tramite fax;
  • tramite email.

Questo semplice adempimento è sufficiente per avviare la procedura di risarcimento diretto. Se la documentazione è completa e l’assicurato ha fornito tutte le informazioni necessarie, la compagnia nominerà un perito che controllerà i mezzi di persona e poi verrà presentata una proposta di risarcimento all’assicurato che ha subito il danno.

Sebbene venga sempre presentata una richiesta di risarcimento completo, non è detto che la richiesta venga accolta. È possibile, infatti, che entrambi i veicoli coinvolti abbiano una parte di responsabilità e di conseguenza il danno può essere risarcito solo per una determinata percentuale.

Cosa deve contenere la richiesta

Il proprietario del mezzo che pensa di avere ragione e che avvia la procedura per ottenere l’indennizzo diretto, deve assicurarsi che la richiesta sia completa in ogni sua parte. A seconda del danno per cui si chiede il risarcimento, andranno presentati documenti diversi.

Nell’ipotesi più semplice la collisione ha comportato dei danni solo per i veicoli e non per le persone. A volte si verificano anche danni fisici e anche per questi è possibile chiedere un indennizzo. Infine è possibile chiedere anche il risarcimento dei danni subiti dalle cose trasportate sul veicolo.

La parte più importante della documentazione è sempre il modulo CAI/CID e i dati che devono essere indicati sono questi:

  • Le generalità di entrambi i conducenti, ma quando non si conoscono i dati anagrafici della controparte si possono indicare anche solo quelli del richiedente;
  • I dati relativi ai veicoli coinvolti, in particolare la targa e il modello;
  • I dettagli relativi al luogo, al giorno e all’orario in cui è avvenuto il sinistro;
  • Tutte le informazioni necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente, compresa la rappresentazione grafica della collisione;
  • Le generalità di eventuali testimoni presenti;
  • Le indicazioni relative agli eventuali interventi degli organi di polizia;
  • La segnalazione di eventuali feriti, anche se si tratta di lesioni lievi, con l’indicazione dei loro dati anagrafici (bisogna indicare anche se sono intervenuti i mezzi di primo soccorso).

Queste informazioni contenute nel CID vanno integrati con altre informazioni. Se ad esempio erano presenti dei testimoni, è necessario allegare la loro testimonianza scritta, insieme ad una copia di un loro documento d’identità e codice fiscale.

La testimonianza deve essere dettagliata e il testimone deve raccontare con sincerità cosa ha visto e sentito. È meglio inserire quanti più dettagli si conoscono, soprattutto quelli relativi alla dinamica del sinistro e alla lettura delle targhe dei veicoli.

Il richiedente, oltre alla richiesta di risarcimento, deve inviare o consegnare anche un’autocertificazione con i propri dati reddituali. In caso di danni alle cose trasportate, può essere utile indicare anche il loro valore approssimativo.

Se ci sono stati dei feriti, bisogna allegare una copia del verbale del pronto soccorso ed un eventuale referto del medico legale. Le pratiche più complesse includono anche una richiesta di risarcimento per il danno biologico e in questi casi è consigliabile avvalersi dell’assistenza di un legale specializzato (ma bisogna sostenere anche le spese legali).

Risarcimento e tempistiche

Dopo che è stata presentata una richiesta di indennizzo diretto, completa di tutta la documentazione, è necessario aspettare i tempi tecnici per definire quale veicolo ha la colpa e quale ha ragione.  A questo scopo la prassi prevede che vengano effettuate perizie sui mezzi e sul luogo dell’incidente.

Quando entrambi i conducenti hanno firmato il modulo CAI/CID, l’offerta di risarcimento arriva in soli 30 giorni. Una volta accettata la proposta, l’assicurato danneggiato dell’incidente riceverà quindi il rimborso richiesto dalla propria compagnia.

I tempi sono leggermente più lunghi quando solo uno dei due conducenti ha firmato il modulo di constatazione amichevole. In questo caso la pratica dovrebbe concludersi nel giro di 60 giorni.

Se invece si sono verificati degli infortuni ed è stato richiesto anche un risarcimento per danni fisici, bisogna attendere fino a 90 giorni affinché la compagnia assicurativa provveda a risarcire il danno.

Il risarcimento non potrà superare il massimale previsto dal contratto. Il responsabile del sinistro subirà un incremento della classe di merito ed è molto probabile che il premio assicurativo della sua polizza RCA salirà.

I casi di esclusione del risarcimento diretto

L’indennizzo diretto è possibile solo in presenza di determinate condizioni. Quando manca anche solo una di queste condizioni, è necessario avviare la procedura tradizionale. Vediamo quindi quali sono:

  • Ubicazione in Italia. È necessario che il sinistro si sia verificato sul suolo italiano oppure nella Repubblica di San Marino o a Città del Vaticano;
  • Immatricolazione e assicurazione in Italia. I mezzi coinvolti devono essere regolarmente assicurati e immatricolati in Italia;
  • Tipo di veicolo. I mezzi coinvolti devono avere un motore e sono esclusi i veicoli agricoli, mentre invece la procedura è ammessa per motocicli e ogni ciclomotore;
  • Nessuna lesione grave. In presenza di feriti, l’indennizzo diretto è possibile solo se si tratta di lesioni di lieve entità che non comportano un’invalidità permanente superiore al 9%;
  • Contatto tra i veicoli. È importante che ci sia stato un contatto diretto tra i mezzi e se il danno è stato causato da un oggetto o del materiale caduto da un veicolo, non è prevista l’applicazione della procedura di indennizzo diretto;
  • Residenza in Italia. Entrambi i conducenti devono avere la residenza in Italia;
  • Collisione solo tra due veicoli. Se l’incidente ha visto il coinvolgimento di più di due veicoli, la prassi dell’indennizzo diretto non è esperibile.

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