Codice della strada

Segnali stradali di divieto: regole da sapere

I segnali di divieto sono indispensabili per organizzare la circolazione, indicando le regole per evitare gli incidenti

I segnali di divieto rientrano nella segnaletica verticale stradale delle prescrizioni, e vengono collocati nel punto di inizio del divieto o dell’obbligo da osservare. Valgono per auto e moto, stabiliscono le manovre non consentite e possono essere ripetuti con un pannello integrativo di continuazione. Vediamo i differenti tipi di segnali di divieto, il loro significato e come riconoscerli.

La normativa prevede divieti riconoscibili su tutto il territorio nazionale e comportamenti da seguire

Sono indicazioni molto note e diffuse, riguardano transito e velocità

Bisogna prestare attenzione alle soste, alle merci pericolose e alle indicazioni per i pedoni

Vi sono veicoli con caratteristiche particolari che non possono circolare ovunque

La fine di un divieto è segnalata con un cartello di colore diverso

Quali sono e come riconoscere i segnali stradali di divieto

Il Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali e il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche. La disposizione della segnaletica deve essere chiaramente visibile a tutti gli utenti della strada.

I segnali a forma triangolare indicano pericolo, mentre quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo; se questi ultimi hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero, sono segnali di divieto; se si presentano bianchi su sfondo blu,  indicano un obbligo. I segnali che indicano il diritto di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: ad esempio il segnale di stop è ottagonale, e obbliga a fermarsi in corrispondenza della striscia trasversale di arresto, anche se non c’è nessuno.

I segnali di divieto devono avere forma, dimensioni, colori e caratteristiche conformi alle norme previste dal Codice della Strada; devono essere visibili, intuitivi e comprensibili anche da chi non ha la patente di guida. Il loro riconoscimento è molto importante perché spesso sono segnali di pericolo. Non rispettare questi obblighi, commettendo infrazioni, comporta sanzioni da parte della Polizia.

Nella maggior parte dei casi i segnali stradali che indicano un divieto, hanno forma circolare e a seconda delle categorie possono avere il bordo rosso e l’interno bianco, il bordo rosso e l’interno blu o essere bianchi con le scritte/simboli neri. Le eccezioni nella forma sono rappresentate dai cartelli stradali rettangolari relativi alla fermata, alla sosta e al parcheggio dei veicoli. Pensiamo, ad esempio, al divieto di sosta temporaneo e al divieto di transito per autotreni e autoarticolati.

La legge stabilisce che i segnali di divieto, obbligo e precedenza debbano essere ripetuti dopo ogni incrocio, quando ci si trova su un percorso interessato da una prescrizione. I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio di avvistamento minimo di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Segnali stradali di divieto generici

I segnali di divieto generici più comuni e noti sono:

  • Divieto di transito: collocato su entrambi gli accessi di una strada, vieta il transito di tutti i veicoli. Può essere accompagnato da un pannello integrativo che ne limiti la validità nel tempo;
  • Senso vietato: è un divieto di accesso e vieta di entrare in una strada che, però, è accessibile in un altro senso di marcia (senso unico);
  • Divieto di sorpasso: riguarda tutti i veicoli e vieta di sorpassare quelli a motore con tre o più ruote;
  • Proibizione all’uso del clacson: vieta l’uso di segnalazione acustica (clacson e similari), ad eccezione di situazioni di pericolo immediato, emergenze oppure di trasporto feriti o ammalati gravi;
  • Limite massimo di velocità: segnala la velocità massima espressa in chilometri orari consentita nel tratto di strada successivo al cartello stesso;
  • Distanziamento minimo obbligatorio: la distanza indicata sul segnale stradale, espressa in metri, è la minima consentita per seguire il veicolo che precede sulla stessa corsia.

Segnali stradali di divieto specifici

Vi sono anche divieti più specifici e particolari, per i pedoni, velocipedi, auto e veicoli con trasporto merce.

  • Divieto di sosta (o divieto di fermata): è un cartello a sfondo blu con bordatura rossa e barra obliqua rossa e vieta la sosta e la fermata o qualsiasi volontaria temporanea sospensione della marcia del veicolo (qualsiasi tipo di veicolo, anche autobus o taxi). Vieta la sosta anche davanti ad un passo carrabile, spesso erroneamente scambiato per area di parcheggio;
  • Senso unico alternato: impone di dare precedenza ai veicoli provenienti dal senso opposto. Si incontra quando in una strada a doppio senso vi sia una strettoia che permette il transito di una sola fila di veicoli. Se sono contemporaneamente presenti il segnale, il semaforo e il vigile urbano, bisogna dare la precedenza se il semaforo è spento, oppure se lampeggia il giallo; il conducente ha invece la precedenza se il semaforo è a luce verde, oppure se il semaforo è a luce rossa, ma il vigile urbano invita a passare;
  • Divieto di transito per veicoli che trasportano merci pericolose: è una disposizione che impedisce il transito sulla carreggiata ai veicoli che trasportano merci pericolose (benzina, materie tossiche o radioattive, acidi corrosivi);
  • Divieto di transito ai pedoni: una disposizione che impedisce di transitare a tutti i pedoni, ai quali è richiesta prudenza, ad esempio in tratti pericolosi con degli ostacoli o strade ad alto scorrimento, cantieri o zone industriali;
  • Il segnale di divieto di transito ai veicoli che trasportano esplosivo o prodotti infiammabili, indica che il divieto è limitato ai mezzi ed ai rimorchi che trasportano prodotti come GPL, gasolio, gas metano;
  • Il segnale di divieto di transito ai veicoli a trazione animale, cioè condotti dalla forza di un animale come un cavallo o un asinello, si limita a specificare che il generico divieto di sorpasso, in quel tratto, è limitato ai veicoli condotti da forza animale.

Segnali stradali di divieto di limitazione in riferimento alle dimensioni e alla massa dei veicoli

A volte il transito è vietato a mezzi superiori a determinate misure, ossia veicoli troppo larghi, altre volte perché troppo alti, o ancora perché troppo lunghi (pensiamo, ad esempio, ad alcuni autocarri o autobus). Perciò, bisogna prestare attenzione perché per ognuno di questi casi esiste un apposito cartello di divieto. Ad esempio, il segnale di divieto di sorpasso per i veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, oppure che abbiano un peso superiore alle 7 tonnellate. Ma anche cartelli di divieto per il passaggio ai veicoli con una larghezza o un’altezza superiori a quella indicata sul cartello, espressa in metri.

Segnali stradali di fine divieto

Una volta terminato il tratto di strada interessato ci può essere il pannello integrativo di fine divieto. Esempi di questo tipo sono il fine del limite massimo di velocità. Riconoscerli è molto semplice, si tratta infatti di cartelli in bianco e nero barrati con una striscia di colore nero.

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