Cos’è l’assicurazione con franchigia

30 Mag , 2018  

Uno dei modi per abbassare il costo della polizza è quello di prevedere una franchigia. Sebbene garantisca un certo risparmio, bisogna valutare molto bene la stipula di un’assicurazione con franchigia perché in alcuni casi è molto conveniente e in altri un po’ meno.  Quando il preventivo RC auto è troppo salato, esiste comunque la possibilità di abbassare il premio assicurativo. A volte basta escludere tutti gli extra, come l’assistenza stradale o la copertura assicurativa per gli infortuni del conducente, ma a volte questo non basta.

Quando una parte del risarcimento è posto a carico dell’assicurato


Cos’è la franchigia dell’assicurazione

La franchigia indica la quota del rimborso che non è posto a carico della compagnia assicurativa, ma in questo caso è il conducente che copre i danni. Quando si stipula una nuova polizza si può decidere di aggiungere una franchigia, che ha un importo fisso che rimarrà uguale per l’intera durata del contratto.

In questi casi l’ammontare del premio assicurativo scende, ma in caso di incidente, può accadere che sia proprio il titolare della polizza assicurativa a dover mettere mano al portafogli per il risarcimento dei danni. Questo dipende sia dalla somma di denaro prevista come franchigia, sia dal tipo di franchigia che si andrà ad applicare.

Infatti, esistono due diverse tipologie: la franchigia relativa e quella assoluta. Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze, in modo da scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

La franchigia relativa

Quando si parla di franchigia relativa, in caso di sinistro, l’indennizzo può essere posto a carico dell’assicurato oppure della compagnia assicurativa.

In particolare se il risarcimento è uguale o inferiore alla franchigia, sarà l’assicurato a dover pagare i danni. Quando invece il risarcimento è superiore alla franchigia prevista, il danni rimarranno a carico dell’assicurazione.

Questo modo di ripartire il rischio è molto conveniente per il titolare della polizza. A fronte di un risparmio sul premio assicurativo, è tenuto a pagare di tasca propria solo i danni più lievi, mentre quelli più gravi vengono risarciti dalla compagnia assicurativa, entro i limiti previsti dal massimale.

Per spiegare bene come funziona la franchia relativa, può essere utile fare un esempio. Se l’importo della franchigia è di 500 euro e il danno da risarcire è pari a 300 euro, quest’ultimo dovrà essere interamente risarcito dal contraente della polizza.

Diversa è la situazione nel caso in cui il danno fosse di 600 euro. Se la franchigia è sempre di 500 euro, come nell’esempio sopra, sarà l’assicurazione a farsi a carico del risarcimento a favore del danneggiato.

La franchigia assoluta

Con la franchigia assoluta il danno viene sempre risarcito dall’assicurato, ma limitatamente all’entità della franchigia. Anche in questo caso un esempio può essere d’aiuto per capire bene se questa soluzione può convenire o meno.

Ipotizziamo che la franchigia assoluta sia di 400 euro. Se il danno è pari a 300 euro, anche in questo caso il rimborso è a carico del contraente, che dovrà pagare la cifra corrispondente.

Se invece l’importo da risarcire è maggiore della franchigia, ad esempio 600 euro, l’assicurato dovrà pagare di tasca propria solo parte del danno e cioè i 400 euro della franchigia, mentre i restanti 200 euro rimarranno a carico della compagnia assicurativa.

Questa soluzione è senza dubbio meno conveniente, quindi è bene valutare con attenzione le condizioni e l’informativa precontrattuale e ogni altro aspetto, dal risparmio sulla polizza, al massimale, all’ammontare della franchigia.

Differenza tra franchigia e scoperto

Spesso si fa confusione tra franchigia e scoperto, ma in realtà si tratta di cose molto diverse. Il cliente, al momento della sottoscrizione, ha la possibilità di aggiungere al contratto di assicurazione r.c.a anche delle garanzie accessorie.

Quelle più utilizzate negli ultimi anni sono la polizza furto e incendio, la polizza kasko, quella che copre per gli atti vandalici e la polizza cristalli, che offrono una garanzia particolare in relazione a specifici danni.

