Che cos’è il periodo di osservazione di una classe di merito

3 Dic , 2018  

Sapevi che per determinare la classe di merito si tiene conto degli incidenti causati nel periodo di osservazione? Scopri come funziona!

La classe di merito di ogni assicurato si evolve nel tempo in base al suo comportamento alla guida e al numero di sinistri da lui causati. Per determinare quale classe di merito assegnare, la compagnia assicurativa tiene conto solo degli incidenti che si verificano in un determinato lasso di tempo: questo è il periodo di osservazione.

Cerchiamo quindi di chiarire in che modo funziona il sistema bonus-malus per stabilire la classe di merito, qual è il funzionamento del periodo di osservazione e qual è la funzione dell’attestato di rischio.

Ecco spiegata la formula per determinare la classe di merito

Scopri cosa sono le classi di merito, quante sono e quali agevolazioni sono previste

Quanto dura e come viene conteggiato il periodo di osservazione

Tutte le informazioni più utili sul documento che sintetizza la storia assicurativa del contraente


Bonus-malus cosa significa

Quando si parla di bonus-malus si fa riferimento ad una formula utilizzata per determinare la classe di merito e tutte le sue variazioni nel tempo. Si tratta di un sistema meritocratico, che premia i conducenti più virtuosi e al tempo stesso penalizza quelli più spericolati.

Chi causa molti incidenti, pagherà tendenzialmente un premio assicurativo più elevato rispetto a chi si attiene in modo rigoroso alle norme stradali e quindi non provoca incidenti. Il cliente che vuole risparmiare sulla polizza RC auto devi quindi essere prudente e solo così riuscirà a raggiungere nel tempo la prima classe di merito.

Il meccanismo del bonus-malus prevede che ogni assicurato che stipula una nuova polizza si veda assegnata la quattordicesima classe. Questo è solo il punto di partenza, perché la classe di merito cambierà di anno in anno in base al comportamento del conducente al volante.

In caso di incidente causato dall’assicurato, la sua classe di merito passerà dalla quattordicesima alla sedicesima classe. In genere, il risarcimento dei danni a terzi rimane a carico dell’assicurazione (tranne che nell’ipotesi di esercizio della clausola di rivalsa), ma il guidatore imprudente salirà di due classi di merito e pagherà un premio assicurativo più elevato.

Cosa succede se invece il proprietario del veicolo non causa nessun incidente nel periodo di osservazione? In questo caso il suo comportamento virtuoso sarà premiato con il passaggio dalla quattordicesima alla tredicesima classe.

In caso di sinistro causato dalla controparte, la classe di assegnazione del conducente non subirà invece nessun aumento e il pagamento del danno spetterà alla compagnia assicurativa del guidatore che ha la colpa dell’incidente.

Cosa è la classe di merito

La classe di merito rappresenta uno dei fattori più importanti per determinare l’importo del premio assicurativo da pagare, anche se non è l’unico. Come abbiamo visto, la classe di conversione universale subisce continue variazioni, ma è soggetta ad alcuni limiti.

Ad ogni modo, le classi di merito non sono infinite ma sono soltanto 18. Non è possibile, quindi, salire oltre la diciottesima classe. Chi si trova nella classe più elevata e causa un incidente, non andrà, pertanto, in malus.

Allo stesso modo, quegli automobilisti a cui è stata assegnata la prima classe, non potranno scendere ulteriormente. Non sono previste altre riduzioni neanche nell’ipotesi in cui continuino ad essere prudenti e a non causare nessun incidente.

La classe di appartenenza è un parametro molto importante per le compagnie assicurative, che in questo modo possono avere una stima del rischio assicurato e calcolare in modo approssimativo quali sono i costi da fronteggiare per risarcire i danni da sinistro.

Da quando è entrata in vigore la legge Bersani, sono state attivate delle interessanti agevolazioni per accedere ad una classe di merito inferiore. Chi è in possesso dei requisiti previsti dal decreto, può stipulare una nuova polizza utilizzando la classe di appartenenza di un familiare.

