Cinture di sicurezza posteriori: sono obbligatorie?

13 Dic , 2018  

Ci sono ancora tanti dubbi sulle cinture di sicurezza posteriori e sull’obbligo di usarle. Scopriamo cosa dice la legge e quali sanzioni sono previste.

Le cinture di sicurezza all’interno delle automobili sono determinanti per la sicurezza e protezione di tutte le persone che viaggiano a bordo del veicolo. Le norme stradali impongono che sui sedili anteriori, guidatore e passeggero debbano necessariamente indossarle prima di partire, se vogliono evitare conseguenze gravi in caso di incidente e multe molto salate.

Ma cosa succede nel sedile posteriore? Data la confusione sull’argomento e le nuove disposizioni, è opportuno cercare di fare chiarezza e capire cosa dice la normativa in Italia. Cerchiamo di approfondire la questione delle cinture di sicurezza obbligatorie, cosa comporta un loro mancato utilizzo e come viaggiare sicuri, soprattutto quando si hanno dei bambini a bordo.

Ecco cosa dice il Codice della Strada e chi è esente dall’obbligo di cinture sui sedili posteriori

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In Italia c’è l’obbligo delle cinture di sicurezza posteriori?

Per capire se anche in Italia, come in diverse parti del mondo, le cinture posteriori sono obbligatorie, è necessario consultare il Codice della Strada. La definizione relativa all’obbligo di allacciare le cinture, però, non specifica la differenza tra posti anteriori e posteriori e questo fattore ha dato luogo a diverse interpretazioni nella cultura popolare.

L’art. 172 del Codice della Strada afferma che è obbligatorio usare sempre le cinture di sicurezza, senza fare distinzioni tra conducente del veicolo e passeggeri. Le legge sulle auto in circolazione è ferrea e non ammette eccezioni in nessuna situazione di marcia.

Il vincolo normativo riguarda non solo chi è al volante, ma anche le persone a bordo dei veicoli che si trovano nel sedile posteriore e che spesso si ritengono esenti dall’obbligo.

Secondo la disposizione, l’obbligo della cintura di sicurezza per ogni persona a bordo, riguarda:

  • Le autovetture di tutti i modelli;
  • Gli autoveicoli che sono destinati al trasporto merce;
  • Gli autobus e i pullman della scuola di recente immatricolazione;
  • I quadricicli leggeri, come le minicar, che hanno una carrozzeria chiusa;
  • I passeggeri all’interno dei taxi;
  • I passeggeri all’interno di autoveicolo a noleggio con conducente.

Queste categorie rischiano di dover pagare sanzioni elevate se non rispettano l’obbligo, diversamente da alcune eccezioni che possono viaggiare senza indossare le cinture. Ecco quali sono:

  • Gli istruttori di guida;
  • Le forza armate e la polizia, anche quella municipale;
  • Gli addetti ai servizi sanitari e di emergenza;
  • Gli addetti al servizio anti-incendio;
  • Gli addetti al trasporto e alla raccolta dei rifiuti;
  • Gli addetti alla vigilanza privata o al servizio di scorta;
  • I passeggeri a bordo delle auto d’epoca, se immatricolate prima del 15 giugno 1976. Questi mezzi storici infatti non dispongono affatto degli attacchi previsti per le cinture.

Alcune eccezioni particolari riguardano poi i soggetti con patologie specifiche e le donne in gravidanza. Se la loro condizione non lo consente e ci sono rischi per la propria salute o quella del bambino, sono esenti dall’obbligo di indossare le cinture. In entrambi i casi è necessario portare con sé durante i viaggi il certificato medico che attesta la pericolosità della cintura di sicurezza.

Perché indossare le cinture di sicurezza anche nei sedili posteriori?

L’obbligo delle cinture di sicurezza posteriori è in vigore in Italia nel 2006, con il decreto legislativo n. 150 sui sistemi di sicurezza stradale.

La spinta che ha permesso di far adottare anche al nostro paese la legge è avvenuta in sede europea. È scaturita dalla necessità di far fronte al numero sempre crescente di vittime sulle strade di città e sulle autostrade. La campagna a favore di una maggiore sicurezza ha evidenziato che diversi incidenti avrebbero avuto meno vittime se i passeggeri, anche sui sedili posteriori, avessero indossato la cintura di sicurezza.

