Quando si perde la classe di merito

3 Dic , 2018  

Per ottenere una classe di merito vantaggiosa spesso occorrono anni, ma a volte si può anche perdere. Ecco come si calcola, quanto dura e quando si perde.

Quando si parla con amici e parenti del premio assicurativo della polizza auto, la domanda che si fa più spesso è: qual è la tua classe di merito? Premio da pagare e classe di appartenenza sono infatti strettamente legati tra loro, ma non è questa l’unica funzione della classe bonus malus.

Scopriamo allora nel dettaglio che cos’è la classe di merito, quali sono le regole che la riguardano, quando si perde e la sua durata nel tempo. Questi importanti dettagli della tua polizza assicurativa non saranno più un mistero.

Scopri in cosa consiste la classe di conversione universale

Ecco le regole che stanno dietro l’assegnazione della classe di merito

Tutte le ipotesi di perdita della classe di merito e quando conviene


Cosa è la classe di merito

La classe di merito è quel valore che misura la sinistrosità all’interno della polizza moto e auto. Si tratta di un fattore molto importante per la compagnia assicurativa, perché in base al numero di sinistri causati dal guidatore, è possibile effettuare una valutazione del rischio legato alla polizza.

Se l’assicurato è molto responsabile alla guida e non causa spesso incidenti, allora il rischio per la compagnia è basso e la classe di conversione universale nel tempo scenderà sempre di più fino a quella più bassa, cioè la prima classe.

Un guidatore che fa registrare un elevato numero di sinistri, comporta un maggiore rischio e quindi la sua classe di merito tende a salire negli anni, e di conseguenza salirà anche il premio che dovrà pagare per la copertura assicurativa.

Le classi di merito, quindi, si modificano nel tempo e premiano gli automobilisti più responsabili, mentre penalizzano quelli che hanno uno stile di guida più disinvolto e spericolato. Questo sistema meritocratico è chiamato bonus malus e serve per distribuire il rischio in base alla sinistrosità.

Anche se la classe di merito è uno dei fattori che più incidono sul costo della copertura assicurativa, ci sono anche altri aspetti che hanno il loro peso. Alcuni di questi sono il tipo di veicolo, la sua cilindrata o gli anni di patente del conducente. A incidere sul premio assicurativo possono essere anche eventuali garanzie accessorie o, ad esempio, una clausola del contratto RCA che esclude la franchigia.

Come si calcola e quanto dura

Per calcolare la classe di merito universale si tiene conto del numero di sinistri che sono stati causati di anno in anno .

L’assegnazione della classe di merito non è per niente discrezionale, ma segue delle regole precise e valide per tutti gli automobilisti in Italia.

Chi stipula un contratto assicurativo per la prima volta si vede assegnata la classe quattordicesima, questa di anno in anno sarà aggiornata in base al comportamento alla guida della propria vettura.

In caso di incidente la classe di merito l’anno successivo sarà destinata a salire di due posizioni, mentre chi non causa nessun sinistro viene, al contrario, premiato con la riduzione di una classe.

Il nuovo assicurato che causa un incidente si troverà l’anno dopo alla sedicesima classe di appartenenza, mentre se adotta un comportamento virtuoso, e non provoca danni o incidenti, sarà ricompensato con la tredicesima classe.

In alcuni casi, è possibile evitare la maggiorazione della classe di merito dopo un sinistro. Questo avviene quando il danno è di lieve entità, non ci sono stati infortuni e il contraente si offre di pagare il risarcimento diretto del danno. Questa procedura è chiamata Derubricazione”.

La classe maturata conserva la sua validità per 5 anni  e si aggiornerà due mesi prima della scadenza della polizza in base ai sinistri causati nell’ultimo anno.

I sinistri causati vengono registrati nell’attestato di rischio di ogni contraente. Questo documento viene custodito in formato digitale in un archivio nazionale, in modo che i dati siano sempre accessibili da parte delle compagnie assicurative e degli operatori del settore.

Per garantire la veridicità e l’attendibilità delle informazioni contenute nell’attestato di rischio, l’archivio è posto sotto il controllo dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). In questo modo i dati sono sempre protetti dal rischio di alterazioni da parte di terzi.

Entro il limite dei 5 anni, il contraente conserva la classe di merito anche in caso di vendita e acquisto di una nuova auto, passaggio di proprietà del mezzo, in caso di sospensione della polizza RC auto e anche nell’ipotesi di trasferimento ad una nuova compagnia assicurativa.

Come si perde

Forse non tutti gli automobilisti sanno che la classe di merito, maturata a volte dopo anni, si può anche perdere; chi si trova in una delle classi più economiche e non vuole correre questo rischio dovrebbe sapere come funziona.

Come abbiamo detto, per determinare la classe di merito si tiene conto del comportamento e, in particolare, delle sinistrosità negli ultimi 5 anni. Nel corso di questi 5 anni è possibile che la polizza sia nel frattempo sospesa o disdetta, ma la classe di merito in questo periodo conserverà la sua validità.

Se invece passano più di 5 anni dalla scadenza del precedente contratto assicurativo e senza che sia stata stipulata un’altra polizza, la classe di merito si perde in modo definitivo.

Questo significa che il contraente che voglia sottoscrivere una nuova polizza, ripartirà dalla classe quattordicesima, anche se in precedenza gli era stata assegnata la prima classe universale. Chi vuole conservare la propria classe di appartenenza, deve quindi fare molta attenzione che l’attestato di rischio sia ancora valido.

Non sempre perdere la propria classe di merito comporta dei costi aggiuntivi. Grazie alla legge Bersani, chi è in possesso dei requisiti richiesti, può abbandonare la propria classe bonus malus per usufruire di  quella di un familiare convivente.

Questa agevolazione è molto conveniente per i giovani che hanno la patente da poco e devono assicurare il proprio veicolo. Se conviventi con un familiare che ha una classe inferiore alla quattordicesima, possono chiedere l’accesso ai benefici del decreto Bersani e quindi usufruire della classe più vantaggiosa.

Da tenere presente, però, che la legge trova applicazione solo nel caso in cui  la polizza relativa alla classe più conveniente sia attiva e solo se il titolare della polizza è una persona fisica. Questo vuol dire che un figlio può usufruire della classe di merito del padre o della madre, purché i membri del nucleo familiare abitino sotto lo stesso tetto.

Per usufruire della stessa classe di merito di un familiare, è necessario che i veicoli convolti facciano parte della stessa tipologia, ad esempio due scooter o due macchine. Non importa che si tratti di un veicolo usato o di una nuova vettura, ma quello che conta è che si tratti di un mezzo che in precedenza non sia stato assicurato da un membro del nucleo familiare.

Pertanto, sono, soprattutto, le famiglie numerose con più veicoli a beneficiare dei vantaggi dalle agevolazioni della legge Bersani, visto che i costi per assicurare i mezzi rappresentano una delle voci di spesa che più incidono sul bilancio familiare.

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