Per accedere ai benefici della legge Bersani è importante che i veicoli siano dello stesso tipo, ad esempio se il mezzo che cede la classe di merito è uno scooter, anche quello che la riceve dev’essere un ciclomotore.

L’estensione della classe di merito è la soluzione ideale per quelle famiglie che devono assicurare diversi veicoli e in questo modo possono ridurre la spesa relativa al premio assicurativo.

Per conoscere la classe di merito assegnata, basta chiedere al proprio assicuratore oppure consultare l’attestato di rischio.

L’ammontare del premio assicurativo non dipende solo dalla classe di merito, ma anche da altri fattori, come l’età del conducente, l’anno in cui ha preso la patente e l’inserimento nel contratto della copertura assicurativa per gli infortuni del conducente.

La maggiorazione del prezzo può essere legata anche alla previsione di eventuali garanzie accessorie, come ad esempio la polizza infortuni del conducente.

Come funziona il periodo di osservazione

Abbiamo visto in che modo viene assegnata la classe di merito e come si modifica nel tempo per effetto della formula bonus-malus. Per l’attribuzione delle classe di conversione universale si tiene conto del comportamento del guidatore per un periodo di tempo prestabilito, cioè il periodo di osservazione.

Per chi stipula un contratto assicurativo per la prima volta, in relazione alla prima annualità il periodo di osservazione è di soli 10 mesi. La decorrenza parte dal momento della stipula del contratto e si conclude 2 mesi prima della scadenza della polizza annuale.

Prima della data di scadenza dell’assicurazione auto, il contraente conoscerà la classe di merito che gli è stata assegnata per il successivo anno di rinnovo del contratto. A partire dal secondo anno, il periodo di osservazione avrà invece una durata di 12 mesi. In particolare avrà inizio a conclusione del primo periodo di osservazione e anche per le annualità successive finirà 2 mesi prima della scadenza contrattuale.

Complessivamente il periodo di osservazione utilizzato per assegnare la classe di merito ha una durata di 5 anni, ma sarà ovviamente più breve per chi è titolare dell’assicurazione moto o auto da meno tempo.

L’attestato di rischio

Le compagnie assicurative riescono a tenere traccia della storia assicurativa del contraente grazie all’attestato di rischio. Si tratta di un documento telematico nel quale sono registrati tutti i sinistri che hanno interessato l’assicurato, con particolare riferimento a quelli per cui abbia avuto una responsabilità totale o parziale.

Il documento viene quindi aggiornato di anno in anno e contiene i dati relativi alla sinistrosità pregressa dell’assicurato, per un periodo complessivo di 5 anni. Dal 1 gennaio 2019 le compagnie aumenteranno progressivamente il periodo riportato sul documento, fino ad arrivare a 10 anni nel 2023. La validità dell’attestato di rischio è sempre quinquennale a partire dal momento del rilascio.

Dopo tale termine, non sarà più possibile utilizzare la storia assicurativa del proprietario per determinare la sua classe di merito, quindi in caso di stipula di una nuova polizza, sarà assegnata la classe quattordicesima.

Se anche dopo la cessazione della circolazione del mezzo (ad esempio per vendita o furto del veicolo di proprietà), il conducente stipuli una nuova polizza prima della scadenza dei 5 anni, potrà utilizzare l’attestato di rischio ancora valido.

Tutte le volte che l’assicurato provvede a denunciare un sinistro presso la propria compagnia, questa lo registra nell’attestato di rischio.

Vengono quindi registrati anche i sinistri con colpa per i quali sia stato compilato il modulo di constatazione amichevole o CID, che contribuisce a rilevare la responsabilità del sinistro in modo più rapido.

Il documento viene custodito in un archivio telematico sotto la vigilanza dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), in modo che non possa essere alterato da terzi e contenga dati veritieri e attendibili.

Se fino a qualche anno fa era previsto il rilascio dell’attestato di rischio alla scadenza del contratto, oggi non è più necessario. Chi ha bisogno di chiedere un preventivo per la polizza, deve solo comunicare i propri dati anagrafici e quelli delle autovetture da assicurare. Sarà la compagnia stessa ad accedere all’archivio per scaricare l’attestato di rischio.

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