Lo scoperto rappresenta la percentuale del danno che resta a carico dell’assicurato. Il fatto che la cifra sia espressa in percentuale e non abbia un importo secco a volte può generare un po’ di confusione, perché non è possibile sapere quanto pagherà il contraente se non si conosce l’ammontare del danno.

Se è stata stipulata una polizza furto e incendio, ad esempio può essere previsto uno scoperto del 30%. Nel caso in cui il proprietario subisca il furto del veicolo e questo abbia un valore di 100.000 euro, lo scoperto si conosce invece già in partenza e corrisponde a 30.000 euro.

Il calcolo dello scoperto è più complesso nel caso della garanzia kasko. Se lo scoperto è pari al 30% e la moto si graffia per un’uscita di strada, quando il danno provocato ammonta a 1.000 euro, l’assicurazione moto pagherà solo 700 euro, mentre l’assicurato i restanti 300 euro.

In quest’ultimo caso non è facile prevedere l’ammontare del danno, ma al momento della stipula si conosce solo la soglia oltre la quale il contraente dovrà farsi carico dei danni.

I benefici bonus malus della franchigia

Come abbiamo visto, il principale vantaggio della franchigia è il risparmio sul premio assicurativo, ma non è l’unico. Quando si verifica un incidente, ma i danni causati sono inferiori al valore della franchigia, la formula bonus malus non si applica, quindi non rimarrà traccia dell’incidente sull’attestato di rischio del conducente.

In questi casi non scatterà l’aggiornamento peggiorativo della classe di merito e il guidatore non subirà un aumento della somma da pagare per l’assicurazione di responsabilità civile auto. L’attestato di rischio, su cui vigila l’IVASS, non subirà alcuna modifica.

Un altro fattore da valutare quando si sceglie se aggiungere o meno una franchigia al contratto è quindi rappresentato dalla possibilità di non subire un aumento della classe di appartenenza in caso di incidenti e di evitare una macchia sulla propria vita assicurativa.

Quando conviene aggiungere la franchigia

Abbiamo già dato qualche indicazioni per la scelta di un’assicurazione con o senza franchigia, ma vogliamo dare qualche consiglio in più, così alla scadenza della polizza e nel momento del rinnovo, sarà più facile capire quando conviene e quando no.

La franchigia non è mai obbligatoria e non può essere mai applicata per tacito rinnovo. Può essere senza dubbio un modo intelligente di risparmiare, ma prima di scegliere il preventivo bisogna fare bene i conti.

Se si tratta dell’auto di proprietà, il calcolo del preventivo è un buon punto di partenza per valutare i contratti assicurativi, ma bisogna tenere conto anche dei diritti dell’assicurato, se la polizza prevede anche tutela legale e tutti i fattori che incidono sul prezzo. Anche la previsione di una franchigia inferiore può essere una buona soluzione di compromesso.

Anche in caso di assicurazione con franchigia, valgono tutte le regole previste per le altre RCA. Ad esempio il certificato assicurativo non va più esposto, perché le forze dell’odine possono individuare e di conseguenza denunciare gli evasori dopo un rapido controllo sulla targa.

La franchigia in caso di noleggio auto

Quando invece si tratta un’auto a noleggio, aggiungere una franchigia è una pratica molto frequente. Alcune compagnie di noleggio offrono soluzioni flessibili e convenienti, come la possibilità di pagare un supplemento per ogni giorno di noleggio in modo da annullare la franchigia, mentre altre permettono di aggiungere un’opzione che prevede il rimborso della franchigia.

Come scegliere tra le varie soluzioni? La risposta dipende dallo stile di guida del conducente e anche dalla sua propensione al rischio. Alcuni conducenti si sentono più tranquilli annullando la franchigia, altri invece sono molto prudenti e non sentono questa necessità.

Se il noleggiatore non dovesse offrire una soluzione in linea con le proprie esigenze, è sempre possibile cambiare compagnia di noleggio e chiedere un altro preventivo. Al momento del noleggio bisogna sempre portare con sé la patente di guida e la carta di credito e bisogna informarsi bene sulla necessità della Carta Verde nel caso in cui si viaggi all’estero.

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