Attraverso gli appositi crash test si è potuto verificare che le conseguenze sono più drammatiche se questi soggetti non rispettano l’obbligo. Il dato più allarmante riguarda la dinamica che coinvolge anche il conducente o il passeggero a bordo del sedile anteriore.

Oltre al rischio per la propria vita, infatti, il corpo di chi sta dietro al momento dell’impatto viene sbalzato fuori con una tale pressione da causare danni anche alla persona seduta davanti.

La disposizione è unanime per tutti i paesi europei. Le auto, soprattutto quelle di nuova immatricolazione, sono omologate con cinture di sicurezza su ogni sedile proprio per confermare un obbligo vigente già da diverso tempo, che mira a prevenire o attenuare le conseguenze degli incidenti stradali.

Quali sono le sanzioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza?

Nonostante l’obbligo di utilizzare sempre le cinture di sicurezza anche sui sedili posteriori, sono diverse le persone che fingono ancora di non conoscere la disposizione. La legge prevede pene piuttosto severe per chi viene trovato sprovvisto durante un qualsiasi tragitto.

Per il mancato uso dei dispositivi di ritenuta, esistono sanzioni che partono da 80 euro ma possono sfiorare anche i 323 euro. Inoltre, vengono sottratti anche i punti della patente: in questo caso le autorità ne possono togliere ben 5.

Quando è il minore ad essere trovato sprovvisto del dispositivo di sicurezza, dovrà risponderne il guidatore del mezzo oppure altri adulti che hanno la tutela del bambino e si trovano all’interno del veicolo al momento del fermo.

Se ci sono persone che vengono colte in flagrante nell’arco di due anni per la stessa violazione, la legge dispone immediatamente la sanzione amministrativa accessoria, che consiste nella sospensione della patente per un periodo che va dai 15 giorni fino a due mesi.

Esistono sanzioni anche per chi commercializza dispositivi di sicurezza non omologati. I colpevoli rischiano di pagare cifre molto alte che partono da 841 euro fino ad arrivare anche a 3.366 euro. È prevista poi l’immediata disinstallazione e la confisca dal mezzo. Infatti, in sede di revisione non si controllano soltanto l’adeguatezza delle ruote, dei pneumatici o il funzionamento dei motori ma anche l’omologazione delle cinture di sicurezza.

Ma non basta indossare le cinture di sicurezza per essere esonerati dalle sanzioni. È importante anche usarle in maniera adeguata: chi ne ostacola il normale funzionamento, alterandolo e rendendolo meno efficace, è tenuto comunque a pagare una multa dai 40 ai 162 euro.

Cinture di sicurezza e bambini: come viaggiare sicuri

Una questione a parte riguarda la sicurezza dei bambini a bordo di una vettura. La campagna volta a tutelare la loro vita durante il trasporto in strada, ha permesso di specificare le norme che riguardano i dispositivi di ritenuta più idonei.

Se il bambino ha una statura inferiore a 1.50 metri è esonerato dall’obbligo di indossare la cintura di sicurezza. In questi casi si dovranno usare sistemi di ritenuta per bambini adatti al peso, che hanno un loro sistema di sicurezza di tipo omologato come disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Se il bambino ha una statura superiore a 1.50 metri deve usare un apposito rialzo al quale bisogna obbligatoriamente agganciare le cinture di sicurezza.

Il conducente dell’automobile deve assicurarsi che il piccolo mantenga la cintura per tutta la durata del viaggio e in caso di mancato uso o di uso inadeguato, è lui che deve rispondere per eventuali danni fisici.

Nel caso in cui il mezzo sia sprovvisto di eventuali dispositivi di ritenuta, i bambini inferiori ai tre anni di età non possono salire a bordo. Il decreto inoltre sancisce che non si possono mettere i seggiolini in posizione contraria alla direzione di marcia dove ci sono installati gli airbag, tranne se si procede con la sua disattivazione temporanea.

Le condizioni sono diverse se i bambini viaggiano su mezzi a noleggio con conducente o taxi. In questi casi possono anche non indossare le cinture di sicurezza, ma hanno l’obbligo di rimanere seduti dietro e con un adulto di almeno 16 anni accanto.

Rispettando queste regole, viaggiare sicuri con bambini a bordo sarà molto più semplice e non si rischia né di mettere in pericolo la loro incolumità né di dover fare i conti con le conseguenze, anche in termini di sanzioni da pagare.

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